Contro le politiche della grande editoria, un romanzo da scaricare gratuitamente

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di Sabrina Ferri

Se scrivere per alcuni è soltanto un passatempo, per altri la scrittura rappresenta una vera e propria passione di vita, un modo per raccontare qualcosa, per lasciar fluire attraverso delle semplici parole centinaia di emozioni diverse. E da quella passione così intensa, spesso, nascono dei manoscritti, “figli”delle menti di autori che nella scrittura hanno scovato la loro ragione esistenziale. Ma quante di quelle opere riescono ad arrivare alla pubblicazione e finiscono poi davvero nelle librerie?  

Per quanto la qualità dell’elaborato possa essere elevata, probabilmente uno scrittore sconosciuto non riuscirà mai a vedere la propria opera pubblicata da una medio – grande casa editrice. E se anche riuscisse a pubblicare con una piccola casa editrice, quasi certamente non riuscirà  neppure a vedere quella stessa opera esposta nelle librerie. Perché, in fondo, basta dare un’occhiata alla stragrande maggioranza degli scaffali per rendersi conto che a padroneggiare sono quasi esclusivamente i romanzi dei più grandi editori di sempre, indipendentemente dalla loro ricchezza contenutistica. Romanzi i cui autori sono essenzialmente personaggi di notorietà.

Così il piccolo scrittore, pur essendo magari autore di un’opera di immenso valore, sia dal punto di vista sociale che culturale, si ritrova a dover fare i conti con le dure logiche del mercato editoriale italiano.

Ilaria Goffredo è una scrittrice, ha pubblicato diversi romanzi, e da qualche tempo ha deciso di mettere a disposizione degli utenti il download gratuito, in formato pdf, epub e mobi, del proprio romanzo Tregua nell’ambra, un racconto intenso ambientato negli anni della guerra e che, oltre ad essersi classificato finalista al concorso letterario ilmioesordio Feltrinelli, ha ricevuto un’ondata di commenti positivi da parte dei lettori. Ilaria ha scelto di adottare questa iniziativa come forma di protesta «contro le politiche denigratorie della grande editoria che sovente scelgono le opere da pubblicare non in base al contenuto delle stesse ma in base alla fama pregressa dell’autore o ad altri motivi piuttosto discutibili.» 

Mediapolitika l’ha intervistata per capire meglio le sue ragioni.  

Quando e perché hai deciso di mettere gratuitamente a disposizione degli utenti il tuo romanzo “Tregua nell’ambra”? 

“Tregua nell’ambra” è stato scritto nel 2011 e al termine della stesura, fiduciosa del valore storico e sociale dell’opera, ho deciso di puntare a editori maggiori di quello con cui avevo firmato un contratto per altri romanzi. Questo non con la presunzione che si trattasse di un’opera straordinaria, ma nella speranza di trasmettere a molti lettori i suoi contenuti, la sua memoria storica. Difatti il metodo più “sicuro” per raggiungere il grande pubblico è pubblicare con un editore medio – grande. Non avendo ricevuto risposta da alcun editore ho deciso poi di iscrivere il romanzo al concorso letterario nazionale ilmioesordio. Inaspettatamente il romanzo si è classificato tra i finalisti, scelto da Scuola Holden su oltre duemilaseicento romanzi in gara. Dunque se un certo valore è stato riconosciuto all’opera durante lo svolgimento del concorso, per quale ragione nessun editore più in vista è parso interessato? Indipendentemente dai giudizi soggettivi – difatti il romanzo potrebbe non piacere, il che è assolutamente normale – in Italia le logiche che muovono la grande editoria non sono sempre trasparenti e corrette. Sappiamo bene come un personaggio televisivo disponga di un contratto con un grande editore ancor prima di aver scritto il suo sedicente libro; oppure attenzione viene prestata quando ci si presenta agli editori accompagnati da una costosa agenzia letteraria. Chi non possiede danari da investire in questo senso o non ha conoscenze pregresse nel campo dell’editoria è spesso condannato a rinunciare. Ecco perché ho deciso di distribuire gratuitamente “Tregua nell’ambra”: nel tentativo di raggiungere un numero vasto di lettori pure – ahimè – senza il sostegno di un grande editore. Ad oggi – in una sola settimana – il romanzo è stato scaricato più di mille volte e ha ricevuto ottime critiche dai lettori. 

Con questa forma di protesta quale obiettivo speri di raggiungere? 

Oltre allo scopo di allargare la mia abituale cerchia di fedeli lettori, vorrei anche attirare l’attenzione dei grandi editori sul mondo degli scrittori sconosciuti, giacché essi sono tagliati fuori a causa delle situazioni citate prima. Molti di loro – ne ho letti diversi perché amo leggere opere di nuovi autori – sono davvero dotati di talento e meriterebbero la pubblicazione con editori che garantiscono una certa visibilità. Gli editori, seppur imprese come tutte le altre, debbono però considerare che loro fanno letteratura, dunque dovrebbero tramandare una cultura autentica, di valore, anziché quella mediatica in favore dei certi guadagni che ne derivano. 

Secondo te per quali motivi uno scrittore emergente, che magari non ha assolutamente nulla da invidiare ai colleghi più noti, non riesce e, probabilmente, non riuscirà mai a vedere pubblicato il suo lavoro da una medio – grande casa editrice? 

Molti hanno una cattiva opinione degli scrittori emergenti. E questo è dovuto in parte al fatto che alcuni di loro si presentano tronfi e alteri nel mondo editoriale asserendo di aver scritto un capolavoro ed esigendo la gloria, quando in realtà hanno molto di cui migliorarsi. Ma vi sono altri scrittori appunto che valgono persino di più di diversi autori famosi ma che, vuoi per scoramento dinanzi alla difficoltà di farsi notare, vuoi per misera fiducia in se stessi, si accontentano e abbandonano una battaglia che sembra persa in partenza. Se si continua però su questa via, la letteratura avrà davvero pochi elementi di cui andar fiera giacché vengono ritenuti più importanti “libri” che diventano fenomeni editoriali non si sa bene per cosa – vedi “Cinquanta sfumature di grigio” – o biografie di calciatori e pornostar. 

Pensi che si potrebbe ottenere qualcosa se tutti gli scrittori esordienti ed emergenti decidessero di prendere iniziative simili alla tua come forma di protesta? In fondo, si dice che l’unione fa la forza. 

Assolutamente. Se si unissero le forze sarebbe secondo me un modo efficace per smuovere le acque e attirare i lettori, facendo capire loro che non è bravo solo chi è famoso. Di conseguenza credo che le case editrici medio – grandi rivaluterebbero le loro scelte di pubblicazione, prestando attenzione a chi scrive non perché dopo la carriera televisiva ha preso una penna in mano, ma perché ha davvero qualcosa da raccontare e lo fa nel modo giusto.

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