Letta ottiene la fiducia dopo un passo indietro di Berlusconi

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Il presidente del Consiglio è arrivato in Senato, dove chiederà la fiducia per il suo Governo, mentre alle 16 si recherà alla Camera. Ormai sembra certa la rottura all’interno del Pdl, il vertice tenutosi ieri notte a Palazzo Grazioli non ha portato ad un’intesa tra “i falchi” e “le colombe”. Nel pomeriggio di ieri la pitonessa Santanchè ha offerto la sua testa ad Angelino Alfano, nel tentativo di evitare la frattura all’interno del partito ma il vicepremier non ha intenzione di voltare le spalle ad Enrico Letta. Resta ancora un’incognita il numero di senatori del Pdl che si schiereranno contro la posizione del Cavaliere. Da qui a qualche ora potremmo assistere allo “scacco al Re”, per la prima volta dopo vent’anni un gruppo considerevole di parlamentari sembra pronto a voltare le spalle al leader e fondatore del partito.

I SENATORI PDL CONTRO LETTA – Sei senatori del Pdl, nonostante la decisione di Berlusconi, hanno deciso di non partecipare al voto. Sono Sandro Bondi (che durante il suo intervento è stato durissimo contro il Governo Letta) Augusto Minzolini, Francesco Nitto Palma, Alessandra Mussolini, Remigio Ceroni ed Emanuela Repetti.

FIDUCIA A LETTA – Con 235 sì, Enrico Letta ottiene la fiducia del Senato. Berlusconi ha lasciato Palazzo Madama e all’uscita è stato contestato da una decina di persone. Letta si recherà alle 16 alla Camera e probabilmente dopo il voto si recherà al Quirinale per incontrare il presidente Napolitano.

BUFERA PDL – Nel Pdl gli animi stentano a rasserenarsi: “C’è un punto di riferimento comune che è Berlusconi, ma ci sono due classi dirigenti incompatibili”. Dello stesso parere Formigoni che non fa un passo indietro e conferma la formazione di un nuovo gruppo.

PASSO INDIETRO DI BERLUSCONI – A sorpresa Silvio Berlusconi, evidentemente messo in minoranza all’interno del suo stesso partito,  ha annunciato che il Pdl voterà compattamente per la fiducia. “Credo ancora nella pacificazione” ha detto il Cavaliere. L’ipotesi scissione nel Pdl però non è ancora esclusa. In mattinata, infatti, Formigoni aveva parlato di “ripensamento tardivo”.

PER IL PDL PARLERA’  SCHIFANI – A parlare in Senato, per annunciare l’intenzione di voto del Pdl, sarà Silvio Berlusconi e non il capogruppo Renato Schifani. In questi minuti Berlusconi sta preparando il suo discorso seduto tra i banchi dei senatori. Le parole del Cavaliere sono attese, intorno alle 13:30, a Palazzo Madama.

LETTA REPLICA IN AULA – Letta inizia la replica in Senato, prendendo le parti della senatrice De Pin (ex M5S) attaccata duramente dai grillini durante la discussione, in cui ha annunciato che voterà la fiducia al Governo Letta.

IL PDL PER LA SFIDUCIA – Durante la riunione dei senatori del Pdl, presieduta da Berlusconi. Nessun esponente del Pdl ha votato a favore della fiducia.

BONDI ATTACCA LETTA E IL SUO GOVERNO – Il “falco” Bondi, resta fedele a Berlusconi, prende la parola in Senato e attacca l’esecutivo presieduto da Letta e sostenuto, fino ad ora, dal suo partito. “Questo Governo non è in grado di affrontare la crisi economica e di dare vita ad un periodo di pacificazione al Paese. Voi fallirete!”.

23 SENATORI PDL SI SCHIERANO CON LETTA – Un documento che esprime sostegno all’esecutivo di Enrico Letta è stato firmato da 23 deputati del Pdl. I senatori firmatari sono: Naccarato, Bianconi, Compagna, Bilardi, D’ Ascola, Aielo, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L.Rossi, Quagliariello. Intanto Formigoni annuncia che nel pomeriggio verrà formato un nuovo gruppo staccato dal Pdl, si chiameranno “I Popolari”. “Un ripensamento di Berlsuconi – aggiunge l’ex governatore della Lombardia – sarebbe comunque tardivo. Ormai è scissione, per una questione di chiarezza noi faremo ugualmente un gruppo autonomo”.

VERTICE CON BERLUSCONI – Dopo il discorso di Letta i senatori del Pdl si sono riuniti con Silvio Berlusconi. Durante il vertice, in corso in questi minuti, il partito del Cavaliere deciderà se votare o meno la fiducia. Non è ancora escluso che Berlusconi possa prendere la parola in Aula, anche se al momento non è ancora iscritto a parlare.

LETTA CHIUDE IL DISCORSO: “DATECI LA FIDUCIA” – “Mi appello al Parlamento intero, dateci la fiducia – ha detto il presidente Letta chiudendo il suo discorso – Non è una fiducia contro qualcuno ma per gli italiani. Permetteteci di continuare a lavorare”. Poi cita Croce: “Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso”.

 BERLUSCONI ARRIVA IN SENATO – Berlusconi ha lasciato Palazzo Grazioli e qualche minuto fa è arrivato in Senato. “Prima di decidere sulla fiducia – ha detto il Cavaliere – voglio ascoltare il discorso di Letta”.

CON PORCELLUM SAREBBE STALLO – Il presidente Letta, nel suo discorso al Senato, parla anche della legge elettorale e lascia intendere l’intenzione e la necessità di una rapida modifica. “Se si votasse oggi con l’attuale legge elettorale il risultato sarebbe uguale. Avremmo un Governo debole e l’unica soluzione sarebbero nuovamente le larghe intese”.

“DOPO CONTRAZIONE INIZIA RIPRESA” – “Abbiamo alle spalle una recessione che non si registrava dalla Seconda Guerra Mondiale e ora finalmente sta iniziando la ripresa. Le conseguenze del voto di oggi ricadono sul Paese. Il nostro obiettivo – ha detto Letta in Senato – è l’aumento del Pil di un punto percentuale nel 2014”.

“LE SENTENZE SI RISPETTANO” – Letta parla chiaramente della vicenda giudiziaria di Berlusconi. “In uno stato democratico – dice – le sentenze si rispettano”, qualche mugugno tra i banchi del Pdl.

IL RINGRAZIAMENTO A NAPOLITANO – Letta apre il suo discorso citando Einaudi e ringraziando il Presidente Napolitano, a cui l’aula dedica un lungo applauso. Molti banchi vuoti nell’emiciclo occupato dal Pdl. Alfano è arrivato in aula con qualche minuto di ritardo e si è seduto nei banchi del Governo, accanto al presidente Letta.

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