Peppino Impastato. Manifestazioni a Cinisi per i 35 anni dall’omicidio

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da Ossigeno per l’Informazione

A trentacinque anni dalla morte di Peppino Impastato, il giornalista fondatore di Radio Aut ucciso dalla mafia siciliana la notte fra l’8 e il 9 maggio 1978, la sua città, Cinisi (Palermo), lo ha ricordato con una serie di iniziative organizzate da Avviso Pubblico insieme ad altre associazioni (Acli, Agesci, Arci, Cgil, Cnca, Emergency, Legambiente, Libera, Uisp).

Durante la giornata è stata inaugurata la Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato: l’abitazione della famiglia del giornalista è stata ristrutturata dopo il riconoscimento ufficiale di “Bene sotto tutela culturale” grazie al progetto sostenuto da Fondazione con il Sud. Nell’occasione sono state anche installate delle pietre commemorative, ognuna dedicata ad una vittima della mafia: oltre ad Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Boris Giuliano e Carlo Alberto dalla Chiesa.

Alle 11, un corteo formato dai ragazzi delle scuole di Cinisi, dalle associazioni e dai sindaci della zona, che hanno percorso  i cento passi che separano la Casa Memoria da quella che fu l’abitazione del boss Gaetano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Impastato.

Successivamente, ritrovo presso il casolare dove il giornalista fu assassinato, un altro corteo (dalla sede di Radio Aut, a Terrasini, fino alla Casa Memoria) e il concerto serale con Andrea Rivera, Cisco, Modena City Rambles ed altri artisti.

Vorrei che mio fratello fosse ricordato per le cose che ha fatto, per il suo impegno attualissimo. Peppino è stato un po’ mitizzato, dal film, da trasmissioni tv, da alcuni scritti, ma era solo un ragazzo animato dalla grande voglia di legalità e giustizia, così come tanti giovani oggi. Ha vissuto in un’epoca diversa, anticipando i tempi. E allora stiamo assieme sulle battaglie che Peppino portava avanti e potremo cambiare la società”, ha detto in un’intervista ad Antonio Maria Mira di “Avvenire” il fratello Giovanni.

La Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa ha ricordato il sacrifico della vita di Impastato: “dalle mafie ci si libera anche con una informazione libera e puntuale, fatta da testimoni  di verità che così sono attori di legalità sostanziale e convivenza civile. Le giornate della memoria sono anche un monito permanente di legalità per un’informazione che ha bisogno di poter rompere  i muri del  silenzio  eretti con  minacce, intimidazioni e attentati delle mafie e della malavita organizzata”, ha scritto la Giunta in una nota.

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