Legambiente: gas refrigeranti pericolosi e in aumento. Si attende la nuova normativa dell’UE

di Tiziano Aceti

Una quantità elevata di gas refrigeranti in Italia. Questo si evince, in sintesi, dal dossier “I gas refrigeranti in Italia” a cura di Legambiente. L’associazione ambientalista evidenzia come in 10 anni la crescita di queste sostanze (CFC, HCFC e HFC) ha raggiunto il 341%. Sostanze usate soprattutto all’interno di condizionatori e frigoriferi. Nello specifico i gas refrigeranti introdotti nel mercato, secondo il rapporto, ammontano a circa 10.600 tonnellate nel 2012 alla presenza di uno stock di circa 100.000 tonnellate. Inoltre, come sottolinea Legambiente, sul fronte del recupero dei refrigeranti l’Italia si colloca negli ultimi posti in graduatoria rispetto al resto dei paesi europei.

A conferma dell’impatto di queste sostanze sull’inquinamento l’Unione Europea sta lavorando su una normativa che integri quella vigente (ordinamento in materia di Gas Fluorurati 842/2006), con  l’approvazione prevista nel 2014. Tra l’altro la proposta prevede la messa al bando degli HFC all’interno dei dispositivi domestici e commerciali (come  freezer, frigoriferi e condizionatori).

Stefano Ciafani vicepresidente di Legambiente ha dichiarato: “Chiediamo al ministro Andrea Orlando e al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani di spingere per un’Europa senza gas climalteranti a partire da quelli usati per la catena del freddo, mettendo al bando i gas sintetici HFC in ogni settore dove siano presenti le alternative naturali o comunque meno climalteranti e applicare anche in questo settore il principio “chi inquina paga”, come già avviene in altri Paesi”.

Per far fronte a questa situazione l’associazione ambientalista propone una soluzione che vada in direzione dei gas naturali utilizzati, in alcuni casi, nei frigoriferi domestici e dei supermercati nei condizionatori e pompe di calore. Sottolineando, inoltre, come il nuovo regolamento europeo dovrebbe tener presente  alternative meno impattanti lasciando i gas inquinanti nei casi dove non esistano, ad oggi, soluzioni alternative. Ampliando ulteriormente la proposta Legambiente sostiene la necessità di un’ecotassa a carico di chi immette nel mercato gas HFC inquinante, rappresentando anche un costo rilevante di gestione e smaltimento. In questo modo si potrebbero portare nelle casse statali – secondo l’associazione – almeno 158 milioni di euro all’anno.

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