Europa League, la Lazio non fa l’impresa, con il Fenerbache finisce 1-1

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Termina a quarti di finale la corsa della Lazio in Europa League. Serviva l’impresa ai biancocelesti dopo il 2-0 per i turchi nella gara di andata, impresa che non c’è stata, ma che gli uomini di Petkovic hanno accarezzato per tredici spasmodici minuti, l’intervallo trascorso dalla rete delle speranza di Lulic (60’) a quella  annienta-sogni di Erkin (73’). C’è modo e modo per essere eliminati. La Lazio lo ha fatto a testa alta, sfoderando una prestazione tutto cuore e orgoglio e lasciando sul campo le residue energie di una stagione logorante per i biancocelesti. Ma la voglia di rimonta non è bastata per far fronte all’emergenza.

PRIMO TEMPO- Petkovic, in partenza deve rinunciare anche a Gonzalez e schiera un inedito 3-5-2 con Ederson a supporto di Kozak e Lulic e Radu esterni del centrocampo a cinque.  I biancocelesti dominano il primo tempo, ma faticano a creare evidenti palle gol. La difesa del Fenerbache si chiude ermeticamente e concede alla Lazio solo l’arma del tiro da  fuori di cui abusano Candreva (4’, 27’ e 37’) ed Hernanes – prova deludente la sua, il derby lascia sempre degli strascichi – (13’, 34’,42’). La palla gol più nitida della prima frazione capita sui piedi di Ederson, che si vede respingere con i piedi da Volkan  la sua conclusione.

L’ILLUSIONE- Nella ripresa, la pressione della squadra di Petkovic, passata intanto ad un più congeniale 4-2-3-1, aumenta e il fortino del Feberbache da l’impressione di scricchiolare. Candreva sulla destra è indemoniato e al 48’ serve un pallone d’oro sulla testa di Kozak, ma per il bomber di Coppa i quarti di finale si confermano stregati, dato che sfiora di pochissimi centimetri la traversa. L’errore dell’attaccante ceco accelera l’ingresso di Klose che entra al 56’ al posto di Biava. Ora in campo c’è solo la Lazio: al 59’ Radu ci prova da fuori, Volkan non blocca e solo la celerità dei difensori turchi impedisce a Kozak di ribadire in rete. Ma i tempi per il gol sono maturi.  Un minuto dopo, infatti Candreva scende per l’ennesima volta sulla destra e mette al centro un altro splendido cross. Kozak e Klose sono scavalcati, ma sul secondo palo irrompe Lulic che manda in rete. L’Olimpico gremito, ora avrebbe potuto fare la differenza, invece il pubblico di fede biancoceleste è costretto ad assistere all’incontro da un maxischermo in prossimità della Curva Nord, mentre all’interno dello stadio trovano posto 200 tifosi turchi che non si sa come si siano appropriati dei biglietti riservati agli Sponsor.

LA DOCCIA FREDDA– Petkovic ci crede e si gioca anche la carta Floccari che entra al posto di uno stremato Ederson. Tuttavia, l’attaccante calabrese non fa in tempo ad entrare che i turchi spengono ogni velleità di rimonta dei biancocelesti.  A vestire i panni del giustiziere è Erkin, che lasciato tutto solo trafigge Marchetti con un sinistro imparabile (73’). Sogni di gloria addio, ma la squadra di Petkovic dimostra grande carattere, proseguendo a giocare come se nulla fosse. Kozak, Floccari e Cana ci provano fino alla morte, ma quando i dei del calcio decidono che una serata è stregata c’è poco da fare.  Nemmeno un goffo tentativo di autorete di Yobo all’ 84’ regala ai biancocelesti la soddisfazione morale di vincere la partita. Il risultato finale di 1-1 condanna i biancocelesti, cui i rimpianti devono rivolgersi soprattutto alla gara di andata, quando un arbitraggio penalizzante ha compromesso di fatto la qualificazione. Il Fenerbache è poca cosa, lo si è potuto appurare anche oggi all’Olimpico. La squadra esce con la consapevolezza di aver dato tutto. Resta l’amarezza perchè l’occasione era ghiotta. Chissà quando si ripresenterà…

Giuliano Corridori

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