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Serie A. Roma a -1 dalla Juventus. Genoa furioso, gongola la Sampdoria. Sogna la Lazio, lampi di buon Milan - Media Politika Settimanale online informazione politica

Serie A. Roma a -1 dalla Juventus. Genoa furioso, gongola la Sampdoria. Sogna la Lazio, lampi di buon Milan

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Serie A- La Roma strapazza l'Inter di Mancini
Serie A- La Roma strapazza l’Inter di Mancini

La Serie A è diventata ormai una lunga giornata che non finisce più. Dopo i match di sabato (18 e 20:45) e domenica (uno alle 12:30, 3 alle 15, uno alle 18 e uno alle 20:45) questa sera (19 e 21) ci saranno altri due incontri, Empoli – Torino e Chievo – Inter, prima di poter porre fine alle 15esima giornata.

Possiamo quindi commentare quanto visto fino a ieri sera, per una giornata in cui non sono assolutamente mancate polemiche e ire, che forse mai come questa volta appaiono fuori luogo. Alle 12 e 30 la sfida dello Juventus Stadium si è chiusa con la furia di Massimiliano Allegri ( “si è giocato troppo poco di tempo effettivo”) e quella di Pavel Nedved, sceso dalla tribuna al campo per far sentire a suon di urla tutta la frustrazione per un pareggio casalingo che non era dei piani della vecchia signora, intenzionata a chiudere il 2014 allo Stadium con tutte vittorie. Riavvolgendo però il nastro della partita la Juventus avrebbe dovuto chiudere il primo tempo almeno con un paio di gol all’attivo, a fronte dell’unico segnato da Patrice Evra, su calcio d’angolo di Marchsio. Numero 8 bianconero che ha battuto tutti i calci d’angolo in maniera irregolare, posizionando il pallone costantemente fuori dalla lunetta. Nel secondo tempo la spinta juventina è andata scemando e una ripartenza doriana ha portato Gabbiadini a realizzare un grande gol con il suo sinistro a giro sul secondo palo. 1-1 fino al triplice fischio finale, con Gabbiadini vicino al gol del clamoroso 1-2 più di quanto la Juve si andata vicina al gol del 2-1. Deve essere stata questa la molla che ha fatto scattare di nervosismo la dirigenza bianconera, fuori luogo al netto della mancata, ma sacrosanta, espulsione di Vidal per doppio giallo. In una lotta così serrata perdere qualche punto fa storcere il naso e l’equilibrio spesso e volentieri prende altre direzioni per lasciare spazio a ire e frustrazioni.

Stesso equilibrio che si è perso a Genova da una parta e dall’altra. Nei 90 minuti si è vista tanta Roma sciupona e un buonissimo Genoa che non ha mai mollato nonostante l’inferiorità numerica. L’espulsione di Perin per aver steso Nainggolan una volta superato in dribbling dal belga, ha scaldato gli animi rossoblù, convinti di aver subito un torto arbitrale. Gasperini a fine partita ha fatto capire che in queste circostanze si decide sempre per la più importante. Preziosi poi è andato oltre mettendo in mezzo i fatti che stanno sconvolgendo, in campi ben più gravi, la capitale d’Italia. Ma sulle parole del presidente genoano è inutile anche andare a commentare. Tornando ai fattori di campo la rabbia di Gasperini è ben motivata dall’assurdità della regola in se, non dal fatto che sia stata applicata a favore di una “big”. Insomma dell’espulsione di Consigli a Palermo –  Sassuolo non se ne è sentito parlare nei ricchi post partita. La Roma comunque dopo aver fallito il rigore della discordia con Ljajic (fenomenale La Manna al debutto in serie A) è passata con un grande gol di Radja Nainggolan. Da cui la seconda furia genoana, assolutamente più sensata della prima. Nell’azione che porta al cross di Maicon Ljajic cercando il dribbling appena dentro l’area di rigore cade maldestramente senza contatto, Banti poteva e forse doveva fermare l’azione e ammonire il serbo. Ad aggiungere pepe a una partita già piccante di suo ci si è messo anche il guardalinee, che all’ultimo minuto prima ha regalato un calcio d’angolo al Genoa e poi ha giustamente annullato per fuorigioco il seguente gol di Rincon. Nel finale la gara è diventata ruvida e piena di scontri e contatti, pochi secondi prima del fischio finale, Perotti ha sferrato a palla lontana un calcione da dietro le spalle sulla gamba del greco Holebas (si spera in una prova televisiva per un gesto violento e immotivato). La reazione del terzino non si è fatta attendere: dito medio alla tribuna genoana (anche in questo casa dovrebbe arrivare la squalifica) e poi quasi rissa nel tunnel verso gli spogliatoi.

A Torino e a Genova è andata quindi in scena una normale domenica di follia calcistica. Sugli altri campi da segnalare la grande vittoria della Lazio sull’Atalanta arrivata sabato sera grazie alla doppietta di Mauri e al gol di Lulic. La squadra di Pioli è terza con 26 punti insieme a Genoa e Samp per un sogno Champions che può diventare realtà. Nel pomeriggio di sabato invece vittoria al cardiopalma per il Palermo di Iachini, intenzionato ormai a non fermarsi più. 2-1 il risultato finale grazie ai gol di Rigoni e di Pavoletti per il pareggio al minuto 86, prima del gol di Belotti che al 93esimo ha fatto esplodere il Barbera lanciando il Palermo a quota a 21 punti due in più del Sassuolo, che si è fermato dopo una striscia di otto risultati utili di fila. Nel pomeriggio è finito invece l’incubo per il Verona di un grandioso Luca Toni, autore del gol dell’1-1 e del suo 300esimo gol da professionista che ha espugnato 2-1 il campo dell’Udinese. Ad aprire le marcature era stato l’altro grande vecchietto della sfida, Antonio Di Natale che con il gol 201 in A si è portato -4 dal monumento Roberto Baggio. A chiudere il discorso in favore dei veneti è stato poi Christodoulopoulos, per il Verona ritorno al successo che mancava dal 4 ottobre. Poche emozioni invece nel pomeriggio del Tardini dove tra Parma e Cagliari è finita 0 a 0.

Alle 18 show della Fiorentina che in quel di Cesena ha rovinato il debutto di Di Carlo sulla panchina degli Emiliani, sbancando il Manuzzi per 4-1. Gol di Valero, Savic prima dell’autorete dello stesso montenegrino causata dal maldestro stop mancato da Neto. A sistemare tutto ci hanno pensato poi Rodriguez ed El Hamdaoui. La viola continua così nel suo percorso di crescita e sale a quota 23 punti a -3 dalla zona Champions. Nel posticipo prova finalmente convincente del Milan di Inzaghi, autore di una grande partita contro un Napoli lontano parente di quello visto lo scorso anno. Menez, a tratti maestoso, e il grande acquisto di fine mercato, Bonaventura, hanno legittimato un 2-0 per i padroni di casa che ora volano a 24 punti. Il Napoli manca così l’aggancio al terzo posto restando un continuo punto interrogativo.
(di Cristiano Checchi)
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