Mondiali. Caos in Fifa per Qatar 2022, Platini respinge ogni accusa. L’Inghilterra prova a subentrare

Foto_Platini

di Cristiano Checchi 

La Fifa è un mondo strano, complesso, all’interno del quale non sempre le manovre sono così chiare e limpide. Il nome semplicemente vuol dire Fédération Internationale de Football Association. Nell’organigramma il nome del leader massimo è noto ed è lo stesso dal 1998, Josep Blatter. Nel 2015 c’è il rischio che per la quinta rielezione sia sempre lo stesso Blatter a vincere (candidato a sorpresa, aggirando qualche scoglio che impedirebbe in realtà una ricandidatura per limiti d’età), a sfidarlo ci sarà un altro personaggio noto, non soltanto per i trascorsi da fenomeno in campo, ma anche per il ruolo politico che ha assunto dal 2007, Presidente della Uefa, Michel Platini. Fin qui nulla di nuovo sotto al sole, come non è una novità che determinate associazioni muovano al loro interno quantità spaventose di denaro (la Fifa nel 2013 ha fatturato 1,4 miliardi con un utile di 70 milioni), come di conseguenza rischia di non essere una novità neanche tutto il sotto strato di illegalità che anche nella politica sportiva trova ampio spazio. 

A tre giorni dall’inizio del mondiale brasiliano ecco che a prendersi l’attenzione generale sono già quelli del 2022 in Qatar, con quelli brasiliani che rischiano di diventare soltanto una breve parentesi prima del terremoto che potrebbe scatenarsi nel palazzo della Fifa. Veniamo però ai fatti. Lo scoppio della bufera è datato primi di giugno, e a lanciare la bomba è il Sunday Times. L’accusa è di quelle da far tremare i protagonisti, è una storia di mazzette, tangenti e di voti comprati per far avere al Qatar i Mondiali del 2022. Ma se sono noti a tutti i vari Blatter e Platini, c’è un’altro personaggio che sicuramente è meno conosciuto: Mohamed Bin Hammam, ovvero ex vicepresidente della Fifa, ex delegato Fifa per il Qatar, ed ex boss della federazione asiatica. Da notare quell'”ex”, in quanto il Comitato etico della Fifa lo ha giudicato colpevole dell’accusa di corruzione nell’ambito della campagna elettorale per la presidenza della Federazione internazionale nel 2011, elezioni poi vinte da Blatter senza nessun rivale al voto. Hammam comunque uscì di scena con la vittoria politica più importante già ottenuta nel 2010, ovvero l’assegnazione del Mondiale proprio alla sua nazione. Dai documenti emersi e pubblicati dal Sunday Times, quindi, circa 5 milioni di dollari sono stati destinati, sopratutto ai votanti africani, per il voto al Qatar. L’8 giugno Gazzetta.it è anche più precisa riportando i documenti pubblicati prima dal Telegraph e poi dal Sunday, si parla di trattative imbastite da Hammam con la federcalcio thailandese. Legato al voto per il Qatar dallo scambio di mail sembrerebbe essere legata la fornitura di 2 milioni di tonnellate di gas liquefatto con tariffa scontata tra la Qatargas e la PTT, la compagnia energetica thailandese. E ancora, un’Ansa dell’8 giugno ha rivelato che l’ex n.1 della Federcalcio brasiliana, Ricardo Teixeira, che votò a favore del Qatar, sarebbe al centro di un’inchiesta interna della Fifa. Lo rivela il quotidiano Estado de Sao Paulo. Il giornale ricorda che nel 2010 Teixeira volò in Qatar su un jet di Mohamed Bin Hammam in occasione di un’amichevole Brasile-Argentina, per la quale rispettive Federazioni ricevettero una somma molto più alta del solito.

Una situazione scomoda quindi che mette nel mezzo del calderone anche il numero uno dell’Uefa, quel Platini che mira proprio alla posizione di Blatter. Il francese, come riportato dal Daily Telegraph, si sarebbe incontrato proprio con Bin Hammam un mese prima dell’assegnazione dei mondiali (siamo nel dicembre del 2010). Sempre prima dell’assegnazione del Mondiale, ma dopo l’incontro con Hammam, lo stesso Platini avrebbe partecipato a una cena all’Eliseo con il presidente Sarkozy, l’emiro del Qatar e il primo ministro dell’emirato. Da questo il via al giro dei sospetti: che dall’alto siano arrivati ordini a Platini di dare il voto al Qatar (voto poi effettivamente dato al Qatar, come pubblicamente ammesso “Le Roi”)? Platini stesso si è poi esposto rivelando le proprie perplessità sulla realizzazione del mondiale catariota, nessun pentimento però per il voto espresso ritenuto il più giusto per il momento del calcio mondiale. Ma cosa più importante sono arrivate le risposte a tutte le accuse. Il messaggio di Platini è chiaro: nessun interazione con il presidente Sarkozy per un voto al Qatar, nessun rapporto con i fatti che stanno emergendo e anzi la convinzione che in caso di irregolarità accertate ci voglia l’assoluta ripetizione del voto di assegnazione. 

Una brutta storia, a dire il vero una delle tante in cui la Fifa si è trovata immischiata (dal New York Times è infatti arrivata la richiesta di abolire un organo che secondo gli americani sarebbe la madre di così tanta corruzione) che macchia sicuramente la più bella competizione calcistica per nazionali. Intanto si fa sotto la pressione dell’Inghilterra, che ancora delusa per la mancata assegnazione della Coppa 2018, andata alla Russia, fa sapere di essere in attesa dei responsi dalle indagini per subentrare al Qatar. In teoria la Fifa aveva fatto sapere che sicuramente prima del via dei mondiali in Brasile sarebbe stata fatta chiarezza. Ci sono quindi ancora tre giorni per scoprire cosa sarà del mondiale brasiliano, che almeno in campo accenderà la fantasia dei tifosim e dove si disputerà quello del lontano 2022.

Fonte foto: LicenzaAttribuzioneCondividi allo stesso modo Alcuni diritti riservati a Πρωθυπουργός της Ελλάδας

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