Wawrinka e il periodo no. Cosa succede a “Iron Stan”?

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di Lorenzo Centioni

wawrinkaE’ piuttosto normale che vi sia appagamento, per lo meno a livello mentale, dopo aver raggiunto un traguardo unico per la carriera di un tennista, ovvero la vittoria di un titolo dello Slam. Stan Wawrinka in quel 26 febbraio interruppe una striscia di 12 sconfitte consecutive contro il numero 1 del tennis di oggi. Grazie a quel successo Wawrinka balzò alla terza posizione nel ranking Atp. ” The Man ” aveva battuto nel torneo, contro ogni pronostico, prima Djokovic, contro il quale perdeva da 14 match consecutivi, e poi Nadal in una memorabile finale.  Lo svizzero, dopo la vittoria dell’Australian Open, si era concesso un mese di stop, e molto probabilmente questo ha inficiato sulle sue recenti debacle, la continuità di allenamento è andata a mancare li dove si è scontrato contro due dei tennisti più in fiducia del momento, Kevin Anderson e Alexandr Dolgopolov.

Nella sconfitta contro Kevin Anderson a Indian Wells, lo svizzero ha abbandonato mentalmente il match all’inizio del terzo set dopo aver concesso un solo break al sudafricano, eppure era rientrato gagliardamente in partita vincendo un buon secondo set.
Certamente la partita è stata influenzata da qualche acciacco dello svizzero, problemi alla schiena e lentezza sulle gambe saltavano all’occhio, mentre hanno giocato in favore del sudafricano, in primis lo strapotere fisico, i 2 metri e 3 centimetri del numero 18 del ranking si sono fatti sentire, soprattutto nelle situazioni di serve and volley. Il sudafricano inoltre si è presentato al torneo di Indian Wells  venendo da due finali consecutive, Dalrey Beach e Acapulco, perse rispettivamente contro Cilicic e Dimitrov, nonostante le sconfitte è un segnale di un’impressionante condizione fisica. Il numero tre aveva dichiarato di essere molto arrabbiato con se stesso ammettendo che mentalmente tornare dall’Australian Open non è stato semplice, palesando tutta la sua stanchezza, soprattutto mentale.

Un trand negativo di Wawrinka riportato con un segnale di scarsa concentrazione, visto che qualche sentore lo svizzero lo avevo poi concesso già in coppa Davis, concedendo un set al giovane Lajovic.
A Miami Wawrinka si è scontrato con un Dolgopolov in grande forma dopo aver raggiunto le semifinali di Indian Wells, in quella semifinale l’ucraino perse uno strano match contro un magistrale Federer, l’esperienza dello svizzero gli permise di gestire il fattore vento a suo favore mandando in confusione Dolgopolov. A Miami, invece (dove ha trionfato Novak Djokovic in finale contro Rafa Nadal), il giovane ucraino ha sempre messo in seria difficoltà Wawrinka,  lo svizzero è riuscito solo a mostrare sprazzi del suo tennis, inequivocabile segnale di una condizione fisica da recuperare, perdendo 6-4 3-6 6-1

L’interrogativo quindi comincia a farsi largo. Uno slam e la terza piazza del ranking: troppo per Wawrinka o questo periodo di difficoltà è solo figlio dello stress? Alla stagione sulla terra l’ardua sentenza.

Foto: AttribuzioneNon opere derivate Alcuni diritti riservati a Marianne Bevis

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