La politica è distratta, l’Italia continua a perdere lavoro

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di Pierfrancesco Demilito

Il primo agosto scorso la Corte di Cassazione ha chiuso il processo Mediaset, condannando Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione. Da allora sono passati circa cinque mesi, un periodo lungo che, se possibile, ha incrinato ancora di più i rapporti tra la politica, i partiti tutti e il Paese reale.

Dalla scorsa estate ad oggi al centro del dibattito politico c’è stata prima la complessa attività della Giunta delle elezioni e poi la fiducia al governo Letta. Assicurata la sopravvivenza dell’Esecutivo è iniziata la discussione sulla fiducia al ministro Cancellieri. Poi è tornato in voga il Cavaliere con la vicenda della decadenza. Una volta decaduto sono iniziati i litigi tra i neo-rinati forzisti e neonati alfaniani. E, infine, le primarie democratiche.

Nel frattempo, alle spalle di queste beghe, litigi, favori, regolamenti di conti e condanne, c’è un’Italia che ogni giorno fa i conti con il 12,5% di disoccupazione (l’1,5% in più della Francia e ben il 7,5% in più della Germania) e con la disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 41,2% (la percentuale più alta dal 2004 ad oggi). Mentre Alfano sceglie il simbolo del suo nuovo partito e il Pd si consuma nell’ennesima primaria, c’è un Paese che nel solo ultimo anno ha visto chiudere diecimila aziende e più di cinquantamila attività commerciali. Oltre ai lavoratori delle tante vertenze che riescono a raggiungere le pagine dei grandi quotidiani, ogni giorno centinaia di persone, nel silenzio più assoluto, perdono il posto di lavoro.

Proprio qualche giorno fa, ad esempio, è arrivata al nostro giornale la richiesta di aiuto di alcuni lavoratori di Spizzico, il ristorante fast food del gruppo Autogrill di proprietà della famiglia Benetton. L’azienda da tempo ha avviato una dura politica di licenziamenti in tutta Italia e ora è venuto il turno dei nove dipendenti che lavorano nel centro commerciale Euroma2. Lavoratori che, con buona probabilità, finiranno per strada senza alcun ammortizzatore sociale o speranza di ricollocazione.

In queste ore in tanti hanno sollecitato un intervento dell’imprenditore Alessandro Benetton e una risposta è arrivata attraverso Facebook: “Buongiorno a tutti, rispondo solo ora perché, come in molti già sanno, ci tengo a farlo di persona. Nelle ultime ore alcuni di voi mi hanno chiesto, intervenendo su questa pagina, di prendere una posizione rispetto a temi relativi alla società Autogrill. Autogrill è una società che è quotata presso la Borsa di Milano e ha quindi un suo management e governance ben distinti da quelli di Benetton Group. Non è mio compito né è legittimo che io intervenga nella gestione operativa di un’azienda che non è quella per la quale ricopro incarichi operativi. Allo stesso tempo ho piena fiducia nell’operato del management di Autogrill che so si sta occupando di questa questione”.

A dirla tutta, sarebbe bene ricordare che Alessandro Benetton di Autogrill non è un semplice osservatore esterno: è membro del Consiglio d’Amministrazione e si direbbe un consigliere importante, a giudicare dal cognome.

I nove lavoratori di Eurorma2, licenziati con una raccomandata, si preparano ad affrontare un Natale difficile e della sfida tra Renzi e Cuperlo, dell’opinione della Santanchè su Alfano, delle telefonate della Cancellieri, della decadenza di Berlusconi, degli impeachment di Grillo e persino delle risposte evasive di Alessandro Benetton a loro importa davvero poco. E’ venuto il momento che la politica si occupi di queste persone.

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One thought on “La politica è distratta, l’Italia continua a perdere lavoro

  1. Alba radiosa

    La si cheti, caro amico Pierfrancesco:
    da domani coi Mattei cambierà tutto!
    Là Salvini scalza Bossi con un rutto,
    qui i’ Renzi ai magnamagna occulta il desco.

    La politica non più sarà un clownesco
    pannolone che il culetto tiene asciutto
    a chi evacua per eccesso di usufrutto
    di quel pasto detto fero in stil dantesco.

    I politici non più dei cazzi loro
    empiranno le scalette sulle agende
    ma daranno ricchi premi e cotillon

    ai tapini che non hanno più lavoro.
    Tutti quanti molleranno le prebende,
    ne farà di ogni colore Benetton!

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