Serie A. L’ultimo verdetto: Parma in Europa League, suicidio Torino. La Juventus fa 102

di Cristiano Checchi 

Finito. Il campionato di calcio 2013-2014 ha chiuso i battenti. È stato un anno lungo e complicato, non sono mancate polemiche ed emozioni, successi e cadute rovinose. Ma soprattutto non è mancata un’ultima grande giornata, con in palio soltanto la caccia all’Europa League, e con un finale che forse neanche Alfred Hitchcock avrebbe mai potuto pensare. Nel giro di 90 minuti la qualificazione è passata prima dalle parti di Milanello, grazie al gol di Muntari (raddoppiato poi da De Jong), per poi stanziarsi a Parma, grazie alla doppietta di Amauri nella vittoria contro il Livorno. Fin qui nulla di particolare. Ma c’era una terza squadra in lotta, quella che per come si era messa la situazione era la favorita. Il Torino, impegnato a Firenze, doveva soltanto vincere. Al minuto 94, con il punteggio sul di 2-2  (frutto delle reti di Rossi su un rigore molto dubbio, di Larrondo, Rebic e Kurtic) Alessio Cerci, leader e trascinatore della squadra, può battere un calcio di rigore. Per i granata sembra tutto pronto per la festa, ma l’esterno romano spara addosso a Rosati, pochi secondi ed è triplice fischio: Parma 58, Torino 57, Milan 57, termina così la più emozionate corsa per l’Europa League mai avuta.

Il boato al Tardini sentenzia l’epilogo forse più meritato, il Parma che per buona parte del campionato aveva incantato, aggancia così il sesto posto, quello buono per volare al terzo turno preliminare di Europa League. Se il Parma forse lo meritava per quanto espresso, un grande Torino era però riuscito a rendere il sogno realizzabile, quest’anno più che mai. I tanti punti persi negli ultimi secondi (Milan, Napoli o Roma, solo per citarne alcuni) hanno finito per pesare tremendamente. Il Toro chiude comunque un grandissimo campionato a quota 57 punti e festeggia, nonostante tutto, bomber Immobile che si è laureato capocannoniere per la prima volta in carriera, anche se ha pesato il non averlo a disposizione a Firenze per la sciocca espulsione rimediata contro il Parma. Le lacrime di Cerci, consolato dai giocatori viola, in mezzo agli applausi di tutto lo stadio, fanno comunque da spot importante per il calcio.

Tutt’altre lacrime si sono versate a Parma, dove Amauri, l’usato sicuro, ha realizzato la doppietta decisiva, quella che serviva per chiudere la pratica prima di mettersi a sperare in liete notizie da altri campi. Alla fine il progetto Donadoni-Cassano si è rivelato vincente, e Ghirardi ha potuto riportare il Parma in Europa dopo l’ultima apparizione datata 2004-2005. Non c’era, inoltre, modo migliore per festeggiare l’anno del centenario con una qualificazione sulla carta impensabile, ma diventata realtà domenica dopo domenica grazie alla compattezza di una squadra, in cui l’unica stella dal pedigree importante, quell’Antonio Cassano che zitto zitto si prenderà anche il Brasile, si è messo al servizio di un grande gruppo e di un grande tecnico.

Se tutti sapevano che alla fine sarebbe stata una tra Parma e Torino a festeggiare, c’è stato il Milan che dopo la rincorsa dell’ultimo mese e mezzo ha provato all’ultimo a tirare il doppio sgambetto. Per qualche minuto Seedorf era anche riuscito a portare il Milan in quel piazzamento, che però forse sotto sotto in tanti dalle parti di San Siro sapevano di non meritare. La vittoria per 2-1 sul Sassuolo ha fatto comunque chiudere a 57 punti una stagione, travagliata, la più difficile degli ultimi anni. La prima volta senza Europa, 15 anni dopo, servirà forse alla dirigenza rossonera per mettere un punto a capo per ripartire, magari con idee più chiare. Intanto il povero Seedorf è costretto a ripetere gli stessi concetti, sapendo, lui per primo, pochissimo sul Milan che sarà.

Ma nell’ultima di campionato va celebrata anche la festa bianoncera. La Juventus con il 3-0 a sul Cagliari dello Juventus Stadium (diviso però da uno striscione a favore di Antonino Speziale, coperto dai fischi del resto dello stadio) ha toccato gli storici 102 punti in classifica, record assoluto per il campionato italiano, che è altro non è che la ciliegina sulla torta. Nel giorno della festa, con tanto di pullman scoperto in giro per Torino, c’è stato spazio anche per la commozione, la moglie di Antonio Conte, per esempio, non ha trattenuto le lacrime… che sia un saluto al tanto amato capoluogo piemontese? Troppo presto ancora per dirlo e in casa bianconera quello di ieri è stato solo il giorno dell’ennesima festa. Non ha chiuso come meritava la Roma di Rudi Garcia, la squadra giallorossa con la testa un in vacanza, con i remi in barca già da un po’ e con in campo qualche giovane (Jedvaj, Ricci, Mazzitelli nella ripresa) ha lasciato i tre punti a casa del Genoa, merito di un regalo di Nainggolan che ha servito Fetfazidis solo davanti a Skorupski. Le ultime tre sconfitte in campionato, bloccano la Roma a quota 85, ma di certo non vanno a sminuire quando di eccezionale fatto dai giallorossi. La difficile Champions che aspetta Totti e compagni servirà da stimolo per andare a rinforzare una rosa che ha dimostrato di poter lottare con tutti.

Ha chiuso con il botto, invece, il Napoli che senza pesi di classifica, e con la Coppa Italia in bacheca, ne ha rifilati altri 5 al Verona, autore di un campionato comunque stellare, compromesso dai troppi pareggi nella fase finale. I gol di Callejon, Zapata e Mertens mandano in vacanza una squadra che è chiamata l’anno prossimo a occupare, almeno in campionato, un ruolo più da protagonista, lasciato quest’anno troppo presto a Roma e Juventus. Oltre a Juventus, Roma, Napoli e Parma, ci rappresenteranno in Europa, e già si sapeva da un bel po’, Inter e Fiorentina. Per i viola dopo la vittoria nel derby con il Livorno è arrivato l’ultimo, pirotecnico, punto contro il Torino, mentre l’Inter non ha chiuso come l’ultima partita di Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Diego Milito, avrebbe meritato. La sconfitta in casa del Chievo, con i gol degli ex, Andreolli per l’Inter, e doppietta di Obinna per i veneti, non ha ovviamente influito sulla classifica. L’inter ripartirà il prossimo anno, lo farà senza gli eroi del triplete (anche Walter Samuel ha chiuso l’avventura interista), ma lo farà con ogni probabilità con ancora Mazzarri al timone. La Lazio, invece, non farà le coppe europee, a nulla serve l’ultima vittoria casalinga per 1 a 0 contro il già retrocesso Bologna (gol di Biglia dal dischetto). La squadra di Lotito dovrà ripartire l’anno prossimo dalle basi e chissà che la Lazio, così come il Milan, non possa trovare giovamento dal giocare una sola partita a settimana. Lascia la serie A con una vittoria il Catania, 2-1 contro l’Atalanta, mentre  è stato grande pareggio tra Udinese e Sampdoria (3-3), con un Di Natale che indeciso sul ritirarsi o meno, ha chiuso la stagione con una tripletta.

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