L’Argentina espugna l’Olimpico, per l’Italia non basta il gol di Insigne

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C’è il pubblico delle grandi occasioni all’Olimpico. Italia-Argentina, l’amichevole che più amichevole non si può, benedetta anche dall’incontro con il Santo Padre, ha preso vita di fronte a 41.369 persone, probabilmente inaspettati visto il giorno e soprattutto le assenze. L’Italia si presenta in campo con la difesa a 4, Buffon ovviamente tra i pali, Maggio, De Rossi, Chiellini e Antonelli, a centrocampo Marchisio, Montolivo e Verratti, le tre punte invece sono Candreva e Giaccherini larghi con Osvaldo al centro. L’Argentina risponde con Andujar, Campagnaro, Fernandez, Garay, Basanta, Di Maria, Mascherano, Biglia, Lamela Higuain e Palacio.

VerrattiLa partita – È  l’Argentina a partire forte grazie alle ripartenze delle frecce Lamela, Palacio e Di Maria. A infiammare l’Olimpico azzurro è De Rossi che al 5’ minuto sbroglia una situazione difficilissima per Buffon riparte in contropiede da dentro l’area di rigore fino a servire Osvaldo anticipato solo dall’uscita disperata di Andujar. Ma è un’Italia che soffre molto la velocità degli avversari. Il primo grande pericolo è al 12’, sgroppata di Palacio che la mette in mezzo per l’accorrente Lamela che però viene murato dalla difesa azzurra. L’Italia cerca di uscire dal guscio, ma Giaccherini si fa ingolosire dal limite invece di appoggiare sulla destra per il liberissimo Candreva. Al 18’ minuto ci prova lo stesso giocatore della Lazio con una punizione che finisce alta. Pochi secondi dopo però l’Italia è sotto: Gonzalo Higuain fa esplodere l’Olimpico argentino e forse anche un po’ di Napoli in vista del campionato. De Rossi sbaglia il disimpegno, serve Lamela che è bravo ad appoggiare per Higuain, la punta rientra sul destro e scarica alle spalle di Buffon, il vantaggio meritato per gli uomini di Sabella. L’Italia cerca di svegliarsi ma esce poco dalle trame offensive, solo una bella azione Candreva – Montolivo che serve per Maggio che conclude con un comodo cross per il portiere. È però finalmente un po’ d’Italia, soprattutto con Candreva che è tra i più attivi. Un paio di suoi cross non trovano nessuno all’appuntamento con il gol. Al 41’ gli ospiti chiedono il rigore per l’intervento di Chiellini su Higuain che è al limite della regolarità. Dopo il gol dello svantaggio si è vista un po’ d’Italia, ma alla fine del primo tempo è Palacio a mancare clamorosamente il 2 a 0, ancora una ripartenza con Di Maria che serve l’interista che in spaccata, complice una deviazione azzurra, non centra bene il pallone e spara alto a porta a vuota. La fine del primo tempo ha visto una squadra più viva, ma che ha prodotto qualcosa di meno degli avversari. L’Italia si ripresenta in campo con Aquilani e Florenzi al posto di Montolivo e Marchisio, davanti Insigne al posto di Candreva. I cambi azzurri però non fanno in tempo a prendere le misure agli avversari che il contropiede dell’Argentina porta Banega, altro neo entrato, a sparare il destro dal limite dell’area alle spalle di Buffon. È un duro colpo per gli azzurri, per i quali forse il doppio svantaggio comincia ad essere un passivo ingiusto, specie per gli ultimi 20 minuti del primo tempo. All’ottavo minuto è Giaccherini a lasciare il posto ad Alessandro Diamanti mentre Buffon lascia il posto a Marchetti. Pochi minuti e il portiere della Lazio è prontissimo sul tentativo di tap-in di Higuain. Per l’Italia invece Insigne in undici minuti si fa notare solo per dribbling falliti. Al minuto quindici è revival Napoli, Higuain lascia il posto a Lavezzi. Gli azzurri cercano di tirare fuori l’orgoglio, ma a parte qualche calcio d’angolo non riescono ad essere pericolosi. Alla metà del secondo tempo si strozza in gol l’urlo dell’Olimpico, Diamanti spara sull’incrocio dei pali una grandissima punizione, Insigne sulla ribattuta colpisce debolmente, il pallone deviato finisce sui piedi di Aquilani che segna ma in netta posizione di fuori gioco. Il ritmo del secondo tempo è però spezzettato dagli ovvi cambi, al 27’ per l’Argentina esce Garay ed entra Collocini, per l’Italia esce Maggio ed entra Cerci. L’Italia continua intanto a collezionare calci d’angolo che però non impensieriscono gli ospiti. Una buona occasione, sempre da palla inattiva, capita sui piedi di Osvaldo alla mezz’ora, ma il sinistro finisce fuori. Al 32’ finalmente può esplodere l’Olimpico, palla rubata in ripartenza e Insigne con il più classico dei gol alla Del Piero si regala la perla del 2-1, un gol importante per il napoletano che praticamente fino al gol non ne aveva azzeccata una. L’Olimpico spinge l’Italia e Marchetti la tiene a galla. Al 35’ Di Maria semina il panico dalla propria metà campo fino ad arrivare al cospetto del portiere che però in uscita bassa risolve tutti i problemi. L’Argentina è calata e c’è solo l’Italia che a questo punto meriterebbe il gol del pareggio, tanto cuore che però fa mancare quel pizzico di lucidità che servirebbe molto. Con una squadra tutta sbilanciata in avanti si rischia il contropiede ma Alvarez è lentissimo e conclude al lato della porta di Marchetti. Ci prova Lavezzi da fuori area ma spara alto, mentre per l’Italia Antonelli è anticipato dalla perfetta uscita di Andujar. Ormai si gioca senza centrocampo ed è ancora Marchetti formidabile su Rodriguez; ultimi minuti di passione e Florenzi ha la palla buona da uno schema da calcio d’angolo: il suo destro è però deviato nell’ennesimo calcio d’angolo. È l’ultima occasione l’Argentina espugna l’Olimpico per 2-1.

Bicchiere mezzo pieno  – Alla fine è stata partita vera, nessuna delle due ha voluto fare brutta figura, il cuore e la tenacia degli azzurri ha permesso agli uomini di Prandelli di evitare quella che rischiava di diventare una brutta figura L’Argentina a larghi tratti si è mostrata superiore aiutata da una condizione fisica più brillante, nella ripresa la condizione fisica si è livellata e l’Italia dopo il 2 a 0 è riuscita a tenere gli argentini nella loro metà campo, soffrendo solo nelle inevitabili ripartenze (dalle quali sono comunque venuti i due gol subiti). È stato un test importante, unito alla bellissima serata che si è vissuta allo Stadio Olimpico, che ha risposto alla grandissima alla chiamata della nazionale; c’è ancora tempo per sistemare i difetti emersi stasera, la stagione è solo all’inizio e per ipotecare il mondiale in Brasile manca pochissimo.

di Cristiano Checchi 

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