Seria A — Totti da record, risorge l’Inter. Il Palermo non vince più

di Cristiano Checchi 

Roma nun fa la stupida stasera — Nella serata in cui Roma ha ricordato Armando Trovajoli, la Roma ha mantenuto la promessa e non ha fatto la stupida. “Scegli tutte le stelle piu’ brillarelle che c’hai…”  diceva Trovajoli, e la stella più luminosa della storia romanista non ha tardato a scrivere un’altra pagina di storia. Francesco Totti, trasformando il rigore concesso per fallo su De Rossi, ha realizzato la 225esima rete in serie A. Raggiunto Nordahl, con Piola tremendamente lontano (274 reti) il capitano romanista non si pone però limiti, sperare di raggiungerlo può essere anche solo uno stimolo in più in questa straordinaria carriera. All’Olimpico è stata quindi la serata della lacrime, quelle della commozione del capitano arriveranno dopo il fischio finale, con la sorpresa dell’invasione dei figli con tanto di maglia “sei forte papà”; in campo però a commuoversi è un ragazzo classe 1995, Alessio Romagnoli, che da calcio d’angolo battuto da Totti segna il gol dell’importantissimo 2-1 (a pareggiare era stato l’ex Borriello sempre su rigore). Una favola, il “vecchio” e il giovane, la storia e la promessa di una società: ieri, oggi  e domani, tutto racchiuso in 90 minuti. A chiudere il conto è poi Simone Perrotta, un altro che qualcosina da raccontare ai nipoti ce l’avrà, ancora su assist di quell’immortale di Totti. Il 3-1 con il quale la Roma batte il Genoa, tornando a -5 dal terzo posto, non è frutto della miglior Roma di Andreazzoli, importantissimi sono stati infatti gli interventi di Stekelenburg, un buon Genoa non meritava i due gol di passivo… ma era la serata di Totti, era la serata della Roma.

Clamoroso al Cibali – Andata e ritorno dall’inferno. Questa è stata Catania – Inter per i neroazzurri. Il primo tempo non è giocato, le strane scelte di Strmaccioni (Rocchi titolare, Palacio in panchina) fanno da contorno al 2-0 di un ottimo Catania, in vantaggio con le reti di Bergessio e Marchese. Ma i meriti degli etnei finiscono qua, cominciano poi i demeriti: una partita non chiusa, il ritmo calato vistosamente e la convinzione di aver ormai ucciso definitivamente questa stran(m)a Inter. Il secondo tempo, come fu nel derby, è però favorevole agli uomini di Stramaccioni. Con un Palacio e uno Stankovic ha preso il via la rimonta che però come al solito ha portato anche la firma di Handanovic. Il portiere sloveno ha respinto il tiro di Bergessio a botta sicura, poteva essere il 3-0, poco dopo è stato invece 2-1, la rete di Alvarez ha dato lo slancio per la rimonta, completata dalla doppietta di Palacio, che, con Cassano in punizione, si è preso la squadra sulle spalle, suo anche l’assist per il gol di Alvarez.

Lo scudetto di venerdì – Napoli – Juventus, lo scontro atteso da tutta Italia, è andato in scena con poco spettacolo e con scene, Cavani-Chiellini, lontane dall’esser definite spettacolari, anche se poi mitigate da quello scambio di maglie finale. Cavani meritava il rosso, Chiellini forse la prova tv per una tirata di capelli. Nulla di questo è stato e nulla sarà. La classifica è rimasta tale, Inler ha risposto Chiellini, la Juve quindi tiene gli avversari più vicini a +6 (7 se si contano gli scontri diretti) e gli azzurri forse ora dovranno cominciare a guardarsi le spalle. Sì perché se è giusto crederci ancora a -6 nulla vieta al Milan di credere nel secondo posto lontano 5 punti. I rossoneri poi cominciano davvero a far paura, capaci di battere la Lazio anche senza Balotelli. Vero anche che non era di certo una Lazio nel suo miglior momento, non poteva certo essere la vittoria contro il fanalino di coda Pescara a far cambiare la situazione. Sugli uomini di Petkovic però oltre ai soliti problemi di rosa si è abbattuto l’errore arbitrale, di quelli che ti tagliano le gambe (arbitro Rizzoli). L’espulsione di Candreva al 15esimo del primo tempo è stata quanto mai esagerata. In 10 per troppo tempo i biancocelesti non hanno retto, la doppietta di Pazzini e il gol di Boateng hanno firmato il sorpasso rossonero sui romani.

Le altre – Nel pomeriggio, oltre l’importante vittoria dell’Inter sul campo del Catania, è arrivato il successo della Fiorentina in casa contro il Chievo. I viola si sono ripresi dopo la sconfitta contro il Bologna, anche se a macchiare la vittoria c’è il gol di Larrondo in fuorigioco. A vincere è stato sicuramente Montella che per giocarsi la carta vincente Larrondo ha tolto dal campo addirittura Jovetic. Di Pasqual e Cofie le altri reti. Fiorentina che si avvicina così al terzo posto, distante ora solo tre punti. Vittoria anche dell’Udinese in casa del Pescara, Di Natale ha ritrovato dopo sei giornate la via del gol, firmando l’1 a 0 definitivo. La sconfitta per i pescaresi vale l’ultimo ed è costata la panchina a Bergodi, al suo posto Bucchi. La corsa alla salvezza vede comunque le tre protagoniste in pessime acque. Tutte e tre a 21 punti, con il Genoa quart’ultimo a 26: per Pescara, Palermo e Siena il tutto è quindi molto complicato. Detto del tonfo del Pescara, il Palermo ha invece collezionato un altro pareggio, inutile lo 0 a 0 in casa del Torino. Caduta rovinosa quella del Sena, in casa contro l’Atalanta è arrivato uno 0-2, frutto della doppietta di Bonaventura. Vittorie importanti per Sampdoria e Bologna. I liguri con il nono gol in campionato di Icardi hanno regolato il Parma a Marassi, mentre il Bologna ha asfaltato con un secco 3 a 0 il Cagliari. Al Dall’Ara gol tutti spettacolari di Taider, Diamanti e Pasquato.

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