Agenda Digitale, a che punto è il processo di attuazione?

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di Tiziano Aceti

Mentre imperversa la campagna elettorale per le prossime elezioni di fine febbraio, una questione sembrerebbe essere stata messa in soffitta. Dopo l’approvazione del decreto “Crescita 2.0” (o decreto Sviluppo), la messa in funzione dell’Agenda digitale a quanto sembra sta riscontrando non pochi problemi. Se con l’approvazione del decreto si erano in qualche modo erette le fondamenta su cui basare il progetto di digitalizzazione dell’Italia, oggi, si attende il completamento di una parte della costruzione attraverso alcuni decreti attuativi. Il clima che si respira in questo periodo intorno all’Agenda Digitale è di sfiducia nei confronti del rispetto dei tempi previsti. Tempi normativi che riguardano anche il 2014.

Ad oggi l’ Agenda Digitale sta riscontrando oggettivi problemi di operatività. Problemi che stanno facendo allungare i tempi di attuazione dell’ Agenda. Nelle scorse settimane avevamo, noi di Mediapolitika, realizzato una breve intervista al prof. Guarasci in merito al Fascicolo Sanitario Elettronico, che costituisce uno dei “caratteri” importanti contenuti nel decreto voluto dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Alcuni giorni fa, il 18 gennaio scadeva il termine entro il quale sarebbe dovuto, a tutti gli effetti, essere emanato il decreto attuativo per l’acquisto dei biglietti elettronici per il trasporto pubblico.

Altri ritardi hanno visto coinvolte anche le nomine per l’Agenzia digitale. La stessa ufficializzazione della nomina di direttore nei confronti di Agostino Ragosa sarebbe stata caratterizzata da problemi e ritardi. Nei giorni scorsi, lo stesso Ragosa ha dichiarato al Corriere delle Comunicazioni: “l’Agenzia digitale sarà operativa al più presto”. Se per Ragosa, l’Agenzia sarà operativa al più presto, incombono intanto alcune “scadenze” previste nel decreto: da qui e per i prossimi due mesi dovrebbero giungere i decreti attuativi su alcuni dei punti previsti dal decreto Sviluppo: dal documento digitale unificato (cioè la combinazione della carta d’identità e della tessera sanitaria) fino all’ auto-certificazione delle startup.

Oltre al problema dei ritardi per la messa in funzione del decreto, e delle nomine per l’Agenzia digitale, anche su un altro punto si sta focalizzando l’attenzione: quello che riguarda le competenze digitali. Il processo di apprendimento di quelle competenze indispensabili per compiere quella transizione verso una digitalizzazione che l’Italia, tentando di seguire la strada degli altri paesi europei, sta cercando di compiere con tutte le difficoltà del caso. Sperando che queste difficoltà non si trasformino in ostacoli insormontabili, rallentando un processo che gioverebbe a tutto il Paese soprattutto, ma non solo, a livello economico.

 

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