Scherma: Campionati Europei, Italia prima nel medagliere

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L’Italia conferma la propria leadership continentale nella scherma, conquistando il primo posto nel medagliere ai campionati europei di Zagabria.  Gli azzurri lasciano la capitale croata con un bottino di 8 medaglie:  tre d’oro (Elisa Di Francisca nel fioretto individuale, fioretto femminile a squadre e sciabola maschile a squadre), una d’argento (Francesca Quondamcarlo nella spada) e quattro di bronzo (Andrea Baldini nel fioretto individuale, Enrico Berré nella sciabola individuale, Irene Vecchi nella prova individuale di sciabola femminile e la Nazionale di sciabola femminile nella gara a squadre).

Di Francisca super– Il fioretto femminile ha regalato ben due ori: nella gara individuale, assente la Vezzali, Elisa Di Francisca si è confermata la schermitrice più forte del momento bissando il titolo di due anni fa grazie al successo in finale per 15-7 sulla russa  Diana Yakovleva. Una vittoria particolare per l’atleta jesina, che torna alla vittoria in una competizione internazionale dopo l’oro olimpico di Londra, regalando anche la prima grande gioia al commissario tecnico, Andrea Cipressa, ed a Giovanna Trillini, che da ex compagna di squadra si è trasformata in “maestro” personale. Poi, insieme alle compagne di squadra Arianna Errigo, Carolina Erba e Benedetta Durando ha regalato all Italia il quinto titolo continentale consecutivo nella gara a squadre.

Delusione fioretto maschile – Meno bene i maschietti che nel fioretto hanno raccolto un misero bronzo con Andrea Baldini nella gara individuale. La corsa dell’atleta livornese si è fermata in semifinale per mano del pluricampione tedesco Peter Joppich, che ha sconfitto l’azzurro 15-11. Male gli altri italiani Cassarrà, Avola ed Aspromonte, tutti usciti prematuramente. Il quartetto azzurro ha confermato il cattivo stato di forma anche nella gara a squadre, dove l’Italia pur partendo come testa di serie numero uno del tabellone si è fatta sorprendere nei quarti di finale dalla Polonia che si è imposta 45-40.

Le sorprese – Tra le altre medaglie conquistate meritano di essere menzionate  l’argento di Francesca Quondamcarlo e il bronzo di Enrico Berrè perché raccontano storie di rivalsa e di astri nascenti, di campioni ritrovati e di altri che promettono un futuro straordinario. Fino a pochi mesi fa, Berrè nemmeno pensava di esserci a questo Europeo, poi una serie di risultati eccellenti e due finali in Coppa del Mondo gli hanno permesso di scalare posizioni nella lista del ct Sirovich. Infortunatosi agli Assoluti di Trieste, il finanziere romano è arrivato malconcio agli Europei ma con lo spirito di chi non ha niente da perdere. Si è arreso solo in semifinale, davanti a sua maestà Yakimenko, uno che ha nove anni e quattro titoli europei individuali più di lui.

Anche la storia di Francesca Quondamcarlo, come quella di Berrè, comincia sui Castelli Romani, ma è diversa. Racconta di una che da ragazzina metteva le coetanee tutte in riga, poi nel momento del salto di qualità, l’improvvisa morte del suo maestro Carlo Carnevali e il buio. Un anno fa, Francesca è stata persino tenuta fuori dalla squadra per le Olimpiadi di Londra, un’esclusione che l’ha fatto soffrire, ma forse le ha dato la forza per partire più forte di prima. L’inatteso argento di Zagabria le ha finalmente restituito il sorriso.

di Giuliano Corridori

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