Ex Dogana di San Lorenzo: il quartiere dice “no” al centro commerciale

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L’ex Dogana di San Lorenzo, 23.000 mq che hanno rappresentato un pezzo di memoria per Roma,  essendo il luogo da dove partirono 18 vagoni merci con 1022 ebrei destinazione Auschwitz, rischia di diventare un centro commerciale, l’ennesimo. Uno spazio immenso a ridosso della Tangenziale est che lo scorso 25 ottobre ha ospitato Outdoor Urban Art Festival, un evento che per un mese ha visto la partecipazione di street artists provenienti da tutto il mondo e che ha animato un’area in disuso da più di quattro anni. “Moving forward” era il tema scelto per questa edizione 2014 di Street Art: un auspicio per guardare avanti e concepire nuove forme di sviluppo e di aggregazione, eppure rimasto inascoltato.

La storia– Anche l’ex Dogana di San Lorenzo fa parte di quegli immobili di proprietà dello Stato che, in condizioni di degrado, sono stati ceduti a privati con lo scopo di riqualificare e valorizzare le strutture. Nel 2002, sotto la giunta Veltroni il complesso in via di Scalo San Lorenzo viene venduto a FINTECNA S.p.A., società interamente partecipata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. Cinque anni dopo, è il 2007 e il comune di Roma insieme a FINTECNA definiscono il progetto Pentagramma, attraverso il quale viene indetta una gara per <<la trasformazione e valorizzazione di importanti assets immobiliari” situati nella capitale: l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; l’ex Istituto Geologico Nazionale; il complesso immobiliare in via Scalo di San Lorenzo (ossia l’ex Dogana); la riqualificazione dell’area di Valcannuta>>. È l’agosto 2007 e nel comunicato stampa diramato da Pirelli Re viene diramata la notizia dell’assegnazione della gara promossa da Fintecna Immobiliare alla stessa Pirelli Re, Fingen e Gruppo Maire per un valore complessivo di 368 milioni di euro. Nel dettaglio, la gara prevede la costituzione di una Newco con partecipazione paritetica tra Fintecna Immobiliare e Finprema S.p.A. (quest’ultima detenuta da Pirelli Re 35%, Fingen 35%, Gruppo Maire 30%) che si pone tra gli obiettivi “la realizzazione di significativi interventi di riqualificazione e riconversione” con investimenti previsti nel medio periodo per oltre 200 milioni di euro e <<la valorizzazione sul mercato del prodotto finito>>.

L’immobile di maggior rilievo è l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 54.000 mq immersi nel residenziale quartiere dei Parioli, che prevede la conversione dell’edificio sito in piazza Verdi in un albergo di lusso 5 stelle e la creazione di 250-300 residenze di pregio con parcheggi e aree verde. Tuttavia nel settembre 2007 l’interrogazione parlamentare dell’allora onorevole Francesco Storace pone dei dubbi sul prezzo di vendita dei quattro assets: facendo un rapido calcolo basato sui prezzi al metro quadro degli immobili siti nel prestigioso quartiere romano, il parlamentare fissa a 540 milioni di euro il prezzo del solo Istituto Poligrafico. In realtà l’operazione per tutti e quattro gli assets è eseguita a 368 milioni di euro, cifra addirittura inferiore al prezzo di uno solo degli immobili. Da qui emergono i primi dubbi circa la vendita di strutture dello Stato a prezzi irrisori o, per meglio dire a prezzi non in linea con il mercato immobiliare.

Il progetto dell’ex Dogana di San Lorenzo- Per quanto riguarda il complesso in via Scalo di San Lorenzo, il destino sembra essere abbastanza chiaro fin dall’inizio. Nello stesso comunicato stampa di Pirelli Re si legge che  <<il progetto prevede la demolizione delle strutture doganali e la realizzazione di circa 16.000 mq con destinazione residenziale, commerciale, direzionale e produttivo>>. Nel Progetto Urbano San Lorenzo, iniziativa lanciata nel 2006 per la promozione di un percorso partecipato tra cittadini ed istituzioni nella definizione di un processo di riqualificazione dell’area di “San Lorenzo-Circonvallazione Interna-Vallo Ferroviario”, il progetto di Residenziale Immobiliare 2004 S.p.A. fa il suo ingresso con la creazione di tre elementi principali: <<un elemento lineare a ridosso del fascio dei binari in parte destinato a parcheggi con una copertura a verde (parco lineare) che si connette con l’Ambito B7 a ridosso delle Mura aureliane, un nucleo con una piastra commerciale ed un edificio per uffici su via dello Scalo San Lorenzo e due edifici residenziali>>.

Il no del quartiere San Lorenzo- Nel quartiere San Lorenzo sono tanti i dubbi relativi a questo progetto. Si fa sempre più strada l’ipotesi della demolizione della dogana e la costruzione di un centro commerciale Esselunga. Catalizzatori della protesta degli abitanti di uno dei più antichi quartieri romani è Libera Repubblica di San Lorenzo, nata nel 2013 da una generazione di residenti, studenti, comitati, associazioni e commercianti che guardano con preoccupazione l’evolversi della vicenda sugli equilibri sociali ed economici. <<Il rischio è che la creazione di un ennesimo centro commerciale vada a peggiorare la situazione, già critica, di tutti i piccoli esercenti della zona>> ci dice Sarah di Libera Repubblica di San Lorenzo. Sarah era anche presente all’assemblea del 16 dicembre tra cittadini, presidente del II municipio Giuseppe Gerace e assessore alla Rigenerazione Urbana Giovanni Caudo: un incontro che non ha soddisfatto i partecipanti nonostante le rassicurazioni di Caudo in merito alla mancanza di presentazione formale del progetto. Tuttavia, le parole di Caudo non bastano a convincere i presenti: <<L’assessore Caudo ci ha chiesto fiducia, ma al momento ci risulta difficile. Noi avevamo chiesto che mentre il Progetto Urbano era in corso venissero bloccate le demolizioni. Invece le demolizioni sono andate avanti, come quella dello scorso maggio alle ex fonderie Bastianelli>> aggiunge Sarah.  Nel frattempo le iniziative non si fermano: oltre ad una petizione on line che chiede che vengano bloccati sia la demolizione sia la costruzione del centro commerciale, Libera Repubblica di San Lorenzo sta recependo tante proposte da comitati e associazioni che pensano a destinazioni d’uso alternative all’ex Dogana. Infine, il 12 gennaio ci sarà l’incontro riassuntivo in cui verrò presentato il Progetto Urbano di recupero del quartiere San Lorenzo. <<Prima del 12 continueremo con le iniziative e quel giorno torneremo a ribadire che il progetto così come è stato concepito non ci piace>> conclude Sarah.

fonte foto: www.sdogana.it

(di Valentina Verdini)

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