La crescita economica: obiettivo da perseguire o da demonizzare?

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di Francesco Galati

In questo periodo elettorale si sente spesso parlare di economia, difatti è oramai prassi assodata basare le campagne elettorali in buona parte sul programma economico, o almeno sulle bozze dello stesso.
Si sente spesso parlare del concetto di crescita economica, ed è per cui necessario cercare di capire perché alcuni la osannino, ed altri ritengano invece che non si tratti di un obiettivo da raggiungere ad ogni costo.

E’ così che ci troviamo nella difficile situazione di dover capire, campanilismi a parte, quale sia la lettura meno di parte e quindi trarre le proprie conclusioni.

Il concetto di crescita economica nelle sue due accezioni principali

Il concetto di crescita economica si basa sull’analisi di alcune variabili economiche che vengono sintetizzate con un dato percentuale che indica la crescita, o la decrescita, in un determinato spazio temporale.
Il concetto di crescita economica si basa sul valore assoluto della crescita, non tenendo perciò in considerazione tante altre variabili economicamente, e socialmente, altrettanto importanti: una su tutte l’occupazione.
Si può quindi tentare di “leggere” il dato della crescita economica sotto due ottiche:

1)   Crescita economica secondo l’ottica liberista

2)   Crescita economica secondo l’ottica welfarista (stato sociale)

Quali sono le differenze principali?

Nella visione liberista la crescita economica, rappresenta in un certo senso la crescita del sistema paese; ovviamente essa è strettamente collegata al PIL, quindi in un’economia che potremmo definire di mercato, la crescita è sempre da intendere come un indicatore del buon funzionamento del sistema paese.
Tuttavia come si è accennato in precedenza la crescita economica, si riferisce al mero dato percentuale di crescita, e tende, in un certo senso, a svalutare gli aspetti etici del sistema economico in riferimento al paese.
La Cina in maniera estrema e la Germania in misura molto minore ne sono gli esempi pratici: in Cina i lavoratori sono quasi totalmente privi di un sistema di sicurezza sociale che li possa sostenere, sono sottopagati, tuttavia la crescita del Paese viaggia su valori del 7-8% annui; in Germania negli ultimi dieci anni si è registrata una crescita economica a discapito dell’occupazione, segno che l’innovazione tecnologica e lo snellimento di varie fasi della filiera produttiva portano crescita ma non senza provocare qualche conseguenza a livello sociale.

Alla luce di quanto detto sopra, diventa impresa quasi impossibile, quella di dare una risposta univoca al quesito posto all’inizio di quest’articolo.
La crescita rappresenta sicuramente un importante indicatore dell’efficacia di un sistema economico ma non necessariamente riesce a sintetizzare con successo anche l’efficienza dello stesso.

E’ preferibile un sistema in cui la crescita economica del paese sia obiettivo prioritario anche se, teoricamente, il miglioramento nelle condizioni di vita si accompagni a qualche squilibrio, oppure la crescita economica non deve essere vista come prioritaria rispetto agli altri obiettivi economici ?

 

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