Il Giorno della Memoria alla Biblioteca Nazionale di Roma: il finissage di Last Folio

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di Arianna Catti De Gasperi

In occasione della Giornata della Memoria 2014 alla Biblioteca Nazionale di Roma c’è stato il finissage di Last Folio: un viaggio fotografico con Yuri Dojc.

In collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca, l’Ambasciata del Canada, UCEI, Progetto Memoria – Fondazione CDEC e Comunità ebraica di Roma, la mostra ha scelto per il suo finissage una data di alto valore simbolico. Ad essere protagoniste lunedì 27 gennaio (ore 15,00) sono state le testimonianze di Yuri Dojc e della curatrice e ideatrice di Last Folio Katya Krausová, accompagnate dalle letture di Francesca Gatto di brani della letteratura ebraica, dal flauto di Jana Formaneková e dalla proiezione delle foto e del documentario della Krausová sul viaggio di Dojc attraverso la Slovacchia.

La storia di Last Folio

Nel 2006, l’affermato fotografo slovacco-canadese Yuri Dojc  capitò in una scuola abbandonata a Bardejov, in Slovacchia, dove il tempo si era fermato nel 1942, nel giorno in cui gli studenti furono deportati nei campi di concentramento. Quando Dojc vi entrò, c’erano ancora i libri sui banchi, così com’erano stati lasciati. Trovò quaderni corretti, pagelle e persino, in un secondo momento, un libro che era appartenuto a suo nonno. Li vide come sopravvissuti, ultimi testimoni di quel che restava di una vitale comunità, e li ritrasse in immagini di rara bellezza, ora per la prima volta in Italia. La mostra include anche il toccante documentario sul viaggio di Dojc attraverso la Slovacchia, realizzato dalla regista e curatrice del progetto Katya Krausová.

La mostra, dopo aver fatto il giro del mondo, tra la Cambridge University, al Museum of Jewish Heritage di New York, alla Commissione Europea di Brussel, a Košice Capitale europea della cultura 2013, finalmente è stata ammirata anche da occhi italiani.

Osvaldo Avallone, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha così commentato:  “Il nostro intento è di creare un’atmosfera stimolante, un incontro tra la cultura e l’arte in un luogo, come una biblioteca, dove il sapere, la conoscenza, la storia dell’umanità si tramanda attraverso i milioni di libri antichi e moderni ivi conservati, testimoni e superstiti della nostra memoria.“

Yuri Dojc riesce a creare una fusione artistica tra i ritratti di sopravvissuti dell´Olocausto, visitati ed intervistati nella parte orientale della Repubblica Slovacca, e le immagini di antichi libri ebrei, trovati abbandonati nella vecchia scuola di una città slovacca, dalla quale gli studenti furono deportati nei campi di concentramento nel triste anno di 1942. L´autore trovò, casualmente, anche un libro che era appartenuto a suo nonno.

L’autore stesso, parlando della sua mostra così racconta l’inzio del suo viaggio fotografico: “Nel gennaio del 1977, al funerale di mio padre, incontrai una donna interessante, la signora Vajnorska. Era una delle ragazze, quasi mille, che all’inizio del 1942 salirono sul primo treno diretto ad Auschwitz. Lì ci rimase tre anni e perse la sua famiglia, tranne un fratello. Mi raccontò dei suoi incontri quotidiani con persone che come lei erano sopravvisute. Le chiesi se potevo accompagnarla nelle sue passeggiate. Disse di sì. Così ho iniziato a fotografare queste persone e il mondo dove vivevano.”

Il finissage ha assunto un colore particolare non solo per la giornata in cui è stato celebrato, ma anche grazie alla umiltà dell’autore stesso che nel ricordare i suoi viaggi si commuove e accompagna i visitatori nella spiegazione di tutte le fotografie esposte.

Un peccato che sia finita, ma essendo la prossima tappa non troppo lontana – Vienna – si spera che qualcuno possa ancora apprezzarla.

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