Agenda digitale: l’Italia è indietro rispetto al resto d’Europa

di Tiziano Aceti

Come procede il raggiungimento degli obiettivi che riguardano l’Agenda digitale? Secondo lo studio promosso da MM ONE Group l’Italia si trova in una situazione di ritardo, come evidenziano i dati confrontati con il resto dei paesi europei.

Vediamo più da vicino la condizione italiana attraverso alcuni dei dati presenti nello studio. La ricerca si pone l’obiettivo di osservare a che punto sono gli stati europei nel raggiungimento degli obiettivi redatti nell’Agenda digitale europea, suddivisi in 4 macro-aree: Broadband, e-Commerce, inclusione digitale ed e-Government. L’Italia come detto è ancora lontana dall’avvicinarsi al raggiungimento di questi obiettivi risultando tra i peggiori (peggio fa solo la Romania) a differenza di Belgio, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca che invece si affermano come i paesi che si trovano in prossimità dal centrare gli obiettivi. Guardando all’Italia i dati evidenziano ritardi: nell’uso regolare di Internet (53% mentre la media europea è del 70%), nell’uso della popolazione dei servizi di eGovernment (19%, media europea 44%)  nella velocità di connessione alla rete e delle Pmi che fanno vendite o acquisti online (4% contro una media europea del 13%) nonché negli acquisti online da parte dei cittadini che si attestano al 17% in confronto al 45% della media europea.

Facciamo ora un piccolo passo indietro. Rimanendo in materia di agenda digitale non molto tempo fa (24 luglio 2013) era stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il “Contributo delle Regioni per una agenda digitale a servizio della crescita del Paese nella programmazione 2014-2020”. Il testo in questione pone al centro il ruolo del sistema delle regioni sia in chiave di un uso efficace delle risorse nonché di un ruolo centrale delle stesse regioni in materia di agenda digitale.

Alcuni giorni dopo l’approvazione del documento si apprendeva della collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “per favorire la digitalizzazione dell’azione amministrativa, delineando così un percorso di innovazione e riorganizzazione tanto delle procedure interne quanto di quelle rivolte ai cittadini”. La collaborazione in questione prevede anche la partecipazione dell’Archivio Centrale dello Stato, con lo scopo ultimo di “definire gli aspetti peculiari che riguardano la corretta conservazione di documenti digitali prodotti dalla pubblica amministrazione e dagli enti pubblici”. Queste alcune delle ultime novità per quel che riguarda l’Agenda digitale.

Tornando alla ricerca della MM ONE Group si evince, dai dati, come l’Italia vada “a due velocità, con il Centro-Nord in netto progresso rispetto alle regioni del Sud del Paese” con la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Umbria che rappresentano le regioni più virtuose a differenza del Molise, della Provincia Autonoma di Trento e della Basilicata che risultano essere quelle più indietro per prestazioni digitali delle amministrazioni comunali.

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