Una giornata, un documentario e la lotta contro i disturbi alimentari

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di Sabrina Ferri

Un fiocchetto lilla, un paese unito per combattere contro patologie che continuano a distruggere vite, annientando anima e corpo. Il 15 Marzo, in occasione della III Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi del comportamento alimentare, tante e diverse sono state le iniziative che si sono svolte in tutta Italia. In particolare, in ben sette città, è stato proiettato il bellissimo documentario “Ciò che mi nutre mi distrugge”  ideato da Ilaria De Laurentiis e Raffaele Brunetti e prodotto dalla B&B Film.

Anche alla Casa del Cinema di Roma, nel cuore di Villa Borghese, mentre fuori il sole splendeva nel cielo, “Ciò che mi nutre mi distrugge” ha riempito il cuore degli spettatori, regalando emozioni uniche. La storia è quella di quattro ragazze speciali, quattro animi sensibili in conflitto con il loro corpo, la loro identità, la loro vita.

Giulia, Silvia, Sonia, Marie Louise. Quattro volti, quattro sguardi che raccontano dolore, sofferenze, paure, ma anche voglia di combattere, di rinascere, di provare ad uscire da un male troppo spesso erroneamente considerato una forma voluta di autolesionismo. Così, silenziosamente, delle telecamere  hanno filmato le sedute di psicoterapia di quattro pazienti del centro per la cura dei disturbi alimentari della ASL RM E.

Parole, frasi, silenzi, espressioni, si sono susseguiti dando vita ad una pellicola struggente e profondamente realistica. Cose c’è dietro un disturbo alimentare? Cosa significa vivere sulla propria pelle un disagio quale l’anoressia o la bulimia? “Ciò che mi nutre mi distrugge” cerca di raccontare e di spiegare. E lo fa lasciando che siano coloro che si confrontano ogni giorno con queste terribili patologie a parlarne.

Particolarmente toccante è stato poi il dibattito che è seguito alla proiezione del film. Insieme agli autori del documentario e ai medici dell’ASL RM E si è parlato tanto, si è cercato di mettere in luce un problema ancora sottovalutato. Oggi di anoressia e bulimia si muoreogni giorno. La stessa Giornata del Fiocchetto Lilla è nata a seguito della morte di una ragazza che, purtroppo, ha perso la sua battaglia e che è stata strappata alla vita.

Eppure i media continuano a parlarne poco e male. Eppure in una regione come il Lazio non esistono ancora strutture specializzate. Eppure in tanti continuano a credere che queste malattie siano una scelta o una sorta di capriccio. Ma dietro c’è molto di più. Esiste un mondo fatto di fragilità e insicurezze che deve essere ancora svelato.

Fortunatamente ci sono persone che quotidianamente continuano a combattere per cambiare le cose. Come la FENICE LAZIO ONLUS, un’associazione costituita da genitori di pazienti affetti da disturbi alimentari, che, in stretta collaborazione con la ASL RM E, si batte da anni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica e per l’apertura di una struttura pubblica residenziale per la cura di queste terribili patologie.

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