La via che porta ai Mondiali di Brasile 2014 si macchia di nuovo di sangue

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di Francesco Galati

STADIOIl 31 marzo appena trascorso ha aggiunto un’altra storia di sangue alla strada che porterà ai Mondiale brasiliano previsto per quest’estate. Ed è di nuovo lo stadio paulista, il teatro di questo tragico incidente che è costato la vita al ventitreenne operaio Hamilton Fabio da Cruz che mentre installava le tribune, che permetteranno allo stadio del Corinthians di San Paolo di ospitare ben 65.000 spettatori rispetto a un’attuale capacità massima di 48.000, è caduto rovinosamente a terra perdendo la vita sul colpo.

A dirigere le indagini sulla morte del ragazzo sarà il commissario Luiz Antonio da Cruz, il quale ha dichiarato che entro un mese si avranno risposte certe sull’accaduto, anche se dai primi rilievi sembra che il giovane assistente brasiliano abbia slacciato le cinture di sicurezza prima della caduta, è necessario di certo accertare se vi siano responsabilità dirette della ditta appaltatrice o se si è trattato di un caso di negligenza da parte dell’operaio.

La fine lavori per lo stadio Itaquerao è fissata per il 15 di aprile con consegna alla Fifa prevista in maggio, difficile dire se effettivamente si riuscirà a rispettare i tempi, soprattutto dopo quest’ultima tragedia che arriva dopo quella del 27 novembre, quando due operai avevano perso la vita a causa del crollo della struttura del tetto. Purtroppo la strada che sta portando ai Mondiali del 2014 continua a macchiarsi di sangue, sia per motivi di negligenze da parte della manodopera che da alcune scelte discutibili da parte dell’organizzazione; ne è un esempio lo Stadio Manus che sarà la base italiana in Brasile, dopo la morte di due operai di cui uno a causa delle avverse condizioni climatiche, viene da domandarsi se effettivamente le location scelte dalla FIFA e dalla Federazione brasiliana siano effettivamente valide.

Anche prima della Confederations Cup l’organizzazione brasiliana ha mostrato diverse lacune che non hanno messo sotto una buona luce gli organizzatori, speriamo che questa sia l’ultima vittima prima dei Mondiali, perché se è vero che organizzare un evento simile non è cosa facile è altrettanto vero che la vita umana meriterebbe una maggiore attenzione anche a discapito di qualche ritardo o piccolo inconveniente per gli spettatori.

Attribuzione Alcuni diritti riservati a Gabriel Smith R

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