Qualcosa si muove, a sinistra del Pd

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di Fabio Grandinetti

La politica europea del terzo millennio è caratterizzata da un concetto ormai largamente diffuso ed accettato: la fine delle ideologie. Se in politologia l’argomento è stato già ampiamente sviscerato con risultati spesso discordanti, nel dibattito politico e televisivo italiano se ne sente parlare spesso in maniera superficiale, accogliendo il dato storico come inconfutabile. Ci si riempie la bocca con l’apocalittica immagine del crollo delle ideologie per nascondere l’assenza di identità, principi e visioni del mondo in un progetto politico.

Eppure qualcosa si muove, soprattutto a sinistra del Pd. In questo primo mese del 2014 due formazioni politiche hanno celebrato il proprio secondo congresso nazionale. A Riccione quello di Sinistra Ecologia e Libertà, a Roma quello del Partito Comunista. Due partiti che affondano le proprie radici in un passato politico ben definito, in maniera più o meno convinta, con modi e strategie però differenti. Mentre in Riviera si sono aperti i lavori sulle note della Quinta Sinfonia di Beethoven diretta dal compianto maestro Claudio Abbado e con un video dedicato a Nelson Mandela, nella capitale si intonava l’Internazionale. Se compagni e seguaci di Vendola si indignavano per l’assenza di Renzi, preoccupati dallo sbarramento al 5% per le liste coalizzate previsto nella bozza di riforma elettorale, per i militanti del Partito Comunista capeggiati dal segretario Marco Rizzo – ex europarlamentare e deputato, tra i fondatori di Rifondazione comunista e scissionista nel Partito dei Comunisti Italiani fino al litigio con Diliberto – la riforma elettorale non è un punto all’ordine del giorno.

Per il Partito Comunista, che lo scorso 1 ottobre a Bruxelles ha fondato assieme ad altri 30 partiti comunisti europei una nuova Internazionale chiamata “Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai”, c’è altro di cui discutere.

«Contro l’Unione Europea, contro le banche e il grande capitale – ha affermato Marco Rizzo – è necessario nazionalizzare ed espropriare le grandi imprese, cioè chi ha rubato la ricchezza degli italiani». Sulle dinamiche del sistema partitico il segretario ha poi aggiunto: «Che vinca Renzi, Berlusconi, Grillo o quelli che oggi sono gli attori principali di una politica che non conta nulla per il popolo, ahimè, è purtroppo totalmente indifferente. Renzi e Berlusconi sono figli della stessa cultura. Quelli che una volta erano comunisti hanno tolto l’identità e la tradizione, alla fine è arrivato Renzi e li ha spazzati via».

A chi poi gli chiedeva del rapporto con i compagni “radical chic” vendoliani, ha risposto: «Non esistono primogeniture. Noi siamo comunisti veri, non comunisti come aggettivi. Se mai si entrerà in Parlamento lo si farà con questa bandiera, con questa falce e martello, con questo nome. Non ci acconceremo ad altre liste, rivoluzioni civili, arcobaleni. Siamo comunisti! Siamo marxisti-leninisti! Vogliamo rilanciare la vicenda dell’ottobre sovietico. Vogliamo costruire modernamente un concetto di società alternativo. E lo vogliamo fare perché il socialismo non è fallito, semmai è fallita la sua revisione».

Sulla legge elettorale Marco Rizzo aveva scritto qualche mese fa: «Che senso ha una qualsiasi legge che attribuisce un diverso peso al voto espresso? Se voti un partito che ottiene la maggioranza relativa il tuo voto vale doppio! Se ne voti uno che non supera lo sbarramento il tuo voto non vale nulla! La proposta che come comunisti facciamo, ricordando che le forme di rappresentatività istituzionale della democrazia borghese vadano “usate” per quello che sono e nulla più, è molto semplice: una testa un voto, e cioè un sistema ed una legge elettorale con “proporzionale puro”».

Il Partito comunista di Rizzo, che non ha mai rinnegato l’esperienza sovietica e lo stalinismo, con “modernità” propone tre semplici passaggi: l’uscita immediata dall’Ue e dall’euro, la nazionalizzazione e l’espropriazione di grandi imprese e banche, un passaggio di transizione al socialismo come unica soluzione alla crisi di sistema del capitalismo che distrugge i popoli ed azzera qualunque valore. Per la cronaca il congresso si è chiuso con il coro: «Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-tung! Evviva il compagno Giuseppe Stalin, terrore dei fascisti e dei falsi comunisti!».

L’alternativa alla socialdemocrazia borghese esiste. Comunisti di tutta Italia, unitevi! Finché sbarramento non vi separi.

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