Dallas Buyers Club. Lotta per la sopravvivenza

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di Annalisa Gambino

Dallas Buyers Club diretto da Jean-Marc Vallée racconta la storia vera di Ron Woodroof, un volgare, omofobo, alcolizzato idraulico texano malato di Aids riuscito, contro ogni pronostico medico, a convivere per otto anni con la malattia.

Sono gli anni ottanta e l’HIV si sta diffondendo a macchia d’olio e con essa anche i pregiudizi. L’Aids è per la maggior parte della popolazione americana la malattia degli omosessuali. Il primo ad esserne convinto è proprio il protagonista, interpretato dall’eccezionale Matthew McConaughey che in Dallas Buyers Club appare irriconoscibile nel suo volto scavato. Ad accompagnare Ron nella sua corsa alla vita c’è un gruppo di disperati che come lui sono stati esonerati da una cura sperimentale a base di un potente antivirale chiamato AZT. Ron e il suo socio, il tansgender Rayon, interpretato da Jared Leto, partono quindi alla volta del Messico per procurarsi illegalmente massicce quantità di AZT. Oltre la frontiera scoprono però una verità sconcertante: l’AZT è estremamente dannoso per l’organismo poiché distrugge non solo il virus ma anche le cellule sane. La soluzione sembra essere una cura a base di peptide T che non risulta dannosa ma neanche approvata dalle case farmaceutiche statunitensi.

A questo punto, Woodroof sceglie di mettere in piedi un traffico illegale dal Messico negli Stati Uniti per fornire il medicinale a chiunque ne abbia bisogno. Diventa paladino della libertà di cura e, scagliandosi contro le istituzioni e le lobby farmaceutiche, fonda il club dei compratori di Dallas che per 400 dollari al mese offre ai malati di AIDS un’alternativa alla rassegnazione.

Il film, oltre che sferrare un’aspra critica al sistema sanitario del Paese, mette in scena la parabola di redenzione di un uomo che da ignorante-bifolco diventa mite, comprensivo e tollerante. Un viaggio nel dolore e nella speranza di chi si trova a lottare per la propria sopravvivenza e per la propria dignità. La narrazione, che non rinuncia alle scene crude e di sofferenza dei protagonisti, è fluida; scorre con un ritmo veloce passando dagli ambienti gay allo squallore dei rodei e delle periferie con sapiente naturalezza.

Il regista franco-canadese illustra i fatti, come insegnano le tradizionali biography hollywoodiane, schierandosi dalla parte del protagonista e condividendo con lui i successi, le delusioni, le paure e le difficoltà. Per quasi due ore il film commuove, appassiona e tiene il pubblico incollato alla sedia. A Vallée va riconosciuta la bravura nell’aver saputo imprimere leggerezza e l’atmosfera del cinema commerciale ad una storia vera estremamente drammatica, facendola apparire frizzante e a tratti umoristica.

Dallas Buyers Club, uscito a novembre negli Stati Uniti, ha già conquistato diversi premi ed è in corsa agli Oscar con ben sei candidature. Matthew McConaughey e Jared Leto hanno ricevuto il premio come miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista ai Golden Globe e sono tra i favoriti ad aggiudicarsi l’ambita statuetta.

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