Idee conto la crisi. Cresce l’uso dello Šcec, la moneta integrativa

di Fabio Grandinetti

A quanti di noi è capitato durante una partita di Monopoli di farsi cogliere da un’ingenua e fugace sensazione di potere nello sfiorare una cospicua mazzetta di banconote, e di illudersi, anche solo per un istante, che queste potessero avere un reale valore di mercato? Stringendo fra le dita un po’ di ŠCEC quell’illusione può assumere i contorni di un’inaspettata concretezza.

Lo ŠCEC, acronimo di Solidarietà ChE Cammina, è la moneta emessa e distribuita gratuitamente dall’Associazione Arcipelago ŠCEC. Più che di moneta, i creatori parlano di Buoni Locali, «il simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo». Un innovativo mezzo di scambio, parallelo e non alternativo all’euro, attraverso il quale creare principi di circolarità nell’economia e nel sociale.

Il funzionamento è molto semplice. Al momento dell’iscrizione all’associazione si ricevono 100 ŠCEC; ogni accettatore iscritto, vale a dire chi offre beni e servizi – commercianti, artigiani, produttori, professionisti ecc. – indica liberamente la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, di solito tra il 5 e il 30%. Ad esempio, su una spesa di 50 euro, con una percentuale di accettazione di ŠCEC al 20%, l’associato pagherà 40 euro più 10 ŠCEC. L’obiettivo è quello di dare un nuovo impulso alla microeconomia reale, al commercio al dettaglio, tramite un libero patto stipulato in nome della compartecipazione e della fiducia reciproca.

Si stima che già 15mila persone e 3mila esercizi commerciali utilizzino lo ŠCEC. Una pratica diffusa ormai su discreta parte del territorio nazionale. A Napoli e provincia sono quasi 400 i commercianti aderenti, mentre il Municipio IV Montesacro a Roma ha approvato ufficialmente il progetto mettendo a disposizione le proprie strutture per la distribuzione e l’assistenza.

La differenza con le banconote del Monopoli, dunque, esiste realmente. Lì fuori, per strada, nei quartieri, qualcuno accetta dei pezzi di carta senza valore di mercato, ma con un valore di scambio tra pari. “In tempi di crisi contano le idee”, un concetto leggero e inafferrabile che grazie agli ŠCEC assume un pizzico di legittimità in più.

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