Libri – Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Umberto Eco

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di Arianna Catti De Gasperi

Storia delle terre e dei luoghi leggendari è un libro scritto dal famosissimo Umberto Eco, nell’Ottobre del 2013 ed edito Bompiani.  Sebbene non sia recentissimo, decisamente vale la pena per coloro che ancora non hanno potuto apprezzarlo di andare in libreria e comprarne una copia.

Con una sintesi di cui non molti sono capaci, Eco descrive in sole 478 pagine, compresi gli indici di autori, bibliografie, elenchi di film, ed illustrazioni, luoghi mitici che quasi ogni lettore occidentale conosce o comunque ha incontrato nel corso della sua vita tramite lezioni di storia, filosofia, o semplici racconti.

Come afferma l’autore stesso, la nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes, che si sa essere frutto della fantasia di scrittori. Ci sono luoghi però su cui l’umanità ha fantasticato e ritenuto reali: Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, etc. Alcuni dei luoghi elencati hanno animato leggende e ispirato delle splendide rappresentazioni visive (che si possono ammirare anche in questo libro), altri invece hanno stimolato viaggi ed esplorazioni di coloro che inseguivano delle illusioni.

In questo volume Eco racconta non solo di luoghi “reali” o comunque di valenza storica, ma anche mondi più fantasiosi come Ventimila leghe sotto i mari, Alice nel paese delle meraviglie, Milione di Marco Polo e i luoghi creati dall’autore fantasy Tolkien. In queste terre ognuno può riscoprire o leggere qualcosa di sé stesso e anche ritrovare un po’ di quella fantasia che si perde con il passaggio dall’infanzia alla vita adulta.

Sicuramente questo volume non è da leggere tutto d’un fiato: lo si può tenere da parte e ogni tanto sfogliarlo alla ricerca di una storia nuova o della spiegazione ad una curiosità. Ovviamente, già il fatto che l’autore sia Umberto Eco ci da la sicurezza che sia scritto bene e con uno stile colto e raffinato.

I punti affrontati dall’autore sono molti sebbene racchiusi in poche pagine – per “esplorare” veramente questi mondi non basterebbe un’intera enciclopedia. Il libro inizia con le prime riflessioni scientifiche sulla forma della terra. Già i presocratici con Parmenide e Pitagora ne avevano intuito la sfericità. E anche gli studiosi del Medioevo sapevano che la terra era una sfera, così come Dante che entrava da un lato del mondo nella sua avventura tra Inferno e Paradiso ed usciva dall’altro. L’autore si chiede dunque da dove vengono tutte le leggende su un Medioevo buio e ignorante secondo il quale la terra era un disco piatto e  ci conduce in un viaggio nella cartografia medievale e nella storia del pensiero religioso e laico per svelare l’origine di questa falsa credenza.
Di grande rilevanza è anche il capitolo sulle terre della Bibbia. Nonostante la geografia biblica sia nota, infatti, ci sono alcuni luoghi non rintracciati o rintracciabili. Dove si trova la città di Saba? È possibile ricostruire il Primo Tempio di Gerusalemme seguendo le descrizioni che ci offrono le Sacre Scritture? Da dove vengono i re Magi?
Ma Eco non si ferma alla sfera religiosa e passa ad uno degli autori – se non l’autore – più famoso di tutti i tempi: Omero. In quanti hanno studiato  e cercato di ricostruire sulla mappa geografica il viaggio di Ulisse? Dall’Occidente si passa poi all’Oriente con i resoconti dei viaggiatori e degli esploratori (compreso ovviamente Marco Polo) che parlano di terre meravigliose e popolate da animali leggendari e creature mitiche. Impossibile non annoverare tra le meraviglie dell’Oriente il paradiso terrestre, luogo alle origini del mondo in cui si viveva in uno stato di beatitudine e innocenza. Il paradiso terrestre è stato collocato nei luoghi più svariati durante il corso dei secoli: dall’isola di San Brandano all’America di Colombo, alla Palestina, all’Africa. Non ci dobbiamo dimenticare però anche dell’ Eden laico, l’Eldorado, sogno dei più. E come dice l’autore poi : “E anche chi non crede all’esistenza del paradiso, sia quello terrestre che quello celeste, se guarda l’immagine della “candida rosa” di Doré, e legge il testo dantesco che essa illustra, capisce che quella visione fa parte in modo veritiero della realtà del nostro immaginario”.
Tra tutte le terre leggendarie, Atlantide è senza dubbio quella ha fatto “arrovellare il cervello” di molti filosofi e scienziati. Già Platone ce ne parla come di un’isola oltre le Colonne d’Ercole, sulla quale si era formata una grande potenza poi estinta da catastrofici eventi naturali. Inutile dire con quale potenza il racconto di Platone ha influenzato i posteri, e il mito di Atlantide e di una civiltà sommersa si è legato nel tempo anche ad altre leggende e credenze.
Ma anche l’estremo Nord ha ispirato il mito di terre leggendarie come Thule e Iperborea. Eco si sofferma anche sulla leggenda di Re Artù, sul regno di Avalon, ci racconta la storia della rocca degli Assassini del Veglio della Montagna, del paese di Cuccagna, delle isole di Utopia, dell’isola di Salomone e della terra australe, del misterioso regno sotterraneo di Agarttha.
L’ultimo capitolo è dedicato a una veloce incursione negli infiniti luoghi romanzeschi che hanno affascinato scrittori e lettori di ogni epoca come accennato in precedenza. Da Ventimila leghe sotto i mari a Alice nel paese delle meraviglie, dai Viaggi di Gulliver al Deserto dei Tartari, fino alle terre di Tolkien: sono luoghi in cui scrittori e lettori hanno abitato e viaggiato. Nel capitolo finale Eco scrive che “Il mondo possibile della narrativa è l’unico universo in cui noi possiamo essere assolutamente sicuri di qualcosa, e che ci fornisce una idea molto forte di Verità… In questo nostro universo ricco di errori e di leggende, di dati storici e false notizie, una cosa è assolutamente vera se lo è tanto quanto il fatto che Superman è Clark Kent. Tutto il resto può essere sempre rimesso in discussione”.

Una delle parti più interessanti di questo volume comunque rimane quello dedicato a Rennes-le-Château, vero e proprio micro-romanzo, dove Eco racconta la storia di questa menzogna per arrivare a sbugiardare l’ambiguo romanzo di Dan Brown, Codice da Vinci , frutto di un plagio a sua volta installato dentro una storia di falsi e inganni, che dura dalla fine dell’Ottocento.

Indubbiamente l’iconografia e la narrazione figurativa arricchiscono questo libro e permettono al lettore di “vedere” i luoghi narrati e forse credere ancor di più nella loro esistenza.

Storia delle terre e dei luoghi leggendari  è decisamente una gran bella lettura per un pubblico molto ampio: non solo per chi vuole immaginare nuovamente questi luoghi incredibili, ma per chiunque ami immergersi nel falso per apprezzare ancor più il vero.

Il lettore sicuramente seguirà Umberto Eco con piacere in questo viaggio ai confini del mondo perché il suo racconto è vivace, non stanca e non smette di suscitare curiosità.

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