Libri – Quando immedesimarsi non sempre è cosa buona e giusta

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il+libro+delle+Verità+NascosteLIBRI – Se non vi da fastidio lo spoiler, come lo chiamano gli americani (ovvero che venga rivelato o fatto intuire il finale troppo presto), allora Il libro delle verità nascoste di Amy Gail Hansen è un volume adatto a voi.

A metà della narrazione, infatti, già si intuisce la fine del libro, o perlomeno lo svilupparsi della vicenda. Ad alcuni non turba sapere prima del tempo come si concluda la vicenda, dato che ritengono l’importante sia come ci si arriva e il filo conduttore che lega tutti i personaggi.

Detto ciò, i libri che parlano di libri sono sempre molto affascinanti e l’autrice, alla sua prima prova, ha decisamente fatto un ottimo lavoro che molti di voi divoreranno in un sol boccone.

La protagonista di questo volume è una studentessa di Letteratura Inglese eccellente. E’ una donna che ama leggere Virginia Woolf e Sylvia Plath, affascinata non solo dai loro volumi, ma anche dalle loro morti – o per meglio dire suicidi. Quando inizia a scrivere la sua tesi di laurea ne diventa letteralmente ossessionata, tanto da rivederne gli spettri tra le nebbie di New Orleans e lungo gli orli delle scogliere. Centro della vicenda è proprio un libro: Una stanza tutta per sé. Ruby ha giurato alla sua psicologa che non leggerà mai più neppure una riga di questi volumi, ma per puro caso se ne ritrova una copia nella valigia recapitata per sbaglio di una compagna di corso sparita nel nulla. Da questo piccolo episodio scaturiscono nuovamente in lei tutte le emozioni che aveva soppresso in dieci lunghi mesi e fa ritorno – per pura curiosità e gelosia – al Tarble College che aveva abbandonato, luogo del suo grande amore verso Mark: il professore più corteggiato del campus. Viene a scoprire però che tutte le studentesse che, di nascosto, ha corteggiato, sono sotto psicofarmaci e così cercherà di svelarne il mistero.

Un libro pieno di flashback e anche doppi flashback, di cui però la Hansen sembra perfettamente padrona e che con la sua scrittura semplice, ma elegante, rende questo volume una facile lettura.

Più che un thriller psicologico si potrebbe definire un lucido viaggio nella follia, eppure questo è un volume che fa riflettere su molte cose: su come le donne giovani e creative possano essere fragili, e su come quella di manipolare sia un’arte subdola e ben congegnata.  Una lezione da trarre sicuramente – e che secondo me l’autrice esplica chiaramente – è che perdonare se stessi è l’unica strada verso la felicità.

Senza neppure una scena raccapricciante o con sangue, la tensione psicologica sale comunque alle stelle pagina dopo pagine. Un libro decisamente consigliato, anche se non proprio rilassante!

Fa male. Fa male essere strappati alle cuciture, con ogni filo esposto, ogni fibra nuda. L’unico modo di porre fine al dolore, l’unico modo per curarmi, è impedire al mio cuore di battere, impedire ai miei polmoni di respirare, impedire al mio cervello di pensare.
Voglio morire. E non ho più voglia di vivere.
Non capisco la differenza.

di Arianna Catti De Gasperi

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