Basket. 18 anni dopo il sogno è diventato realtà: l’Olimpia Milano è campione d’Italia

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di Emanuele Granelli 

Alessandro Gentile ha solo 21 anni ma ne ha viste già parecchie. I bocconi mandati giù a Milano sono stati tanti, troppi. Bisognava regalare all’Olimpia una nuova pagina della sua gloriosa storia. E il capitano non ha scelto un giorno a caso, per trascinare l’EA7 allo scudetto numero 26 della sua storia, il primo dopo un digiuno lungo 18 anni. Quando in campo, con la maglia della Stefanel di Tanjevic, il gioco era orchestrato dal suo papà Nando. Si è svegliato “draftato” in Nba, chiamato con il numero 53 da Minnesota che poi lo ha girato a Houston. E’ andato a dormire col tricolore sotto al cuscino, dopo essere diventato l’Mvp più giovane nella storia dei play off. ”E’ la più grande gioia della mia vita. Abbiamo ingoiato bocconi amari e qualche volta fatto oggettivamente delle brutte figure, ma questa è stata una grande gioia”, le parole del figlio di Nando, che nei play off ha viaggiato a 13.8 punti di media.

In copertina, accanto a Gentile, c’è Luca Banchi, l’uomo che ha riportato il tricolore al Forum.  Banchi è il primo allenatore nella storia dell’Olimpia a vincere lo scudetto al primo tentativo. Lui come nessun altro su una panchina che ha visto accomodarsi gente del calibro di Rubini, Peterson e Tanjevic. Ma Banchi è anche l’allenatore che dopo il titolo con Siena ha fatto subito il bis, impresa riuscita in passato solo a Recalcati (Varese e Fortitudo). Vincere a Milano ha però un sapore diverso: ”Dopo gara 5 (persa in casa), parlando con il mio general manager Flavio Portaluppi gli avevo detto che era stata una stagione troppo anomala per non viverla fino in fondo e scoprire cosa ci avrebbe riservato”. La storia a volte nasce dai dettagli, e Banchi lo sa: ”Ricordo che a Siena cominciammo il ciclo vincendo una partita rocambolesca contro Roma. Qui non sottovaluterei l’importanza del tiro di Curtis Jerrells in gara 6, se avremo la forza di aprire qualcosa”.

Nonostante un dominio in stagione regolare mai in discussione (una striscia di 21 successi consecutivi) la stagione di Milano aveva vissuto momenti non facili come l’eliminazione nei quarti di Coppa Italia contro Sassari al Forum e l’incredibile sconfitta in casa contro il Maccabi in gara 1 dei quarti di Eurolega, che ha poi indirizzato tutta la serie. Nei play off l’Olimpia ha avuto alti e bassi, ha visto il baratro dopo gara 5 con Siena ma ha saputo rialzarsi: ”Fin dall’inizio ci eravamo posti come obiettivo quello di piacere a Milano perché qui la passione c’era, c’è sempre stata, ma andava sollecitata”. Lo scudetto è il primo trofeo della gestione Armani, un premio alla fine meritato per la costanza degli investimenti fatti negli ultimi anni: ”Forse siamo arrivati a questo risultato con un anno di ritardo ma è stato bello comunque – dice il presidente Livio Proli -. Con tutto il rispetto per Pistoia, Sassari e Siena ho sempre pensato che non sarebbe stato giusto se avesse vinto qualcun altro uno scudetto che meritavamo noi.”

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