Italia e Germania contro i Led: la denuncia di Legambiente

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LED_lampVerosimilmente in agenda a Bruxelles il prossimo 5 febbraio, la discussione sul cosiddetto “Tier6”, il sesto stadio del processo di progressivo miglioramento dell’efficienza del parco lampadine europee, potrebbe aprirsi in mezzo alle polemiche. Secondo quanto denunciato da Legambiente, infatti, Italia e Germania sarebbero unite nel frenare la messa al bando delle lampadine alogene di peggiore qualità, a discapito del maggiore e quasi esclusivo utilizzo di quelle a Led. Le lampade alogene, ha sottolineato l’associazione ambientalista, hanno sì sostituito le vecchie lampadine ad incandescenza ma sono molto meno ecologiche ed efficienti dei diodi ad emissione luminosa (i Led, appunto). L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) però smentisce, annunciando che si starebbe lavorando su altre tecnologie ancor più innovative. Il divieto italo-tedesco, ad ogni modo, potrebbe riaccendere il confronto sulle eco-lampadine in Ue, iniziato con la direttiva europea sulla progettazione compatibile, nota come Ecodesign.

Stato dell’arte – Gli standard di progressiva efficienza delle lampadine e degli altri corpi luminosi con cui sono illuminate case, uffici e spazi pubblici sono da lungo tempo oggetto di attenzione per l’Ue. Non a caso con la progressiva implementazione della direttiva sulla progettazione compatibile (Ecodesign) si è arrivati, qualche anno fa, all’applicazione dell’etichetta energetica alle lampadine (obbligatoria sulle confezioni dal 1° settembre 2013) e all’eliminazione dal mercato di quelle ad incandescenza (2012). Proprio queste ultime sono state sostituite per la maggior parte dalle lampadine alogene, soprattutto nelle loro versioni meno efficienti (dal punto di vista energetico) che l’etichetta energetica definisce di “categoria C e D” e che, ad oggi, sarebbero le peggiori legalmente in vendita. Le lampadine a Led sono da 8 a 10 volte più efficienti e durano da 10 a 20 volte di più. A quanto pare, la tecnologia che usa i diodi ad emissione luminosa ha solo un difetto: costa di più, anche fino a 10 euro di più. E sebbene l’extra costo si recuperi nel giro di un anno, ci sono vari fattori che – secondo quanto segnalato da Legambiente – falsano la percezione dei consumatori finali, inducendoli a preferire quelle alogene C e D nella convinzione di compiere un acquisto “ecologico”. Legambiente, infatti, sottolineando che le lampadine alogene “riportano diciture come “ecolamp” o “energy saver star” perché sono state immesse nel mercato quando ancora esistevano le lampadine ad incandescenza”, ha tuonato che “è per questo motivo che illudono il consumatore facendogli credere di stare comprando un prodotto super ecologico, mentre sta acquistando il peggiore sul mercato”. Preferire il Led, rivoluzione nel mondo dell’illuminazione che ha meritato anche il Nobel per la Fisica 2014, porterebbe vantaggi enormi sul fronte del risparmio energetico all’Europa: volendo dare i numeri, si tratterebbe di 37TWh di energia, pari a 13,1 MT di CO2 o se si preferisce, 8,6 miliardi di euro risparmiati in bolletta elettrica. E allora perché non acconsentire all’eliminazione delle alogene peggiori, lasciando la libertà di scegliere tra due BEST: comperare le lampadine alogene migliori, quindi di classe A o B, oppure il Led? Questa la domanda, senza una risposta, dell’ associazione ambientale.

Il NO italo-tedesco al led – Anche con questi numeri alla mano però, Germania e Italia sono contrarie alla messa al bando delle alogene: i due Paesi, schierati contro i Led, farebbero mancare la maggioranza per l’approvazione di questo provvedimento, prosecuzione naturale del percorso di svecchiamento del mercato dell’illuminazione. Con una mail del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Enea, l’Italia, ha dichiarato apertamente che ritardare la messa al bando delle alogene non sarebbe una misura sufficiente ed ha intimato all’Unione di rinunciare a tale divieto, poiché sarebbe impossibile rendere tutti i lampadari compatibili con i Led entro settembre 2105. L’Enea però, ha smentito duramente le accuse dell’associazione ambientalista dichiarandosi “assolutamente favorevole all’introduzione dei Led”. L’Agenzia – ha fatto sapere il sub-Commissario Maria Cristina Corazza – “è impegnata con convinzione in questa direzione. Nei nostri laboratori di Ispra – ha continuato Corazza – stiamo testando un Led molto innovativo, basato su un sistema intelligente di controllo del flusso di luce. Tuttavia, ad oggi, vi sono problematiche tecniche, normative, di sicurezza e di benessere dei consumatori tali da non consentire la piena sostituzione in tutte le applicazioni domestiche entro il 2015.”
Nel parere tecnico che il ministero dello Sviluppo Economico ha fatto proprio, l’Enea ha sottolineato diverse criticità, prima fra tutte, la segnalazione che le lampade a Led attualmente in vendita arrivano solo a 75W per cui, a parità di lampadina, la quantità di luce emessa è molto inferiore in termini di adeguato comfort visivo. Vi sarebbero, per di più, gli elevati costi nonché problemi di sicurezza legati al peso dei dispositivi anti-surriscaldamento e criticità a livello tecnologico come, ad esempio, la regolazione dell’intensità della luce.

led2Contraddizioni italiane – Se l’argomentazione del fronte tedesco nella guerra delle eco-lampadine in Ue è chiara e forte, meno chiara sembra la scelta italiana. Non c’è dubbio che, essendo tra i principali produttori europei di alogene, i tedeschi abbiano un interesse totale a protrarre la produzione e la vendita, anche delle tipologie a bassa qualità ed al costo di frenare quella dei Led. In Italia, mentre Mise ed Enea sostengono che non ci sarebbero ancora le alternative però, la Cappella Sistina è passata ad un’illuminazione totalmente a Led ed il principale venditore di lampadine sul territorio nazionale, una famosa catena svedese, da due anni propone prevalentemente questo tipo di lampadine, anche in una versione molto economica. “La Cappella Sistina è un caso a sé – ha obiettato l’Enea – perché i Led non sono stati usati per sostituire le vecchie lampadine ma l’impianto è stato fatto EX NOVO, da uno studio specifico, in settore non domestico, e quindi ha potuto essere realizzato con progetto, tecnologie e installazione AD HOC. Dovremmo forse rifare gli impianti di illuminazione in tutte le case per mettere i Led?” – ha incalzato Corazza che, replicando anche sui presunti interessi economici della Germania, ha aggiunto: “Tenuto conto che tutti producono tutte le tipologie di lampade in Europa o fuori Europa e che i Led costano molto di più delle alogene i produttori tedeschi guadagnerebbero assai di più vendendo Led che alogene. La Germania si oppone probabilmente per le stesse ragioni dell’Italia: il benessere dei consumatori”.

Chi vincerà? –  Secondo un rapporto commissionato dai governi belga e svedese la tecnologia a Led ha invaso il mercato con prodotti convenienti e funzionali in modalità molto più rapide, rispetto a quanto la stessa Ue avesse previsto. Alla luce di queste rivelazioni, si potrebbe ben pensare che l’Europa avrebbe dovuto mettere al bando le alogene di scarsa qualità già da molto tempo. Ricerca scientifica e scelte politiche, però, non sempre vanno a braccetto: un assioma che sembra trovare conferma anche in Germania dove, l’Istituto Fraunhofer di Friburgo, ha messo a punto una lampadina a Led economica, in cui il silicio dei transistor è stato sostituito dal nitruro di gallio.
“La posizione del governo italiano su questo tema è legata a una visione vecchia” – sostiene il responsabile Efficienza Energetica di Legambiente, Davide Sabbadin, – “che non considera o non si è accorta del boom che nel frattempo hanno avuto le lampadine a Led sul mercato. Senz’altro è una posizione da rivedere. Che interesse avremmo noi italiani – ha concluso Sabbadin – a difendere le lampadine meno efficienti?”

(di Annalisa Spinelli)

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