Li Na lascia il tennis: si ritira la giocatrice cinese più forte di sempre

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Li Na saluta il mondo del Tennis
Li Na saluta il mondo del Tennis

Lascia il tennis la cinese più vincente di tutti i tempi. Li Na ha messo in bacheca due titoli dello Slam e addirittura sette trofei Wta per un prize money totale di sedici milioni di dollari in carriera. La tennista di Wuhan ha annunciato il suo ritiro nella giornata di venerdì tramite facebook e lo ha confermato in conferenza stampa: “Ringrazio tutti per essere venuti, il problema al ginocchio non mi permette di continuare di rimanere ad alti livelli. È stata una decisione difficile, ma è arrivato il momento di dire addio”.

Li Na comincia la sua carriera all’età di sei anni con il badminton, la sua volontà era quella di seguire le orme del padre, Li Shengpeng, forte giocatore di questa disciplina. Presto però decide di passare al tennis, una scelta vincente che la porterà alla ribalta mondiale. Il primo titolo importante arriva nel 2004 a Guanghzou quando riesce a battere al primo turno Vera Duševina, al secondo Jelena Janković, ai quarti Kristina Brandi e in semifinale Li Ting. Nell’ultimo e decisivo match batte Martina Suchá con il punteggio di 6-3 6-4 e festeggia il primo trofeo del circuito Wta. Da quel momento il suo percorso tennistico diventa un crescendo di successi e soddisfazioni. Le vittorie più importanti però sono storia recente: nel 2011, all’età di 29 anni, si aggiudica il primo torneo dello Slam, il Roland Garros, con il trionfo in finale contro l’italiana Francesca Schiavone.

Nel corso di quest’anno, prima dei problemi al ginocchio che poi la constringeranno al ritiro, si toglie la soddisfazione di portare a casa anche l’Australian Open sconfiggendo nell’ultimo incontro la slovacca Dominika Cibulkova. L’ultimo grande acuto di una carriera vincente, costruita con una personalità forte. “Non molte persone credevano nel mio talento, ma io ho saputo perseverare per dimostrare a tutti loro, e qualche volta anche a me stessa, che si sbagliavano”. Un carattere d’acciaio dunque e una diplomazia che spesso non si è avvicinata alla grande compostezza tipica della cultura cinese. Emblematica la sua dichiarazione dopo esser venuta a conoscenza che gli abitanti della sua cittadina, Wuhan, le avevano dedicato una statua: “Io gioco per me stessa, non per il mio paese”.

Un rapporto controverso anche con le sue origini, il saluto precoce alla Nazionale è dovuto al fatto che i tecnici volevano impedirle la relazione con il suo futuro marito, Jing Shan. Laureata in giornalismo ma con una particolare difficoltà nell’entrare in sintonia con i reporter del suo paese. L’ultima frizione risale al Roland Garros dello scorso anno quando è stata eliminata al secondo turno dalla statunitense Mattek-Sands. Un giornalista le chiese di dare una spiegazione della prestazione deludente a tutti i tifosi del suo paese. Questa la sua replica: “Ho perso una partita, tutto qui. Devo anche mettermi in ginocchio e chinare il capo?”.

L’affetto per la terra d’origine però non manca, anzi. Durante gli ultimi mesi stava provando a recuperare la miglior forma fisica per poter disputare la prima edizione di un torneo Wta a Wuhan, ma il fisico le ha implorato di fermarsi. La sua vittoria è comunque l’esser riuscita a portare una manifestazione importante nella sua cittadina. Il fatto che non potrà lottare per il titolo conta dunque fino a un certo punto. Adesso la Cina cerca la sua erede, all’orizzonte non si vedono talenti cristallini e il vuoto da lei lasciato già comincia a farsi sentire.

(di Giovanni Fabbri) 

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