Formula Uno: Alonso stravince in Spagna, Raikkonen e Massa completano il podio

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Ci teneva e lo ha fatto: Fernando Alonso ha vinto, anzi ha dominato, il Gran Premio di casa, a Barcellona, portando la sua Ferrari sul gradino più alto del podio e alla prima vittoria di questa stagione. Lo spagnolo conquista il 32.mo successo della carriera, secondo nella corsa di casa (il primo fu nel 2006 quando l’asturiano correva con la Renault) e dimostra di essere ancora vivo per giocarsi il titolo mondiale. La gara di Alonso è stata straordinaria fin dall’inizio, quando alla prima curva ha superato in un sol colpo Hamilton e Raikkonen (non gli ultimi due fessacchiotti) con una manovra da antologia, uno dei sorpassi più belli degli ultimi anni dell’automobilismo. Poi Fernando ha preso il largo, nessuno è stato in grado di impensierirlo neanche lontanamente e lui ha condotto una Ferrari rinata alla vittoria che rilancia ambizioni e speranze in quel di Maranello. Ora servirà solo iniziare a qualificarsi meglio il sabato, in quanto Alonso ha dovuto fare anche stavolta gli straordinari partendo dalla quinta posizione in griglia.

A completare il podio del Montmelò ci sono la Lotus di un Kimi Raikkonen (2°) sempre più maturo e sempre più continuo, e che si avvicina minaccioso alla testa della classifica che resta guidata da Sebastian Vettel (4° oggi) ora però con solo 4 lunghezze di vantaggio sul finlandese e 17 su Alonso; poi l’altra Ferrari, quella di Felipe Massa, che è riuscito a salire sul podio nonostante l’iniziale posizione di partenza, la nona, non molto incoraggiante. Vettel arriva quarto, come detto, al termine di una gara sottotono e anche di una pessima strategia della Red Bull che non ha capito nulla della gestione dei pit stop, fermandosi prima degli avversari quando sarebbe stato più opportuno farlo dopo e viceversa. In più attaccare il podio è stato complicato per la lattina numero 1 a causa di una velocità di punta per niente elevata. Resta leader Vettel, ma con un po’ più di pressione, anche se l’inizio di campionato del tedesco è comunque buono con due vittorie già intascate (unico pilota finora a bissare un successo).

Chi invece è la copia del Dottor Jekyll e Mr. Hyde è la Mercedes. La scuderia di Stoccarda aveva piazzato le sue due vetture in prima fila con la pole position di Rosberg e il secondo tempo di Hamilton, conquistando la terza pole consecutiva, 3 su 4 quest’anno, ma si è poi sciolta paurosamente in gara, sgonfiandosi come un palloncino e viaggiando all’andatura di una tartaruga anziana. Rosberg ha chiuso al sesto posto, Hamilton addirittura al dodicesimo e fuori dalla zona punti. Insomma, velocità sul giro pazzesca, ritmo di gara blando: così il mondiale non si sfiora neanche nei sogni.

Sottotono anche Mark Webber, quinto ma più per demeriti altrui che per guizzi propri, mentre sono da sottolineare positivamente le prove di Di Resta, ottimo settimo posto con la sua Force India, e di Ricciardo (Toro Rosso) e Gutierrez (Sauber) che hanno battagliato sino all’ultimo metro per la decima posizione che regala un punticino mondiale all’australiano di origini italiane, prossimo compagno di squadra di Vettel in Red Bull.

Infine una squadra che dall’inizio del campionato è regolarmente dietro la lavagna: la Williams. La scuderia inglese è ancora a secco di punti, in piena crisi di risultati e con una monoposto disastrosa. In Spagna il tracollo era stato anticipato sin dalle qualifiche, con Maldonado (vincitore del Gp dello scorso anno) e Bottas subito sbattuti fuori dalla lotta; in gara le cose non sono migliorate: il venezuelano ha chiuso al quattordicesimo posto e ha beccato la solita penalità, il finlandese è arrivato sedicesimo, ultimo dei “normali” e davanti solo ai minuscoli ed inutili team che ultimi rimangono dall’inizio alla fine di ogni gara della stagione (Marussia e Caterham). Peccato perché le potenzialità la Williams le avrebbe e il marchio è storico, troppo per stropicciarlo così.

Ed ora tutti a Montecarlo, due settimane a sarà ancora Formula Uno.

Marco Milan

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