Fimi: cresce il mercato discografico italiano. Il merito va al digitale.

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di Tiziano Aceti

Il mercato discografico italiano nel 2013, dopo undici anni, torna a far segnare un incremento rispetto al passato contrassegnato da ricavi in continuo calo. Il merito va al digitale ed in particolar modo allo streaming che ha alimentato il mercato dell’industria musicale. Osservando i dati raccolti dalla società Deloitte per FIMI (Federazione industria musicale italiana)  notiamo, infatti, che i ricavi del digitale sono aumentati del 18% e del 182% quelli relativi ai servizi in abbonamento streaming, facendo segnare un fatturato di oltre 7 milioni di euro. Un risultato importante se paragonato ai 2,5 milioni del 2012. Ad oggi il digitale si attesta sul 32% del valore complessivo del mercato discografico. Dai dati si evince, dunque, che nel 2013 c’è stato un incremento del 2% con una cifra di 117,7 milioni di euro.

Tuttavia lo streaming video fa segnare un calo. Infatti, i ricavi calano di un 2% nel 2013 a differenza dell’incremento dello streaming audio condotto da Spotify, Cubomusica e Deezer.

Il Presidente di FIMI Enzo Mazza ha dichiarato: “Il mercato digitale italiano comincia a consolidarsi avvicinandosi ai mercati maggiori, anche se resta sicuramente in ritardo rispetto alle proprie potenzialità. Siamo in una fase ancora molto fragile dell’economia musicale, che ha visto un calo del 70 % negli ultimi dieci anni. Se guardiamo al risvolto positivo, l’offerta diversificata con molte piattaforme attive nei vari segmenti, sta incontrando sempre di più l’interesse dei consumatori, anche  grazie alle caratteristiche social di molti servizi che coinvolgono i fan degli artisti offrendo cataloghi di fatto illimitati”.

Un 2013 positivo nel complesso per quel che riguarda il mercato discografico italiano confermando come il digitale costituisca un formidabile mezzo per modernizzare le dinamiche del mercato musicale: si pensi all’abbattimento dei costi che riguardano la distribuzione o alla possibilità di uno spazio di esposizione sconfinato, senza ovviamente tralasciare la possibilità dell’accesso ubiquo. Questi e altri fattori fanno del digitale un mezzo portentoso che ridisegna le dinamiche dell’intera industria musicale.

Inoltre i dati sottolineano come sia in crescita l’attenzione dei consumatori ai contenuti musicali fruiti attraverso piattaforme digitali, mettendo in luce come questo mezzo offra delle opportunità per rinnovare l’offerta del comparto musicale.

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