La Virtus Roma tocca il fondo, pesante -30 a Brindisi

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Imbarazzante, sconcertante, inammissibile: sarebbero tanti gli aggettivi per descrivere la débâcle della Virtus Roma sul campo dell’Enel Brindisi. Una prestazione che ha lasciato allibiti tutti, staff tecnico in primis: la squadra è come se non fosse scesa in campo, ha preso alla lettera lo spirito vacanziero delle feste di Natale, decidendo di perdere la sfida senza combattere. Una non-partita, che è più di un campanello d’allarme per il prosieguo del campionato.

La partita finisce ancor prima di cominciare: Triche, nei primi possessi, colleziona due tiri sbilenchi e due palle perse risibili, e dal solo linguaggio del corpo si capisce che non sarà la sua partita. Il tema play-maker in casa Virtus diventa sempre più di stretta attualità: in attacco l’ex Trento ha più compiti di regia che realizzativi e questo è un chiaro freno per le sue enormi potenzialità da scorer, in difesa fa fatica a reggere “playmaker classici”, più rapidi di una guardia quale egli è. Nella categoria “playmaker classici” ci rientra anche Pullen, l’ispiratore del parziale di 20-0 con cui Brindisi ipoteca la gara con soli cinque minuti giocati. Il primo canestro dal campo arriva a tre minuti dalla fine del quarto con la tripla aperta di De Zeeuw, poi sei tiri liberi consecutivi limitano i danni di uno schizofrenico primo quarto (20-9). Roma fa circolare poco e male il pallone in attacco e concede di tutto in transizione difensiva: nei primi sei-otto secondi dell’azione Brindisi è devastante, non permettendo alla Virtus di schierarsi e trovando punti facili vicini al ferro con le dirompenti schiacciate di Mays e James. In più, come spesso è accaduto, Morgan esce fuori troppo velocemente dalla sfida, oberato dai falli, cosicché i lunghi avversari possono fare il bello e il cattivo tempo nella zona pitturata virtussina. Mays, con una tripla dalla punta, batte anche la zona provata da un disperato Dalmonte e il primo tempo si chiude con un 45-24 che ben fotografa il gap fra le due squadre.

Gli unici a tentare qualcosa di diverso, anche sbagliando, sono le “vecchie glorie” della Virtus, Bobby Jones e il capitano Lorenzo D’Ercole: il resto è buio pesto. Gibson comincia a incamerare punti a partita già bella che finita, Ejim viene sistematicamente raddoppiato in post, Stipcevic è più disordinato del solito, De Zeeuw non è il giocatore da cui puoi aspettarti il salto di intensità.  Harper chiude il terzo quarto con un elegante palleggio, arresto e tiro per il 61-39 brindisino. Nell’ultimo, inutile, quarto ci si aspetterebbe almeno uno scatto d’orgoglio per evitare l’imbarcata: invece la Virtus non ha neanche le energie e il carattere per perdere in maniera dignitosa. Gli ultimi minuti sanno di show-time per Brindisi e di umiliazione per gli uomini di Dalmonte, alla quinta sconfitta nelle ultime sei gare. Ormai le Final Eight di Coppa Italia sono praticamente irraggiungibili, ma questo sembra il male minore.

La Statistica: 54 punti è la peggiore prestazione offensiva  della Virtus dal 05/11/2011, 85-52 sul campo della Montepaschi Siena. Questa partita è anche l’ultima in cui Roma ha perso con un scarto superiore ai 30 punti.

Prossimi appuntamenti: Roma chiuderà l’anno in casa contro la rivelazione Trento, lunedì prossimo alle ore 21.

(di Emanuele Granelli)

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