Serie A. La Juventus schianta il Napoli e il Sassuolo blocca la Roma: le prime tre raccolte in 4 punti

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La dodicesima giornata di A era quella di Juventus Napoli. Gli occhi di tutti erano infatti puntati sulla sfida dello Juventus Stadium dove la squadra di Conte e di Benitez erano chiamati ad accorciare ulteriormente sulla Roma.

Il big match – La missione è compiuta solo per la corazzata di Antionio Conte. La Juventus ha dato l’ennesima prova di forza sbaragliando la resistenza del Napoli. Il 3 a 0 è disarmante, e forse anche troppo severo con la squadra di Benitez. Le reti di Llorente, Pirlo e Pogba spezzano le velleità napoletane e li lasciano a 4 punti dalla vetta. Il gol che ha aperto la serata, dopo neanche un minuto, è in fuorigioco e di certo ha condizionato il primo tempo degli azzurri. Poi però è stato quasi un monologo juventino, spezzato solo da qualche tentativo isolato di Insigne e Higuain. Nel secondo tempo il Napoli ci ha provato con più possesso e il gol del pareggio non è arrivato solo per un brutto errore di Hamisk (che nei big match non è sempre all’altezza della sua fama). Poi la tecnica e i grandi giocatori hanno fatto il resto: euro punizione di Pirlo ed euro gol di Pogba. Il 3 a 0 finale dà un monito forte al campionato, la Roma è avvisata.

Non è stata solo la sera di Juve – Napoli, ma anche la serata di Fiorentina – Sampdoria, dove è andato in scena un altro Giuseppe Rossi show. La Fiorentina ha preso ormai il via e ha centrato la quarta vittoria nelle ultime cinque sfide. Il 2 a 1 alla Samp la proietta quinta con 24 punti a un solo punto dall’Inter. Rossi segna il decimo gol del suo campionato su rigore e l’undicesimo con un sinistro a giro spettacolare. La Fiorentina ha rischiato poi, dopo aver preso il gol di Gabbiadini, di pareggiare una partita dominata. Negli ultimi 20 minuti la Samp ci ha provato ma alla fine non c’è stato modo di raddrizzare la partita. La Samp resta così terz’ultima a 9 punti, e a Genova è probabile un cambio in panchina con Sinisa Mihajlovic come nome caldo delle ultime ore.

Domenica pomeriggio – È stato un pomeriggio con poche emozioni e salta, ovviamente, subito all’occhio il mezzo passo falso della capolista Roma in casa contro il Sassuolo. La Roma è stata raggiunta al 94’ grazie alla rete di Berardi (quarto gol in 2 partite) che ha risolto un mischione in area di rigore; come a Torino la Roma lascia quindi per strada 2 punti, ma a differenza delle ultime apparizioni priva di Totti e Gervinho, quella di ieri è stata quella in cui gli uomini di Garcia hanno creato più palle gol, sciupate tutte o quasi da Adem Ljajic. Il serbo è stato tanto devastante nel crearle quanto impreciso impattando sempre contro Pegolo. Così come a Torino la Roma è stata rimontata, in vantaggio grazie all’autogol di Longhi, dopo la prima delle tante parate dell’estremo del Sassuolo, e come a Torino ci sono le presunte sviste arbitrali a fare da contorno alla sfida. A dire il vero è l’ambiente che si lamenta non poco dell’arbitraggio, la società invece continua con la scelta di non commentare l’operato della terna, di Giacomelli nella fattispecie. Sembra quindi destino che siano gli ex a fermare la Roma: dopo Cerci è stato il turno di uno dei campioni d’Italia del 2001, Di Francesco, che da domani tornerà a tifare Roma ma che intanto si gode il quarto punto nelle ultime due partite.

Continua a non vincere neanche la Lazio di Petkovic, dopo la sconfitta interna contro il Genoa è arrivato il pareggio in casa con il Parma. Alla squadra romana mancano ancora i gol di Klose, ma finalmente può gioire per il primo gol in A del gioiellino ex Barcellona, Keita. L’attaccante naturalizzato spagnolo si è inventato un doppio dribbling in area di rigore, mettendo nel secondo a terra Mirante, il gol però non è bastato alla Lazio per sfatare il tabù trasferta, poco dopo è arrivato, infatti, il gol del pareggio di Lucarelli sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il segno 2 per la Lazio è quindi ancora rimandato, ma la classifica la lascia in quel limbo (16 punti) dove tutto è ancora realizzabile. Il Tardini si conferma campo difficile e, dopo un inizio difficile, Donadoni sta finalmente trovando il suo vecchio Parma.

Tra problemi societari e soprattutto tecnico-tattici continua l’epopea negativa del Milan. Allegri è solo in attesa di lasciare spazio all’uomo di Berlusconi (Seedorf), Galliani siede su una poltrona non più salda come una volta, visto i differenti pensieri con Barbara Berlusconi, che rappresenta molto probabilmente il nuovo corso della società rossonera. In campo così vanno in scena partite non degne della memoria e della storia milanista. Lo 0 a 0 di Chievo – Milan è lo specchio di tutto questo, partita che avrebbe potuto dire altro nel caso in cui Robinho non avesse centrato il palo, ma alla fine il punticino porta il Milan alla misera quota di 13 punti e lascia gli uomini di Sannino (la sua posizione è sotto valutazione dalla dirigenza) ultimi a 6 punti.

Le uniche due vittorie del pomeriggio, entrambe per 2 a 1, arrivano da Cagliari e Bergamo. La riscossa cagliaritana è guidata dal capitano, Daniele Conti, che con due punizioni tira fuori da guai Lopez, il momentaneo pareggio dei granata è stato di Immobile. Per Ventura non c’è seguito al punto contro la Roma e la classifica continua a non dare motivi per sorridere al popolo granata. L’altra vittoria come detto arriva da Bergamo grazie alla rete al 90’ di Livaja. La partita ha detto tutto nell’ultimo quarto d’ora, il vantaggio di Brivio al 73’ e il gol al 76’ di Bianchi, prima della citata rete dell’ex attaccante dell’Inter. Può sorridere quindi Colantuono che con la vittoria vola a 16 punti, lasciando invece il Bologna (che ha un Curci assolutamente da rivedere) in piene sabbie mobili a quota 10 punti.

Alle 12 e 30 vittoria del Genoa per 2 a 0 contro il Verona. Con Gasperini il grifone ha un’altra marcia e questa volta ne fa le spese il bel Verona che lontano dal Bentegodi non è imbattibile come tra le mura amiche, di Portanova e Kucka (seconda di fila) le reti.

Tra gli anticipi da segnalare la seconda vittoria in campionato del Catania, la prima con De Canio, ai danni dell’Udinese, alla seconda sconfitta consecutiva. Di Maxi Lopez dal dischetto la rete decisiva. L’ultimo anticipo parla neroazzurro. San Siro, nella facile vittoria per 2 a 0 (autogol Bardi e Nagatomo) contro il Livorno, ha salutato il ritorno dell’immortale Zanetti e il presidente del triplete. Massimo Moratti ha assistito, infatti, all’ultima da presidente della sua Inter, in settimana verrà ratificato il passaggio a Thohir.

Cristiano Checchi 

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