“Brasile, antiche e nuove esplorazioni”: un viaggio tra ieri e oggi alla scoperta dell’anima brasiliana

di Sabrina Ferri

Poter riscoprire le autentiche bellezze del Brasile, attraverso la fotografia, in un entusiasmante viaggio tra passato e presente. A mettere a nudo l’anima brasiliana è la mostra “Brasile, antiche e nuove esplorazioni”, a cura di Livia Raponi,  inaugurata lo scorso mercoledì presso l’Ambasciata del Brasile in occasione del Festival della Letteratura di Viaggio in programma dal 26 al 29 Settembre.

Le straordinarie immagini di Ermanno Stradelli, geografo e fotografo, esploratore  dell’Amazzonia di fine ‘800, aprono le porte d’accesso a un mondo altamente variegato, ricco di infinite bellezze e di squarci mozzafiato. Tra gli scatti in bianco e nero del fotografo colpiscono soprattutto i soggetti ritratti, uomini, donne e bambini mostrati anche senza vesti e con i loro volti curiosi. Tra una foto e l’altra appaiono, poi, le lettere originali che Stradelli scriveva dall’Amazzonia e inviava alla Società Geografica Italiana, documenti certamente di inestimabile valore tra i quali compare anche una mappa con l’indicazione di un fiume che il geografo fu il primo ad esplorare.

La mostra porta, successivamente, a sviscerare l’universo caleidoscopico del Brasile attraverso la proiezione di sei documentari in grado di indagare alcune micro realtà dell’immenso territorio brasiliano. Così, il “Viaggio nel cinema etnografico”, diventa un viaggio alla scoperta di qualcosa: un gruppo di indigeni “viaggia” in ricerca del riconoscimento dell’altro, un bambino “viaggia” nel tempo della sua storia per conoscere e far conoscere la capoeira, delle telecamere “viaggiano” per portare alla luce tradizioni, storie, esibizioni, racconti di vita.

Infine, particolarmente suggestiva, la proiezione di immagini contemporanee scattate da Franco Lubrani che ha immortalato il Brasile e l’Amazzonia di oggi, rendendo immediato e inevitabile il confronto con gli scatti d’epoca di Stradelli. A Lubrani va il merito di aver saputo cogliere perfettamente la vita che s’insinua tra le strade e la foresta, lasciando ben interpretare l’anima colorata del Brasile. Ai paesaggi strabilianti si alternano immagini di animali e di fiumi, ma anche di persone, di edifici e di quartieri. «La vita si svolge in strada – commenta Lubrani – ed è particolare osservare come coesistano, allo stesso tempo, modernità e antica tradizione».

 

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