Libri – Quest’estate non comprate libri…rubatene uno!

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di Arianna Catti De Gasperi

In genere si scelgono letture estive rilassanti, per alleggerire la mente dai pensieri che ci hanno tormentato tutto l’anno e goderci le meritate vacanze.

Se questa è la vostra intenzione, non fate come me, non leggetevi Storia di una ladra di libri, ma scegliete qualcosa di più leggero. Se invece vi interessa la Seconda Guerra Mondiale, i drammi che con essa sono venuti ed un punto di vista completamente diverso della storia, allora correte in libreria a comprarne una copia!

Il libro inizia nel 1939 nella Germania nazista. La Morte – quasi co-protagonista o semplice accompagnatrice – ha moltissimo lavoro da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, durante la fuga dal terrore che li circonda, Liesel Meminger raccoglie un oggetto, un libriccino abbandonato lì, nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte e lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra di libri, la storia d’amore di Liesel per i libri e le parole, che sono una maniera di sfuggire all’orrore che la circonda. Liesel però non sa leggere, ed è il padre adottivo le insegna e ben presto la sua fame di libri la porta ad essere sempre più temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li ruba dalla biblioteca della moglie del sindaco. Lei cerca di salvare tutti i volumi che trova – non uimporta di cosa narrino – sebbene i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia adottiva di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina diventa sempre più piccolo anche se con una visuale e comprensione di esso più vasta. Raccontato dalla Morte – personaggio qui descritto come curioso, amabile, e sopratutto chiacchierone – “Storia di una ladra di libri” è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità di esse di nutrire lo spirito.

Questo libro è stato pubblicato con il titolo “La bambina che salvava i libri”.

 Sì, lo so.

Nella tenebra del mio cuore dal battito cupo, lo so. Gli sarebbe piaciuto di certo.
Visto?
Perfino la morte ha un cuore.

Dicono che la guerra sia la migliore amica della morte, ma debbo dissentire. Per me, la guerra è come un nuovo padrone che pretende l’impossibile. Ti sta con il fiato sul collo, ripetendo senza sosta: “Lavora, Lavora”. Tu lavori duro, ti affanni. Il capo, però, mica ti dice grazie: esige ancora più impegno da te.

Quando leggevo i racconti della ladra di libri,provavo pietà per gli esseri umani che ne erano protagonisti,anche se mai tanta quanto ne provavo per coloro che in quel periodo rastrellavo nei campi di concentramento.I tedeschi nel sotterraneo erano disperati,certo,ma quella stanza non era un locale docce di un campo.Non erano stati mandati lì a fare la doccia di gas.Per loro,c’era ancora una possibilità di vivere

Non è decisamente un libro per tutti, ma per chi ama storie tristi e apprezza i libri quanto la protagonista di questo, è consigliato.  Suggerito vivamente anche per coloro che vogliono leggere l’altra parte della storia, quella vissuta dai tedeschi e dalle condizioni in cui Hitler ha messo il suo stesso popolo nella sua ricerca di conquista del mondo.
L’universo interiore di Liesel, infatti, è un turbine di emozioni che la porteranno ad una precoce maturità necessaria per affrontare ciò che a dieci anni non si dovrebbe neanche conoscere. La morte che non è malvagia, né se ne va in giro con la falce e il mantello nero: si ritrova solo a fare il suo dovere.

Ben costruito il personaggio di Rudy Steiner, che con i suoi gesti di ribellione conquista il cuore di tutti i lettori.

“Quando è nato il nostro Führer?” Ogni parola era pronunciata con cura, e infilata nell’orecchio di Rudy. “Forza, Rudy, quando è nato? Me lo puoi dire, va tutto bene, non avere paura.”
E Rudy?
Come reagì?
Rispose con prudenza, oppure lasciò che la sua idiozia lo facesse sprofondare sempre di più nei guai?
Fissò con aria beata gli occhi azzurro chiaro di Franz Deutscher, e mormorò: “A Pasquetta.”

Note sull’autore:

Markus Zusak, già pluripremiato autore di libri per ragazzi, con questo romanzo rivela un talento promettente nella narrativa per adulti. Nato nel 1975 a Sydney, dove tuttora vive, da madre tedesca e padre austriaco, per questo libro si è ispirato alle esperienze vissute dai genitori durante il nazismo.
Decisamente una scelta singolare da parte dell’autore è quella di scegliere la Morte come narratrice di questo volume. La “Nera Signora” viene infatti colpita da questa bambina e decide di narrare la sua storia, con uno stile che rasenta la Black comedy. Altra nota particolare è che la narratrice ci prennuncia talvolta ciò che accadrà nel resto delle pagine del libro, togliendoci il peso o il gusto – dipende da come lo si guarda – si scoprire episodi scioccanti. Spesso gli uomini si chiedono cosa c’è dopo la morte, com’è morire,etc. ; ma la Morte cosa prova quando raccoglie l’anima di un uomo?

 

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