Formula 1, Gp di Montecarlo: Rosberg fa la voce grossa con Hamilton. E’ la nascita di una nuova epica rivalità?

di Marco Milan

Il trionfo di Nico Rosberg nel gran premio di Montecarlo (secondo consecutivo nel principato per il tedesco) non segna soltanto la sesta vittoria della Mercedes su altrettanti gp disputati, nonochè il nuovo sorpasso del figlio di Keke su Hamilton in testa alla classifica iridata, ma anche, probabilmente, l’inizio di una nuova e forse storica rivalità nel mondo della Formula 1, quasi trent’anni dopo quella fra Ayrton Senna ed Alain Prost.

Rosberg ha mostrato i muscoli già al sabato in qualifica, ma il suo errore (errore?) a pochi secondi dalla bandiera a scacchi che ha impedito ad Hamilton di attaccare la pole position, non ha lasciato indifferente il pilota inglese che ha ignorato il compagno di squadra nei riti post qualifica e in quelli post gara. Raggiante Rosberg sul podio, freddo e scostante Hamilton che non ha regalato al compagno di box nemmeno uno sguardo. Che in Mercedes fosse lotta aperta fra i due alfieri lo si sapeva, ma da oggi il confronto sarà anche aspro e senza esclusione di colpi. In ogni caso la scuderia tedesca sa che il mondiale è al sicuro e che nessuna vettura può o potrà, miracoli esclusi, contrastare il dominio della casa di Stoccarda (6 pole su 6, bottino pieno anche coi successi, 4 di Hamilton e 2 di Rosberg).

E gli altri? Già, perché dietro ai mostri argentati esistono anche gli esseri umani, capitanati dalla Red Bull e da Ricciardo in particolare. Il pilota australiano ha conquistato il terzo posto ed un altro podio e per poco non si è infilato fra le due Mercedes quando nel finale Hamilton ha accusato un problema a causa di un detrito di gomma che gli è finito nell’occhio sinistro ed ha iniziato a rallentare; Ricciardo ci ha provato gettandosi all’impazzata all’inseguimento del pilota britannico, senza tuttavia riuscire a tentare un attacco concreto, anche a causa della poca velocità di punta della Red Bull. Domenica agrodolce per la scuderia austriaca che deve fare i conti col ritiro di Sebastian Vettel, appiedato dopo neanche 3 giri da un problema meccanico (perdita improvvisa di potenza) e costretto a tornarsene mestamente ai box. Per il campione del mondo in carica continua la sfortuna, anche perchè a Montecarlo era partito alla grande, dribblando il compagno di squadra in partenza ed accodandosi alle Mercedes. In casa Ferrari, invece, delude Alonso, quarto al termine di una gara anonima ed abulica, mentre appare ringalluzzito Kimi Raikkonen, terzo per un bel pezzo di gara dopo una partenza grintosa, ma alquanto sfortunato, prima quando viene tamponato dalla Marussia di Chilton (peraltro doppiato dal finlandese) e poi, quando nel tentativo estremo di acchiappare la Sauber di Gutierrez, rovina l’ala anteriore mandandola contro le barriere e terminando la gara fuori dalla zona punti. Punti che, clamorosamente, acciuffa la Marussia di Jules Bianchi con un insperato nono posto che consegna alla piccolissima scuderia anglorussa i primi storici punti della sua storia. In ripresa anche la McLaren, a punti sia con Button che con Magnussen, così come la Lotus che per un Maldonado che neanche parte a causa di un problema elettrico, c’è un Grosjean che si infila in saccoccia quattro punticini buoni per il morale. Da Montecarlo escono depressi quella della Toro Rosso perchè sia Kvyat che Vergne finiscono anzitempo la gara per la rottura del motore Renault e quando entrambi i piloti erano fra i primi dieci.

L’8 giugno la Formula 1 sbarca in Canada per scrivere un altro capitolo della lotta fratricida fra i due della Mercedes e per capire se Red Bull e Ferrari sapranno almeno ridurre il divario dalla monoposto tedesca. Altre due settimane e sarà di nuovo Formula 1.

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