Arrivederci a giugno: ecco come si è chiuso il calciomercato

Manolo Gabbiadini
Manolo Gabbiadini

Gente che va, gente che viene, speranze e aspettative ma anche delusioni e sogni infranti, questo è il calciomercato. Un mese infuocato, quello di gennaio, trenta giorni nei quali direttori sportivi e presidenti cercano di riparare o rinforzare rose pianificate e costruite in estate.

Un mese nel quale i tifosi possono trovarsi di fronte a una vera e propria rifondazione della propria compagine, è il caso del Genoa protagonista di ben otto acquisti e nove cessioni. Non una novità per il presidente Preziosi, i tifosi rossoblù incrociano le dita nella speranza che gli uomini guidati da Gasperini sappiano ritrovare il ritmo d’inizio stagione. Caso inedito quello del Parma, l’ex squadra del presidente Ghirardi ha perso molti pezzi pregiati a cominciare da Antonio Cassano, l’ex Real Madrid ha ottenuto la rescissione del contratto così come Felipe. La protesta dei tifosi monta, le minacce di messa in mora di alcuni giocatori, la situazione societaria e la deficitaria posizione in classifica hanno fatto il resto. Una situazione, quella della squadra emiliana che rischia di falsare o almeno in parte di condizionare il resto del campionato.

Dalle parti di Milano, invece, hanno sfruttato appieno la compravendita invernale, i nerazzurri guidati da Roberto Mancini hanno acquisito le prestazioni di Lukas Podolski e Xherdan Shaquiri, due colpi voluti fortemente dal tecnico di Jesi che spera di risollevare un ambiente deluso e senza entusiasmo. Stesso discorso per i cugini rossoneri, Berlusconi continua a dare fiducia a Pippo Inzaghi mentre Galliani ha cercato di accontentare il suo allenatore con l’acquisto di Alessio Cerci tornato dopo la non felice esperienza con la maglia dei colchoneros, puntellato la difesa con Bocchetti, Paletta e Antonelli e rinforzato l’attacco con Mattia Destro. Due campagne acquisti che fanno ben sperare, due tifoserie che non sono abituate a galleggiare a metà classifica, molto esigenti e piene di aspettative.

Ottimo mercato, invece, quello del Napoli, Bigon e De Laurentiis hanno sostituito degnamente l’infortunato Lorenzo Insigne con Manolo Gabbiadini, uno dei maggiori prospetti del nostro calcio. Da non sottovalutare l’acquisto di Strinic, terzino proveniente dal Dnipro. La società partenopea continua il suo percorso di crescita che prevede innesti mirati e graduali con giocatori affermati e di ottime speranze. Ma spetta alla Sampdoria la palma di regina del calciomercato, il pirotecnico presidente Ferrero, dopo la partenza di Gabbiadini, ha decisamente rafforzato l’attacco con Joaquin Correa, piccolo campioncino futuro, Samuel Eto’o e Luis Muriel oltre all’innesto in difesa di Andrea Coda, di Munoz  e quello di Afriyie Acquah a centrocampo. Ora spetta a Sinisa Mihajlovic motivare il bomber camerunense e  spronare un talento mai sbocciato come quello di Muriel.

Incognita Fiorentina, i viola hanno ceduto alla proposta indecente del Chelsea per Juan Cuadrado, il talento colombiano è stato rimpiazzato da Mohamed Salah arrivato a Firenze nell’ambito della stessa operazione. Ritorno a casa per Alberto Gilardino dopo l’esperienza esotica in Cina, stesso viaggio di ritorno per Alessandro Diamanti. Discorso diverso per le prime due della classe, la Juventus ha ripreso dal Genoa Matri e il giovane e promettente centrocampista centrale Sturaro dal Genoa mentre la Roma ha stravolto l’attacco, fuori Mattia Destro, dentro Doumbia e l’ex Cagliari Ibarbo. Colpi mirati, soprattutto per i giallorossi  che hanno deciso di non puntare più sull’italiano, poco motivato ma pur sempre con un ottima media realizzativa. La Juve, invece, ha preferito non modificare una rosa che comunque resta, numeri alla mano, la squadra più forte del campionato e investire maggiori risorse nella finestra estiva. Una sessione invernale caratterizzata da molti prestiti e pochi soldi, una consuetudine che dura ormai da tanti, troppi anni.

(di Claudio Serratore)

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