Il tanto bistrattato campionato italiano, ma all’estero hanno tanto da esser felici?

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di Cristiano Checchi

Quasi tutti i campionati d’Europa hanno vissuto ieri la giornata di pausa prima della sosta natalizia, in Italia come da costume non si giocherà fino al 6 di gennaio. In questo periodo di pausa qualche riflessione viene spontanea.

C’è sempre di più la convinzione che il campionato italiano sia quello di livello più basso, al di sotto di quanto offerto dai campionati come la Liga, la Premier o la Bundesliga. E’ vero che c’è stata una notevole fuga di “cervelli” nell’ultimo periodo, Ibra, Thiago Silva, Lavezzi, ma anche giovani come Verratti e Borini, stanno li a dimostrare che il campionato italiano non ha più lo stesso appeal di prima. C’è però l’ago della bilancia da prendere in considerazione, il fatto che siano esplosi giocatori come El Shaarawy, Lamela, Destro e Insigne non può e non deve passare sotto traccia. Non è più il campionato dei Crespo, degli Zidane, Trezeguet o di quando si strappava Ronaldo al Barcellona, ma la crisi economica si è fatta sentire, quest’estate più che mai.

Ma c’è la certezza che pur con queste perdite il campionato nostrano sia proprio da buttare? Gli otto punti di vantaggio della Juventus sulla Lazio rendono il campionato italiano meno interessante di quello spagnolo dove il Barcellona ne ha nove sull’Atletico e addirittura sedici su Real? O meno interessante di quello tedesco dove il Bayern Monaco ne ha nove sul Bayer Leverkusen, con l’unico campionato che sembra essere ancora combattuto è quello inglese, dove lo United ha quattro lunghezze di vantaggio sul City. Difficile credere quindi che il livello degli altri campionato sia tanto più elevato. E’ vero certo che in Italia non gioca Messi o non giocano Rooney e Aguero, ma il livello complessivo non può essere etichettato come inferiore a priori. Senza contare che poi giocatori del calibro di Ibrahimovic e Thiago Silva sono andati via per approdare in lidi che di certo non rappresentavano l’elite calcistica; quella Francia che solo ora, con i folli investimenti del Paris Saint Germain, sta uscendo allo scoperto e diventando polo d’attenzione mediatica anche dall’estero. A pesare ci sono poi i buoni risultati che le italiane stanno ottenendo in Europa, dove alla riprese delle Coppe saremo rappresentati da 2 squadre su 3 in Champions League e da 3 su 4 in Europa League (unica eliminata da entrambe le competizione l’Udinese di Guidolin). Con realtà e super potenze straniere che se la passano peggio, come il Manchester City eliminato dal girone di Coppa Campioni e il Chelsea declassato in Europa League anche per mano della Juventus.

Manca l’acuto europeo — Dalla vittoria dell’Inter in Champions del 2010 è vero che all’Italia manca una prestazione importante in Europa, tanto che l’anno dopo il trionfo di Mourinho la Germania tolse all’Italia il quarto posto utile per la qualificazione in Champions. A cercare di far ricredere critici e scettici ci proveranno la Juventus, contro il Celtic, e il Milan nella sfida, quella sì sulla carta proibitiva, contro il Barcellona. In Europa League saranno la Lazio, l’Inter e il Napoli rispettivamente contro il Borussia Mönchengladbach, Cluj e Viktoria Plzen a cercare di prendere punti importanti per la riconquista del quarto posto valido per la qualificazione in Champions.

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