Servillo e Sorretino su Rai Uno con “Le voci di dentro”. De Filippo torna in tv

Domenica 2 novembre Rai Uno manderà in onda la diretta della commedia Le voci di dentro, firmata da Eduardo De Filippo e riproposta dalla coppia da Oscar Servillo-Sorrentino.

Con questo gesto il servizio pubblico radio televisivo renderà omaggio al maestro del teatro italiano, nel giorno dell’anniversario della sua morte. Accade non di rado, purtroppo, che i grandi nomi del cinema, del teatro e del panorama culturale tout court, vengano ricordati soltanto in occasione dell’anniversario della loro scomparsa, attraverso, per esempio, maratone di film legati alla loro opera o uscite di cofanetti allegati alle grandi testate giornalistiche. Quasi si volesse veicolare il messaggio che, per conoscere e apprezzare il lavoro di questi grandi personaggi possa bastare una giornata di film trasmessi a ripetizione, per poi arrivare al giorno seguente e riprendere la normale programmazione, attendendo il ricordo della scomparsa del prossimo nome illustre per concedere nuovamente ai telespettatori una boccata di cultura e conoscenza.

Ciononostante bisogna dichiarare la bontà di queste operazioni perché, seppur limitate all’arco di una giornata, servono a far nascere almeno un barlume di consapevolezza nelle nuove generazioni che, in queste occasioni, hanno la possibilità di entrare in contatto con un mondo a loro sconosciuto e di apprezzare una programmazione televisiva ormai datata e dimenticata.

In particolare, lo spettacolo di De Filippo avrà sicuramente un effetto flashback su quanti hanno conosciuto la Mamma Rai degli anni ’50-‘60, grande contenitore di programmi pedagogici- educativi- culturali, tra i quali spiccavano i consueti spettacoli teatrali del venerdì sera; e dall’altra, un effetto illuminante e svelatore per quanti hanno avuto la sfortuna di conoscere soltanto la Rai della seconda repubblica, incentrata sulla lotta con la rete concorrente e dunque attenta soprattutto a salire sul gradino più alto del podio Auditel.

Certamente il servizio pubblico radiotelevisivo prova a mantenere anche oggi il ruolo di maestro ed educatore, grazie alla lunga serie di nuovi canali specializzati e  inserendo nel palinsesto anche programmi dall’alto profilo etico, stando attenta a non scadere nel trush e nel cattivo gusto tipici di molte trasmissioni delle reti concorrenti.

Basti pensare al senso di disagio e vergogna che ha pervaso lo studio del programma di Rai 1 Tale e Quale, durante l’ “incidente” avvenuto alla sventurata Veronica Maya. Come se non fosse abituale imbattersi in scene di topless facendo zapping tv.

Il problema è proprio questo: a fronte di un panorama televisivo votato maggiormente al chiacchiericcio e allo svilimento dei costumi, il tentativo della Rai di mantenere un profilo sobrio, retto, moderato e morigerato rischia di venire interpretato, talvolta, come superficiale e superbo moralismo. Perché purtroppo oggi la realtà è che la maggior parte dei telespettatori, potendo scegliere, preferiscono seguire i pettegolezzi di Barbara D’Urso piuttosto che il teatro di Eduardo De Filippo.

(di Giulia Cara)

Fonte foto: www.genovateatro.it

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