Coppa Italia. Qui Lazio: come un trofeo può rendere leggendaria una squadra

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La Lazio si prende il trono di Roma. I biancocelesti si aggiudicano il derby più importante della storia e, in un solo colpo, conquistano la sesta Coppa Italia della loro storia (la quinta negli ultima quindici anni), si guadagnano la qualificazione alla prossima Europa League per il terzo anno consecutivo e privano la Roma della possibilità di essere la prima squadra italiana ad apporre sulla propria maglia la stella d’argento.

Gli uomini di Petkovic hanno vinto con merito, riuscendo a gestire meglio dei cugini la tensione di un avvenimento unico per la città.  Esclusi i minuti iniziali, la Lazio è stata padrone del campo e poteva andare in gol già nel primo tempo per due volte con Klose. Nella ripresa, la pressione biancoceleste è aumentata ed è stata concretizzata da Lulic, il pupillo di Petkovic con cui aveva condiviso il dispiacere dello sconfitta nella finale di Coppa di Svizzera quando entrambi erano al Bellinzona.

Oltre all’autore del gol decisivo, che si è conquistato un posto negli immortali del firmamenti biancoceleste, meritano una menzione personale Antonio Candreva, Federico Marchetti , Giuseppe Biava e Ogenyi Onazi . Il centrocampista di Tor De Cenci ha sfoderato l’ennesima prestazione di livello, macinando chilometri su chilometri sulla fascia destro e servendo a Lulic l’assist determinante. Il suo riscatto dall’Udinese diventa obbligato. Il portiere della nazionale ha dato sicurezza all’intera retroguardia ed è stato bravo e fortunato a deviare d’istinto sulla traversa, l’unica occasione da gol creata dalla Roma nella ripresa. Il centrale bergamasco ha retto la difesa della Lazio con una prestazione impeccabile: sempre concentrato e in anticipo sugli attaccanti che fossero Destro od Osvaldo. Infine, il nigeriano è stato, forse in virtù della sua giovane età, il giocatore che meno ha avvertito la pressione del derby.  Si è eretto ad assoluto padrone del centrocampo, rubando la scena a colleghi più acclamati come Ledesma ed Hernanes.

La vittoria in finale non solo salva la stagione della Lazio, ma la rende speciale. Negli ultimi tre anni i biancocelesti hanno vinto quattro derby e sono arrivati per due volte sopra in classifica ai giallorossi. Il successo di oggi sancisce una supremazia cittadina che si protrae, il caso vuole, da quando sull’altra sponda sono arrivati gli americani salvatori della patria. Lotito ride e si gode la seconda coppa nazionale conquistata, che lo rende il terzo presidente più vincente della storia della Lazio. Ora, però, è giunto il momento di compiere quel definitivo passo in avanti che nella sua gestione è sempre mancato. Il pubblico della Lazio merita il massimo, questa coppa deve rappresentare non un traguardo, ma la base di partenza su cui costruire una grande formazione per il futuro.  Ma a questi discorsi è giusto pensarci dopo le vacanze. Ora è giusto che i tifosi si godono questo successo sotto un cielo romano che da oggi è ancora di più di colore biancoceleste.

Giuliano Corridori

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