“Cavalcando l’autismo”: 11 ragazzi autistici in sella per una settimana

di Sabrina Ferri

Chi l’ha detto che l’emozione non ha voce? Quando si è intrappolati in un mondo e è difficile comunicare con l’esterno, basta un semplice sguardo o un gesto o magari un sorriso per manifestare la propria interiorità. E alle volte un’esperienza particolare può rappresentare davvero uno spiraglio di luce tra le tenebre di una malattia come l’autismo.

Così fa sorridere pensare che, per la prima volta in Italia, 11 ragazzi autistici hanno avuto la possibilità di compiere un viaggio di una settimana in sella a un cavallo per attraversare i boschi dell’Alta Sabina e giungere infine nell’Umbria meridionale. Partiti insieme ai loro padri, e accompagnati nell’impresa da un medico e 17 operatori tra psicologi, psicoterapeuti, istruttori di riabilitazione e volontari esperti, i giovani cavalieri hanno cavalcato per circa 100 chilometri, divisi in sei tappe, per arrivare a un traguardo molto particolare:  la tenuta di Mogol. Proprio il maestro Mogol li ha attesi a braccia aperte per poterli ospitare e per poter pranzare con loro.

Non a caso l’iniziativa “Cavalcando l’autismo” prende spunto dalla cavalcata che il cantante Mogol fece nel lontano 1970, assieme al grande Lucio Battisti, da Milano a Roma.

Questa innovativa esperienza, organizzata dall’Associazione “L’emozione non ha voce” la quale ha preparato il percorso e aiutato i ragazzi a entrare in empatia con il cavallo, è stato «un viaggio nell’autonomia per facilitare la comunicazione e la relazione» ha spiegato il presidente Corrado Sessa.

Per Fabio, uno dei padri, è stata «una scommessa che abbiamo vinto».  I ragazzi si sono responsabilizzati, hanno dormito in posti diversi, si sono vestiti da soli e hanno costruito un rapporto forte con l’animale. Nessuno ha avuto gesti incontrollati e, ha spiegato Sessa, «nessuno ha chiesto di voler tornare a casa, e così è stato dalla prima sera. Nessuno ha pianto cercando la mamma».

“Cavalcando l’autismo” è stata quindi un’occasione importante per sensibilizzare sul tema dell’autismo, un evento volto a far capire che i ragazzi autistici non sono dei fantasmi e che le loro famiglie non debbono sentirsi sole.

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