Editoria: I numeri dell’innovazione

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editoriaDati alla mano, innovazione è la parola chiave per interpretare le correnti che agitano il mare magnum dell’editoria italiana. Stando a quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), il 2014 è stato un anno di grandi trasformazioni per il mercato del libro. La ricerca è stata presentata nel corso della giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, tenutosi dal 27 al 30 gennaio a Venezia.

Fra tanti numeri e percentuali, balza agli occhi che la produzione di libri di carta e quella degli ebook sono inversamente proporzionali. Rispetto al 2012, i titoli in formato digitale (esclusi i gratuiti) sono aumentati dell’88,4%, a fronte di una diminuzione del 5,1% dei libri stampati. E il fatturato? Si può tirare un sospiro di sollievo: la spesa degli italiani per la lettura si è mantenuta stabile e ha permesso di chiudere il 2014 con un bilancio positivo, sebbene di un risicato +0,1%. La somma complessiva è stata di quasi un miliardo e mezzo di euro. Andando più nel dettaglio, i dati Nielsen descrivono un mercato dei libri di carta che ha fatturato 1,2 miliardi di euro nei canali trade (ovvero librerie, librerie on line e grande distribuzione) e un mercato di ebook che ha venduto per 51,7 milioni di euro, che tradotto in termini percentuali equivale a un aumento di circa il 40% rispetto al 2013.

Grandi trasformazioni, dicevamo, non solo per la filiera produttiva e i ricavi, ma anche per quanto riguarda il canale delle vendite. In altri termini a cambiare è persino il luogo scelto per l’acquisto. Se le librerie di catena detengono il primato, benché in lieve calo, delle preferenze (40,6%), è da sottolineare che un numero crescente di persone si rivolge sempre più spesso alle librerie online, che pesano solo per il 13,8% degli acquisti, ma registrano comunque un +8% rispetto al 2013. Poco meno di quattro lettori su dieci mostrano invece di preferire le librerie indipendenti.

Bisogna, infine, spendere una parola su alcune delle figure che ruotano attorno all’oggetto di arricchimento culturale per eccellenza. I librai, innanzitutto, che negli ultimi anni hanno visto notevolmente modificato il loro mestiere proprio a seguito dei cambiamenti di cui sopra: calo delle vendite dei libri di carta, avvento del digitale. Questa miscela esplosiva, quando non ha portato alla chiusura del punto vendita, ha spinto molti di loro all’innovazione, ad andare a caccia di strategie in grado prendere spunto dalla situazione critica per ricavarne un’opportunità. La nota dolente arriva, a sorpresa, dai lettori. Secondo le stime dell’ISTAT, nel 2014 sono scesi dal 43% al 41,4% rispetto all’anno precedente. La popolazione femminile risulta più propensa di quella maschile alla lettura, mentre la fascia d’età in cui si legge di più, oltre il 50%, è compresa tra gli 11 e i 14 anni. Una buona notizia, però, c’è, e interessa lo zoccolo duro dei lettori “forti”, ossia di coloro che leggono in media almeno un libro al mese. La loro quota, poco più del 14%, si mantiene sostanzialmente stabile nel tempo.

(di Laura Guadalupi)

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