La Virtus Roma batte Capo d’Orlando: i playoff sono a 2 punti

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VIrtus Roma-Capo d'Orlando
VIrtus Roma-Capo d’Orlando

La sfida contro Capo d’Orlando doveva farci comprendere le reali ambizioni da playoff della Virtus Roma, data la posizione di classifica di limbo tra speranze di post-season e paura di essere risucchiati nella lotta salvezza. In realtà, la vittoria di ieri al Palatiziano mantiene la squadra di Dalmonte in questa situazione di “surplace”: i due punti conquistati la proiettano sì a soli due punti dall’ottavo posto, ma la prestazione, soprattutto offensiva, ha lasciato molto a desiderare. Per i playoff serve qualcosa in più. Solo un Bobby Jones in versione trascinatore ha evitato una sconfitta che avrebbe portato Roma sull’orlo di una crisi di nervi.

L’avvio di partita di Jones è coinvolgente per tutti i compagni di squadra: con 8 punti, 2 palle recuperate ed un assist, il prodotto di Compton è il protagonista del 14-4 con cui Roma apre l’incontro. Attaccando Archie e Hunt da posizione di post, la Virtus trova canestri ad altissima percentuale (7/11 da due), forzando poco da tre punti. L’Orlandina è disordinata in attacco, perde la bellezza di sei palloni nel solo primo quarto e, solo grazie ad un paio di tiri da tre punti di Henry e Burgess, chiude i primi dieci minuti con un divarionon eccessivo (19-12). Il secondo quarto non entrerà negli annali della storia del basket quanto a spettacolarità: entrambe le squadre si affidano a giocate individuali (Henry e Archie da una parte, Jones e Gibson dall’altra) per trovare la via del canestro. Roma mantiene un buon margine di vantaggio fino a fine primo tempo, concedendo 24 punti e nessun tiro libero agli avversari. Per cronaca, è da menzionare anche l’infortunio alla caviglia sinistra per Daniele Sandri: non rientrerà più in campo.

Gibson realizza la tripla del 37-31 in apertura di terzo quarto: sarà l’ultimo tiro da tre messo a segno dalla Virtus, che chiuderà con un poco edificante 2/23 dall’arco (8,7%). Capo d’Orlando utilizza la stessa strategia che si rivelò vincente per Caserta un paio di settimane fa: annullare Stipcevic dalla costruzione del gioco, con show fortissimi sui pick-and-roll e pressione costante sin dai primi palleggi. Stipcevic prenderà solo due tiri, entrambi sbagliati, in tutta la partita. Una buona difesa beneficia l’attacco e con un parziale di 10-2 Capo d’Orlando prende per la prima volta il comando della gara (39-41). Gibson e Triche provano a compensare “l’assenza” di Stipcevic con soluzioni personali, ma dall’altra parte il pick-and-roll centrale con Hunt buca troppo spesso la difesa romana. In avvio di ultimo periodo l’Orlandina tenta lo strappo decisivo e con una tripla di Henry (tiro mancino che ricorda quello di Isaiah Thomas dei Phoenix Suns) scappa sul 49-56 a cinque minuti dalla fine. Nonostante un attacco poco fluido e la paura palpabile a prendersi tiri da fuori, Roma ha la “forza mentale” (parole che riprenderà anche coach Dalmonte in conferenza stampa) di rimanere in partita con altre risorse: le transizioni, i rimbalzi offensivi e, ovviamente, Bobby Jones. Dopo quattro punti consecutivi di un positivo Morgan, Jones si carica totalmente la squadra sulle spalle, mettendo in mostra tutto il suo repertorio: penetrazione dopo finta di tiro da tre punti, un quarto di campo con palleggio-arresto-tiro e, infine, post basso con palla appoggiata al tabellone per il 63-61. La palla persa tra Freeman e Archie e il rimbalzo offensivo di Stipcevic sul suo stesso tiro sono i titoli di coda di una partita non bella a vedersi ma molto appassionante nel finale.

La Statistica: Jones ha chiuso con 19 punti (8/16 dal campo), 4 rimbalzi, 4 recuperi, 5 falli subiti, 20 di valutazione.

Prossimi appuntamenti: Saragozza mercoledì in Eurocup, a Sassari domenica prossima.

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