Eurobasket, l’Italia ai quarti. Pianigiani: “Ci siamo arrivati grazie a noi, non perché altri ci hanno fatto regali”

di Cristiano Checchi 

È merito degli azzurri. L’Italia è ai quarti di finale degli Europei, e poco importa se ci è arrivata con due sconfitte consecutive nel secondo girone e con una partita, a questo punto inutile, da giocare contro la Spagna questo pomeriggio (tutto grazie alla vittoria della Slovenia contro la Grecia). L’Italia si è presentata alla seconda fase con un bottino di 6 punti, merito delle 5 vittorie consecutive nella prima fase a gironi.

Gli azzurri sono stati gli unici ad arrivare al secondo girone imbattuti, forse per questo le due sconfitte contro Slovenia e Croazia hanno fatto storcere un po’ il naso a chi ormai era abituato a vedere l’Italbasket primeggiare (imbattuta anche nelle qualificazioni). I risultati ottimi della prima fase dell’Europeo non possono essere dimenticati, o non meritano di certo meno importanza delle due sconfitte contro Slovenia e Croazia, due delle compagini in grado di vincere la competizione continentale già dalla vigilia. L’Italia nelle due sfide perse ha pagato i pochi ricambi nei lunghi, soffrendo, specie contro la Slovenia, tremendamente ai rimbalzi. Contro la Croazia il grande cuore non è bastato per rimontare nel 4/4, ma comunque la squadra è stata capace di rientrare in una partita che sembrava persa alla fine del terzo periodo. Datome e compagni avevano sopperito alla grande a tutti questi problemi nelle prime cinque sfide, un calo fisico e maggiori difficoltà erano quasi previste nella seconda fase. Le battute sul passaggio del turno grazie alla Slovenia sono quasi fuori luogo, se si pensa invece a tutte le volte in cui si chiede e si pretende lealtà sportiva. La Slovenia, già qualificata, ha fatto il suo contro la Grecia, questo dovrebbe essere la normalità e non l’eccezione.

Il carro – L’alone di scetticismo, per colpa degli infortuni, che ha accompagnato la nazionale nella preparazione non è di certo andata giù al clan azzurro. Tutti pronti, quindi, a non volere troppa calca sul quel “carro dei vincitori”, a prescindere da quanto distante potesse arrivare. In tanti però dal carro sono già scesi appena suonata la sirena di Italia – Croazia (secondo incontro del secondo girone), qualcun altro forse addirittura alla fine di Slovenia – Italia (primo incontro). Probabilmente questo servirà come ulteriore scintilla e molla agli uomini di Pianigiani. Sia il tecnico che Gentile, infatti, non hanno perso l’occasione per chiarire qualche punto e togliersi anche qualche sassolino. Il 20enne dell’Olimpia Milano è stato chiarissimo: “Il carro lo guidiamo noi e decidiamo noi chi sale e chi scende. Quando vinci cinque partite di fila tutti pronti a festeggiarci, a dire io ci credevo, poi dopo due sconfitte siamo tornati alle frasi tipo ‘era meglio se ci fossero stati Gallinari e Hackett’, in Italia succede sempre così anche nel calcio, ma noi non ci pensiamo”. E po Il CT, se possibile, è stato ancora più chiaro di Gentile: “Entrare nelle prime otto d’Europa era un sogno che nessuno prima poteva immaginare e ci siamo arrivati grazie a noi, non perché altri ci hanno fatto regali. Chi scrive questo non è onesto”.

Tutto spazzato via: polemiche, presunti regali e discorsi già scritti su quanto avranno pesato gli assenti. I presenti contano di più, perché l’Italia di Pianigiani, di Datome e Belinelli, di Cusin e Rosselli, solo per citarne alcuni, è tra le otto regine d’Europa.


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