Le fotografie di repubblica.it, per analizza il rapporto trare le modificazioni del pudore e il lavoro del corpo

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una recensione del libro “Spogliare il corpo, vestire lo sguardo”, scritto da Patrizio Paolinelli.

Cosa accade quando ci viene incontro l’immagine fotografica di un corpo seducente più o meno denudato? Siamo spettatori passivi oppure ci ritroviamo a cooperare con una filiera produttiva che alimenta senza sosta i sogni a occhi aperti dei consumatori di immagini? E quali sono le principali manifestazioni di tale cooperazione?

E’ possibile trovare le risposte a queste domande nell’agile volume di Patrizio Paolinelli “Spogliare il corpo, vestire lo sguardo. Il lavoro del nudo domestico” (Bonanno Editore). L’originalità della ricerca consiste nell’analisi da un punto di vista produttivo di un fatto di costume quale l’affermazione planetaria del corpo glamour.

Per nudo domestico Paolinelli intende la rappresentazione della sensualità che circola liberamente dentro e fuori i media e che nulla ha a che fare con l’osceno. Al contrario: nel mondo occidentale la nudità prêt-à-porter è parte integrante di una scena sociale che vede proliferare il culto del corpo. Culto enfatizzato dall’erotizzazione della vita quotidiana attraverso pubblicità, varietà televisivi, calendari, videoclip, reality-show, social network, rispettabili siti web, riviste femminili, di moda e di gossip.

Proprio perché ormai fa parte della nostra normalità, il nudo domestico è analizzato prendendo in esame le immagini fotografiche pubblicate sul più cliccato sito di informazione italiano: repubblica.it, spin-off del quotidiano la Repubblica. L’indagine rileva che il desiderio di sedurre è fondato sul mercato delle immagini e sposta in avanti la soglia del pudore assumendo molti volti.

Star e celebrities si spogliano perché fa parte del loro mestiere, ma ci si spoglia anche per protesta, per beneficenza, per motivi politici, per difendere l’ambiente, per mantenere il posto di lavoro o semplicemente perché fa tendenza.

Chiave di volta del quotidiano proliferare di rappresentazioni del nudo domestico è il lavoro: quello dei protagonisti dello spettacolo e quello dell’insaziabile consumatore di immagini.

L’autore colloca le manifestazioni del nude-look all’interno del rapporto fra domanda e offerta di immagini. Un approccio che lo conduce a rilevare quanto la corsa ad apparire, i giochi di seduzione e il glamour si trasformino per il grande pubblico in un’attività economica non retribuita.

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