Serie A. La Juve si prende mezzo scudetto. Volano Milan e Fiorentina, il Siena affossa il Palermo

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di Cristiano Checchi

Mancano ancora 10 partite, manca l’ufficialità ma ieri il gol di Giaccherini e la contemporanea caduta del Napoli a Verona hanno assegnato ben più di mezzo scudetto alla Juventus. Nove punti, dieci se si considerano gli scontri diretti, sono tanti forse troppi da recuperare per un Napoli apparso quasi alle corde.

No Cavani? No vittoria – Mazzarri s’infuriò dopo Napoli – Roma 4 -1 (tripletta di Cavani) all’ennesimo elogio per il matador. Troppi complimenti a Cavani, pochi alla squadra. Il tecnico era irremovibile nel non accettare la tesi di un Napoli Cavani dipendente. Non sarà così, ma i numeri sono impietosi, nelle sei partite senza un gol di Cavani il Napoli ha vinto una sola volta, pareggiato quattro e perso ieri al Bentegodi. La situazione è ancora più delicata se si aggiunge a tutto questo il fatto che ieri l’uruguaiano si è fatto parare un rigore da Puggioni. Il periodo quindi è difficile e i gol di Dramè e Théréau non hanno fatto altro che ingigantire la delicata situazione. Di contro per il Chievo di Corini il ritorno al successo è importantissimo, il Siena adesso è lontano ben 8 punti.

A Torino invece succede tutto nel finale, sembrava un’occasione sprecata per prendere definitivamente le distanze dal Napoli, ma ci ha pensato Giaccherini, la riserva che Conte considera da sempre un top player, a mettere le cose apposto contro un buon Catania che fino al 92esimo aveva retto agli assalti della capolista. Per gli etnei, con la doppia sconfitta tra Inter e Juventus, sembrano infrangersi i sogni europei, la Juve invece ora può pensare tranquillamente all’Europa e a quello che l’urna di Nyon le riserverà.

Europa – Non è invece per niente chiuso il discorso Champions / Europa League. Il Milan con la vittoria per 2 a 0 sul campo del Genoa (due rigori abbastanza netti negati ai rossoblù) grazie alle reti di Pazzini (che segna da infortunato e salterà il Barcellona) e Balotelli si è avvicinata di molto al secondo posto, lontano ora solo due punti e che diventa ormai l’obiettivo da centrare, fa impressione però pensare a come aveva cominciato il campionato il Milan. Con la vittoria di sabato il Milan ha staccato l’Inter e la Lazio, ma non la Fiorentina. La squadra di Montella ha infatti dominato il posticipo sotto il diluvio dell’Olimpico, battendo la Lazio 2 a 0 con le reti di Jovetic e Ljajic. La viola segue quindi il Milan a meno tre, la Lazio invece resta a 47 punti pari con l’Inter e con la Roma che segue a 44. Ma cosa succede alla squadra di Petkovic? Oltre a pagare le fatiche europee, dalle quali arrivano però solo grandi vittorie, la Lazio in campionato sente troppo la mancanza di Miro Klose. Floccari da solo non basta e Saha risulta ancora non pervenuto. Nell’altro posticipo serale sprofonda una volta di più l’Inter. Dopo la batosta rimediata a Londra contro il Tottenham ecco arrivare un’altra brutta sconfitta: 0 a 1 in casa con il Bologna. La rete che vale tre punti e che porta gli uomini di Pioli a 35 punti è di Alberto Gilardino. I problemi per Stramaccioni non finiscono più, la squadra non gioca, gli innesti non rendono, la vittoria di Catania non ha dato i frutti sperati neanche sotto il profilo della convinzione. A seguire senza avvicinarsi mai troppo c’è la Roma di Andreazzoli. La Roma poco spettacolare, quadrata e tosta che non lascia molto spazio alla fantasia (se non quella di Totti) che però continua a far punti: dieci nelle ultime cinque giornate. Al gol di Lamela, nell’anticipo di sabato sera contro l’Udinese, ha risposto Muriel. Una partita sostanzialmente senza spettacolo, arbitrata ancora peggio da Guida che espelle forse troppo severamente Heurtaux e che non da un rigore netto ai giallorossi per fallo su Torosidis, ammonito invece per simulazione. Malissimo Osvaldo che sbaglia un gol facile facile al 92esimo, e che sembra sempre più un corpo esterno alla squadra. Bene nel complesso l’Udinese che nonostante le difficoltà ha raggiunto i sospirati 40 punti.

Le altre – A Parma e a Cagliari è giornata di triplette. Triplette che portano anche tre punti per entrambe le squadre che escono così da zone complicate. Il Parma dopo esser stato 77 minuti sotto 1 a 0 contro il Torino, rete di Santana, si è svegliato e ha tramortito i granata con le reti di Amauri e Sansone per il 2-1 e ancora con Amauri per il 4-1. A Cagliari, al cospetto del solito Is Arenas vuoto, è andato in scena l’Ibarbo show, tripletta e 3 a 1 alla Samp, di Maxi Lopez il gol della bandiera su rigore. Vittoria fondamentale è quella dell’Atalanta che battendo 2-1 il Pescara all’ora di pranzo di domenica si è portato a quota 33 punti staccando Torino, Chievo e Genoa. In svantaggio per la rete di D’Agostino, Denis è tornato decisivo segnando su rigore il pareggio e nel secondo tempo la rete della vittoria. L’unica che sembra ormai rimasta a tiro delle ultime tre è però il Genoa di Ballardini, che comunque, ultimi due risultati sfortunati con Roma e Milan a parte, non dovrebbe avere troppi problemi a salvarsi. Prima della sfortunata trasferta di Roma e della partita ben giocata ma persa, anche per colpa di sviste arbitrali con il Milan, i genoani arrivano da cinque risultati positivi. Comunque i punti di vantaggio sul Siena sono ancora solo due,  Borriello e compagni devono ancora sudare molto per evitare una inaspettata retrocessione. Inaspettata come sembrava poterlo essere a inizio anno quella del Palermo, ma che invece, grazie alle folli scelte di Zamparini, sta diventando realtà. La squadra di Gasperini è stata battuta dal Siena 2-1 al Barbera, che poi si è riversato in massa fuori dallo stadio per la giusta contestazione. In vantaggio con Anselmo il rosanero si sono fatti riprendere dal solito gol di Emeghara e dal rigore di Rosina. Ma la squadra sembra proprio non crederci più, con il Siena era l’ultima occasione, una partita da vincere con i denti e con il cuore e dopo il gol del vantaggio, della speranza non un abbraccio di gruppo, nessuna carica per un gol che poteva dare un piccola svolta. L’ultimo posto i rosanero lo condividono con il nuovo Pescara di Bucchi, che almeno in quanto a grinta sembra crederci di più.

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