Metafotografia in mostra fino al 30 aprile alla Galleria Arte e Pensieri

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metafotografiaRiceviamo e volentieri pubblichiamo: Alla fotografia è dedicata la duale “Metafotografia” in mostra presso la Galleria Arte e Pensieri dal 10 al 30 aprile.

Straordinariamente vicini nelle sperimentazioni del mezzo fotografico e negli esiti talvolta astraenti della loro poetica, Edith Dzieduszycka e Felice Del Brocco affrontano entrambi il tema di un luogo “da recuperare”, ora riattualizzandolo entro visioni più vicine alla contemporaneità, ora come configurazione poetica del vissuto, ma in ogni caso offrendone una visione interiorizzata mediata dall’obiettivo.

Nei suoi tronchi e nelle sue figure migranti Felice Del Brocco dà forma ad atmosfere che nelle loro indeterminatezze, ottenute attraverso le trasparenze della fotocomposizione raccontano il  viaggio compiuto con e attraverso l’immagine. “La figura umana”- spiega egli stesso – “che sia bambina, migrante o donna penetrando nell’immagine […] crea il legame con il tempo vivendo tra colori, luci, onde di sabbia o di mare e figure geometriche”. Nelle sue opere, vicine a una vera e propria “fotografia pittorica”, l’oggetto diviene segno e il segno spazio, memoria, “tempo che forma l’anima” nelle sue continue peregrinazioni.

Più nette e definite nella forma, le immagini di Edith Dzieduszycka descrivono con efficacia linguistica la poesia di ciò che, lasciato in abbandono al suo cammino, risorge quando il poeta vi posa il suo sguardo a dargli nuova vita. Questi “scafi-relitti”, lontani da un semplice tentativo di estetizzazione, sono l’oggetto di una nuova collocazione di sentimento, colti nel luogo in cui riposano in se stessi, colmi di quel “dramma”, come scrive Stefano Gallo, che è “dramma del vissuto […] consumato, ma non trapassato. Queste immagini di grandi barche da pesca divenute carcasse di legni, immagini anche di un paesaggio vuoto della presenza umana o dove essa appare serenamente distante da queste cose di un altro tempo, contengono ancora in essenza tutto la potenza “sublime” del mare in tempesta e degli uomini che tra le onde lottano per non esserne travolti”.

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