Anarchia. La notte del giudizio

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anarchia1In un futuro non molto lontano (2023), il governo degli Stati Uniti istituisce la notte della purificazione, ossia dodici ore durante le quali tutti i crimini sono leciti e non perseguibili dalla legge. Dietro quella che sembra una strategia per dare libero sfogo ai cittadini e, limitare la criminalità durante il resto dell’anno, si cela una raccapricciante manovra del governo volta e eliminare le classi più povere del paese.

Prosecuzione di La notte del giudizio (The Purge) del 2013, Anarchia si costruisce intorno alle peripezie di un manipolo di persone rimaste per strada, il cui unico scopo è sopravvivere alla notte più pericolosa dell’anno. I protagonisti sono una coppia di sposi sull’orlo della separazione, una madre con la figlia e un uomo disperato pronto a tutto per vendicare il figlio ucciso che veste i panni giustiziere senza macchia e senza paura. La narrazione procede lineare e, pedina i “nostri eroi” attraverso una Los Angeles notturna e torbida. Anarchia rompe le quattro mura dell’abitazione nel quale era stato interamente girato The Purge, ed esce per le strade pronto a catturare le rappresaglie e i violentissimi scontri a fuoco. Là fuori c’è di tutto, misteriosi gruppi militari in furgoni blindati e armati fino ai denti, disperati che si abbandonano a ogni sorta di crimine, procacciatori di carne umana per i ricchissimi che non si mischiano nella guerriglia urbana e vagabondi inermi che cercano rifugio.

Sulla scia di film come Distretto 13, Equilbrium e V per Vendetta, Anarchia riprende l’interessante tematica dei totalitarismi e delle rivolte proletarie, senza tuttavia avere quella forza dirompente, capace di far scaturire una riflessione sulla violenza e le sue brutali derive nella società contemporanea. Nel film, sebbene la sotto trama politica è diventata più esplicita rispetto al primo capitolo, il giudizio critico del regista rimane vago e aleatorio. Resta latente la condanna del regista alla lobby delle armi e, non viene abbastanza approfondito il discorso polemico sulla vera finalità del governo: quella di sfruttare la notte della purificazione unicamente per autoalimentarsi attraverso la pulizia razziale e sociale.

Il film di De Monaco omaggia un cinema sporco, di serie B, fatto di inseguimenti, caccia all’uomo e spargimenti di sangue. Tuttavia, proprio per un punto di vista troppo ancorato ai cinque personaggi principali, e un montaggio troppo frastagliato, il film disperde man mano che si va avanti tutta la tensione accumulata all’inizio. Inoltre, dopo tutta questa rappresentazione apocalittica e orrorifica, delude soprattutto il messaggio finale che vede trionfare, ancora una volta, il perdono, l’amicizia e la lealtà.

 

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