Nella brutta campagna per le Europee, Silvio resta il migliore

europeedi Fabio Grandinetti

Gnocco fritto, Beppegufo, Dudù vivisezionato, il culone della Merkel, la svastica di Schultz, daspo a vita ai corrotti, l’ultra nazismo, inno fischiato o rispettato, le nuove marce su Roma, la digos e i carabinieri a 5 stelle, i processi pubblici in rete a giornalisti, politici e imprenditori. C’è un perverso masochismo in chi ancora trova qualcosa di minimamente appassionante nel dibattito politico italiano. Non c’è altra spiegazione.

Con i toni che vanno progressivamente alzandosi, questa campagna elettorale per le europee e amministrative del 25 maggio può essere definita, senza timore di smentita, una tra le più brutte campagne elettorali dell’epoca recente. Che si faccia il tifo per l’uno o per l’altro leader intento a combattere la guerra all’ultima boutade, la contesa elettorale cui stiamo assistendo mette al bando i contenuti oltrepassando ormai da un pezzo i limiti del grottesco.

Il motivo per cui nessuno dei tre capi banda abbia scelto di percorrere una via alternativa ai beceri duelli verbali di queste settimane non è chiaro. Per indole personale? Per bassezza culturale e di spirito? Perché entrare nel merito delle questioni politiche degli ultimi anni non converrebbe a nessuno? Perché solo così, di questi tempi, si vincono le elezioni? Ogni scenario sarebbe in egual misura avvilente.

Una cosa è certa. Gli ultimi vent’anni dimostrano che siamo in un campo in cui tra i tre si nasconde un fenomeno. Sfidare Silvio Berlusconi a chi la spara più grossa è un po’ come cercare di battere il Barcellona sul possesso palla. Renzi e Grillo dimostrano un certo talento e di sicuro hanno un futuro luminoso, ma per il momento hanno ancora qualcosa da imparare. Su Beppe Grillo l’ex premier ha affermato: «Ha tutte le caratteristiche dei più sanguinari protagonisti della storia, da Robespierre a Stalin a Pol Pot, allo stesso Hitler». E poi: «Grillo è un pazzo lo votano i disperati». Provocato sull’amato Dudù, ha dichiarato: «Grillo ha chiamato il suo cane Delirio. Questo dipinge bene il personaggio». Più tenero su Renzi: «Il pericolo comunista esiste ancora, non ci facciamo incantare da Matteo Renzi». Sul terreno europeo ha riacceso la polemica con Schultz: «Per i tedeschi i campi di concentramento non sono mai esistiti». «Sto pensando di istituire un vero e proprio albo dei difensori del voto – ha dichiarato preoccupato della regolarità delle procedure democratiche – non deve succedere  quello che è accaduto nel 2006 quando la sinistra ci superò di 24mila voti, frutto di una vera manipolazione delle schede. I nostri rappresentanti ai seggi non dovranno abbandonare i locali neppure per fumare una sigaretta perché la sinistra è abituata a fare giochi di prestigio».

Condannato, decaduto, in camice bianco tra gli anziani di Cesano Boscone, non importa. Berlusconi è più che mai competitivo quando si tratta di campagne elettorali “creative” e sembra intenzionato a giocare tutte le carte a disposizione per rosicchiare punti agli sprovveduti rivali. Come il marchio di fabbrica «aumenteremo le pensioni minime a mille euro e garantiremo mille euro al mese alle casalinghe». Ma il vero colpo di classe, la poesia da non inquinare aggiungendo inutili commenti, risale a venerdì scorso: «Bergoglio mi piace molto perché fa il Papa esattamente come l’avrei fatto io». Chapeau.

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