Premier League. L’Arsenal davanti a tutti, segue il Liverpool. Si sblocca Osvaldo

I più accaniti appassionati di cinema Inglese e soprattutto di pellicole dedicate al football d’oltremanica probabilmente saranno gli unici a ricordare una classifica simile a quella che si sono trovati davanti agli occhi questa sera. Era dai tempi di Fever Pitch, meglio conosciuto da queste parti come Febbre a 90’, interpretato da un giovanissimo Colin Firth, che li al top della classifica non si vedevano i nomi insieme di Arsenal e Liverpool, protagoniste assolute e indiscusse dei primi due campionati degli anni novanta… tempi di Tony Adams, di Alan Smith, di Ian Rush e di Higbury.

Come un salto nel tempo eccole qui oggi, una davanti all’altra, divise da due punti dopo sei partite, ma nuovamente li a guardare tutti dall’alto al basso.

L’Arsenal di Wenger è tornato ad essere quel rullo compressore che non si vedeva dai tempi di Henry, ed anche se così tanti paragoni forse saranno ora troppo affrettati, il progetto dei giovanissimi sta finalmente prendendo corpo, e sotto la regia di Ozil, questa squadra è diventata tosta e quadrata. E’ arrivata con difficoltà la vittoria anche al Liberty Stadium contro gli Swans. Non poteva essere facile e non lo è stato contro gli uomini di Laudrup, abili a tenere l’equilibrio del match per un’ora e poco più. Ma se il progetto dei giovani che sembra essere finalmente sbocciato, doveva continuare a dare i suoi frutti, niente di più corretto è stato il gol Serge Gnabry, 18 anni, a completamento di un azione perfetta e rifinita da Ramsey. E’ ovvio che poi Ramsey ormai abbia conosciuto in questi mesi la via del gol, e che evidentemente se ne sia innamorato talmente tanto, da non volerlo più abbandonare, timbrando così lo 0-2 a favore degli ospiti e il suo ottavo gol in nove partite totali. Negli ultimi minuti i padroni di casa hanno forzato il ritmo in cerca del recupero, completato però solo a metà. Dieci minuti prima della fine, infatti, è arrivata la rete di Davies, abile a scardinare la resistenza di Szczesny, insuperabile per quasi tutto il match.

In scia della squadra di Londra, si è messo oggi il Liverpool, rinvigorito dal rientro dopo dieci turni di squalifica di Suarez, per il famoso morso a Ivanovic, nel finale della scorsa stagione. C’era chi addirittura pensasse che l’uruguayano non potesse giocare con Sturridge, per la loro incompatibilità tattica; 3-1 finale, doppietta di Suarez su due assist di Sturridge, e gol di apertura dello stesso attaccante inglese, non proprio due che non riescono a trovarsi in campo. Grazie ai sui lancieri la squadra di Brendan Rodgers è riuscita ad espugnare il campo del Sunderland, rinfrancato nei suoi giocatori dalla partenza del sergente Di Canio, ma ancora più a fondo nella classifica e nel morale. Per il Liverpool dopo lo scivolone interno della scorsa settimana e la sconfitta in coppa con il Manchester United, la marcia e i sogni di gloria sembrano essere ripresi.

Che il vento stia cambiando in premier se ne sono accorti tutti, che le due squadre di Manchester siano in crisi è un dato di fatto. Sia per il City che per lo United sembra notte fonda questo inizio di stagione. Ma se per la squadra di Pellegrini, nonostante tutto ancora in scia delle prime, la sconfitta è arrivata ad una settimana da un derby stravinto e su un campo ostico come quello dell’Aston Villa, per i campioni d’Inghilterra in carica la via dei risultati sembra pesantemente smarrita. Che il compito per Moyes non fosse facile si era già capito in estate, nonostante la vittoria in Community Shield, le difficoltà erano palesi e invece che trovare soluzioni per il momento ad aumentare sono soltanto le preoccupazioni e i problemi di una squadra che sembra smarrita senza il suo Sir. La bruciante sconfitta casalinga contro il WBA ha messo ancora una volta in evidenza tutte le lacune dei Red devils, fragili in difesa, senza spunti in mezzo al campo e in assenza di Van Persie con il solo Rooney a capire cosa significa indossare questa gloriosa maglia.
Perde momentaneamente il treno delle prime due il Tottenham, bloccato in casa nel derby nel derby Villas Boas-Mourinho, dal Chelsea ancora alla ricerca di conferme e di un filotto positivo per ingranare la marcia.

Merito ai blues di essere riusciti a raddrizzare, con Jhon Terry, una partita che si era messa male grazie al vantaggio degli spurs nella prima metà di gioco con Sigurdsson. Alla fine il verdetto tanto atteso tra i due manager portoghesi non c’è stato, un punto a testa e occasione persa per rimanere con le prime.
In attesa del Monday Night tra Everton e New Castle, importanti vittorie esterne per il Norwich in casa dello Stoke City e del Cardiff City, giustiziere del Fhulam a Craven Cottage. Si conferma in un ottimo periodo l’Hull City, vittorioso sul West Ham

Un’ ultima nota al Southampton, vittorioso anche finalmente grazie ad un gol di Osvaldo, il primo per lui in premier, e sorprendentemente li insieme al Chelsea, ad un punto dal Tottenham, uno davanti al City e quattro sopra il Manchester United. La voglia di questa squadra, che ha battuto il Crystal Palace in questo turno, di essere li con le grandi, la sta portando sempre più a credere nei propri mezzi e a sapersi battere con qualsiasi avversario.

Sperando per gli abitanti di Arsenal e per la parte rossa di Liverpool, che questo remake dei favolosi anni novanta continui ancora a lungo, l’appuntamento è per la prossima settimana.

di Francesco Proietti

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