Il ministro Saccomanni è ottimista: sarà un 2014 positivo

di Francesco Galati

Un Saccomanni molto positivo tira le somme del primo semestre del governo Letta, durante il Workshop Ambrosetti svoltosi a Cernobbio.
Il ministro dell’Economia ha illustrato risultati e punti di lavoro del governo, sottolineando come l’importanza del rigore economico sui conti pubblici avrà un riflesso diretto sulla ripresa economica.

Lo stringente paletto del rapporto deficit/PIL fermo al 3% sembra non essere un grande problema per il ministro il quale ha chiarito che non è possibile una spending review immediatamente efficace, ma che l’accelerazione sulle riforme strutturali, la semplificazione del sistema fiscale tramite riforma e soprattutto una riforma a livello d’imprese e lavoro, con conseguente equa redistribuzione dei fondi europei, non potrà che portare ad un miglioramento della condizione economica del pase.

La crescita –  L’argomento più interessante del workshop è sicuramente stato il discorso riguardante la crescita, le previsioni del ministro Saccomanni sono positive e fondate su alcuni pilastri, a partire dal risanamento dei conti pubblici come <<condizione necessaria ma non sufficiente>> nell’ottica del rispetto del rapporto deficit/PIL ma soprattutto l’importanza di utilizzare questo vincolo stringente per razionalizzare le spese e poi reinvestire.

Entrando nel dettaglio il ministro ha snocciolato alcuni dati su come il governo ha finanziato gli interventi volti a finanziare le riforme: 7 miliardi di risorse reperite con 4 miliardi di nuove entrare e 3 miliardi di modifiche sulla spesa pubblica; altri 3 miliardi di interventi sono stati coperti con 2 miliardi di nuove entrate e un miliardo di tagli.

L’argomento si è poi spostato sul pagamento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione, 18 miliardi in tutto da distribuire soltanto nel 2013, manovre che sicuramente daranno nuova linfa alle PMI italiane, spesso martoriate da una tassazione punitiva rispetto agli standard europei.

In chiusura il ministro ha dichiarato «Non faccio previsioni – ha detto poi parlando del quadro economico italiano – ma guardando ai dati dell’economia reale il consenso è per una stabilizzazione nel terzo trimestre 2013 e un quarto trimestre con crescita positiva con il 2014 integralmente positivo».

Speriamo non si stia sbagliando.

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